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1° Meeting “Camminascuola”

Come nelle caratteristiche della “Rivista del TREKKING” e “Viaggia L’Italia” vogliamo portare l’attenzione dei più piccoli anche verso quelle località meno conosciute dove la gente, le tradizioni, l’enogastronomia e il paesaggio hanno mantenuto intatta negli anni la propria identità.

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Descrizione:

La visita sarà adeguata al vivere lento di questi piccoli centri; e quale miglior modo, se non scoprendoli a piedi dal momento che il trekking è un’attività ideale a qualsiasi età? La migliore macchina fotografica saranno gli occhi vispi dei piccoli alunni che cammineranno, con noi.
Il periodo primaverile, attraverso la varietà delle fioriture con i loro vivaci colori e intensi profumi, rende ancora più affascinante questo luogo. Volpi, cinghiali, lepri italiche, lupi appenninici ed istrici sono alcune delle specie che qui trovano un habitat favorevole; tra gli uccelli sarà possibile ammirare alcune specie di rapaci, quali il Nibbio bruno, il Falco Pecchiaiolo, il Biancone ed il Falco Pellegrino, nonché il Gheppio che qui nidifica sulle rupi più scoscese.

Programma dell’escursione

Partiremo seguendo il percorso dell’antico acquedotto Romano fino alle sorgenti del torrente Acquabianca. Qui, nel cuore dell’Area Wilderness dei Monti Bianchi, potranno ammirare ancora integro il punto di partenza dell’acquedotto Romano che forniva l’acqua all’antica “Casinum”.
Successivamente, si salirà verso Valleluce per osservare quali le attività artigianali di un tempo: Il frantoio, il mulino, e la sartoria dove riscoprire così i costumi tipici che venivano indossati dagli abitanti di questo piccolo centro pedemontano.
All’interno del paese si potrà visitare la chiesa, la casa canonica, il vecchio monastero nonché i suggestivi vicoli, come Via Cifalco con gli antichi forni ad uso di più famiglie.
Nei pressi di Valleluce, Frazione del Comune di Sant’Elia Fiumerapido, si ritroveranno le scolaresche che, divise in gruppi affronteranno una facile escursione senza grandi ostacoli, lunga circa 4 km. e molto istruttiva sotto l’aspetto storico-culturale.
Valleluce. Piccolo ma grazioso ed antico centro storico sito a 370 metri s.l.m ai piedi di Monte Cifalco, che lo ripara dalle correnti fredde provenienti da nord.

Più in alto, verso Nord, a oltre 700 metri di quota, troviamo la borgata Cese. Un piccolo villaggio le cui origini storiche sono comprovate dai numerosi resti archeologici che la circondano fra i quali spicca l'acquedotto Romano fatto costruire (tra 43 e 48 d.C.) dall’imperatore Claudio sotto la sovrintendenza alle opere di pubblica utilità di Lucio Vitellio per approvvigionare “Casinum” con acqua di Valleluce.
L'intero manufatto, si sviluppa in parte in gallerie e in parte fuori terra a cielo aperto e sopraelevato, sino a giungere al serbatoio di raccolta nei pressi della Rocca Janula (quota 170 mt.). Un vero gioiello d’ingegneria idraulica romana lungo circa 22 km e costruito con calcestruzzo romano ed impermeabilizzato con cemento idraulico bianco.

Sempre a Valleluce, merita menzione il monastero di San Michele Arcangelo, costruito nel 798 d.C, ove dimorò San Nilo da Rossano Calabro (910-1004) e i monaci che lo seguivano, sfuggiti alle persecuzioni saracene. Dopo i quindici anni di vita monastica vissuta a Valleluce , San Nilo, nel 994, si trasferì nella zona chiamata oggi Serapo vicino Latina.
Nel crinale Est di Monte Cifalco è precisamente in zona “Pesoluso”, a 750 metri sul livello del mare, sono ancora visibili i ruderi del Romitorio di San Bartolomeo, seguace e discepolo di San Nilo nonché suo biografo e continuatore della sua opera. In quel Romitorio, riportato alla luce nel 1992, il giovinetto Basilio di Rossano poi ribattezzato da San Nilo con il nome di Bartolomeo, vi rimase nascosto in attesa di raggiungere il quattordicesimo anno di età per unirsi successivamente al suo maestro.

Altro fenomeno che caratterizzò alla fine del 1800 questo piccolo centro storico, trovando queste zone ricche di anfratti e nascondigli, fu il brigantaggio. In breve questo si trasformò in un’insurrezione popolare contadina contro i soprusi e la miseria, trasformandosi quasi in una vera e propria guerra civile.
L’episodio principale che caratterizzò le scorrerie dei briganti in questo territorio avvenne la notte del 5° gennaio 1868, quando venne catturato dai Briganti della banda Colamattei, travestiti da Bersaglieri Don Luigi Amato, parroco di Valleluce. Dopo il rifiuto di pagare i 3.000 ducati chiesti come riscatto il 10 gennaio gli fu tagliato un orecchio e fu fatto recapitare alla nipote Maria, che viveva con lui. Quattro giorni dopo, la famiglia del Parroco fu costretta a cedere e a pagare il riscatto ed i briganti ricevuta la somma rilasciarono il sacerdote tenuto nascosto in un’abitazione sempre all’interno di Valleluce.

Durante la II Guerra Mondiale, Valleluce fu anche un’importante caposaldo della famosa "Linea GUSTAV" organizzata dalle truppe tedesche, uno dei capisaldi maggiormente organizzati e più ostili per agli Alleati. Sul crinale di Monte Cifalco sono ancora visibili una ventina di fortini tedeschi ed un osservatorio da dove si davano le coordinate di tiro delle artiglierie tutti scavati a colpi di mina dal vivo della roccia. In località Vaccareccia si potranno inoltre ammirare numerose grotte utilizzate, sempre dalle truppe tedesche, come magazzini  ospedale da campo appena dietro le linee di fuoco ma in una posizione ben riparata.

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