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Descrizione:
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La visita sarà adeguata al vivere lento di questi piccoli centri; e
quale miglior modo, se non scoprendoli a piedi dal momento che il
trekking è un’attività ideale a qualsiasi età? La migliore macchina
fotografica saranno gli occhi vispi dei piccoli alunni che
cammineranno, con noi. Il periodo primaverile, attraverso la
varietà delle fioriture con i loro vivaci colori e intensi profumi,
rende ancora più affascinante questo luogo. Volpi, cinghiali, lepri
italiche, lupi appenninici ed istrici sono alcune delle specie che qui
trovano un habitat favorevole; tra gli uccelli sarà possibile ammirare
alcune specie di rapaci, quali il Nibbio bruno, il Falco Pecchiaiolo,
il Biancone ed il Falco Pellegrino, nonché il Gheppio che qui nidifica
sulle rupi più scoscese. Programma dell’escursione
Partiremo seguendo il percorso dell’antico acquedotto Romano fino alle
sorgenti del torrente Acquabianca. Qui, nel cuore dell’Area Wilderness
dei Monti Bianchi, potranno ammirare ancora integro il punto di
partenza dell’acquedotto Romano che forniva l’acqua all’antica
“Casinum”. Successivamente, si salirà verso Valleluce per
osservare quali le attività artigianali di un tempo: Il frantoio, il
mulino, e la sartoria dove riscoprire così i costumi tipici che
venivano indossati dagli abitanti di questo piccolo centro pedemontano.
All’interno del paese si potrà visitare la chiesa, la casa
canonica, il vecchio monastero nonché i suggestivi vicoli, come Via
Cifalco con gli antichi forni ad uso di più famiglie. Nei pressi
di Valleluce, Frazione del Comune di Sant’Elia Fiumerapido, si
ritroveranno le scolaresche che, divise in gruppi affronteranno una
facile escursione senza grandi ostacoli, lunga circa 4 km. e molto
istruttiva sotto l’aspetto storico-culturale. Valleluce. Piccolo ma
grazioso ed antico centro storico sito a 370 metri s.l.m ai piedi di
Monte Cifalco, che lo ripara dalle correnti fredde provenienti da nord.
Più in alto, verso Nord, a oltre 700 metri di quota, troviamo la
borgata Cese. Un piccolo villaggio le cui origini storiche sono
comprovate dai numerosi resti archeologici che la circondano fra i
quali spicca l'acquedotto Romano fatto costruire (tra 43 e 48 d.C.)
dall’imperatore Claudio sotto la sovrintendenza alle opere di pubblica
utilità di Lucio Vitellio per approvvigionare “Casinum” con acqua di
Valleluce. L'intero manufatto, si sviluppa in parte in gallerie e
in parte fuori terra a cielo aperto e sopraelevato, sino a giungere al
serbatoio di raccolta nei pressi della Rocca Janula (quota 170 mt.). Un
vero gioiello d’ingegneria idraulica romana lungo circa 22 km e
costruito con calcestruzzo romano ed impermeabilizzato con cemento
idraulico bianco. Sempre a Valleluce, merita menzione il
monastero di San Michele Arcangelo, costruito nel 798 d.C, ove dimorò
San Nilo da Rossano Calabro (910-1004) e i monaci che lo seguivano,
sfuggiti alle persecuzioni saracene. Dopo i quindici anni di vita
monastica vissuta a Valleluce , San Nilo, nel 994, si trasferì nella
zona chiamata oggi Serapo vicino Latina. Nel crinale Est di Monte
Cifalco è precisamente in zona “Pesoluso”, a 750 metri sul livello del
mare, sono ancora visibili i ruderi del Romitorio di San Bartolomeo,
seguace e discepolo di San Nilo nonché suo biografo e continuatore
della sua opera. In quel Romitorio, riportato alla luce nel 1992, il
giovinetto Basilio di Rossano poi ribattezzato da San Nilo con il nome
di Bartolomeo, vi rimase nascosto in attesa di raggiungere il
quattordicesimo anno di età per unirsi successivamente al suo maestro.
Altro fenomeno che caratterizzò alla fine del 1800 questo piccolo
centro storico, trovando queste zone ricche di anfratti e nascondigli,
fu il brigantaggio. In breve questo si trasformò in un’insurrezione
popolare contadina contro i soprusi e la miseria, trasformandosi quasi
in una vera e propria guerra civile. L’episodio principale che
caratterizzò le scorrerie dei briganti in questo territorio avvenne la
notte del 5° gennaio 1868, quando venne catturato dai Briganti della
banda Colamattei, travestiti da Bersaglieri Don Luigi Amato, parroco di
Valleluce. Dopo il rifiuto di pagare i 3.000 ducati chiesti come
riscatto il 10 gennaio gli fu tagliato un orecchio e fu fatto
recapitare alla nipote Maria, che viveva con lui. Quattro giorni dopo,
la famiglia del Parroco fu costretta a cedere e a pagare il riscatto ed
i briganti ricevuta la somma rilasciarono il sacerdote tenuto nascosto
in un’abitazione sempre all’interno di Valleluce. Durante la
II Guerra Mondiale, Valleluce fu anche un’importante caposaldo della
famosa "Linea GUSTAV" organizzata dalle truppe tedesche, uno dei
capisaldi maggiormente organizzati e più ostili per agli Alleati. Sul
crinale di Monte Cifalco sono ancora visibili una ventina di fortini
tedeschi ed un osservatorio da dove si davano le coordinate di tiro
delle artiglierie tutti scavati a colpi di mina dal vivo della roccia.
In località Vaccareccia si potranno inoltre ammirare numerose grotte
utilizzate, sempre dalle truppe tedesche, come magazzini ospedale
da campo appena dietro le linee di fuoco ma in una posizione ben
riparata.
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