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Straordinario ecosistema, quello valligiano, che rappresenta l’ideale e perfetta interazione tra uomo e ambiente, depositario, a ogni latitudine del nostro pianeta, dell’ultima vera e autentica civiltà umana in armonia coi tempi e ritmi della Natura. I montanari possiedono ancora, tramandata da tempi immemori, la capacità di riconoscere e rendere utile ogni segno e messaggio dell’ambiente in cui vivono, le opportunità offerte dal susseguirsi delle stagioni, i segreti delle piante e degli animali, e l’abilità di inventare utensili e oggetti utili alla quotidianità. Caratteristiche scomparse in altre realtà, dove l’industrializzazione e il “progresso” hanno fatto dimenticare l’importanza di conoscere e rispettare il territorio dove si vive, abusandone spesso oltre ogni limite logico, con conseguenze disastrose che sono davanti ai nostri occhi e con le quali ogni giorno, con sempre maggior fatica e difficoltà, dobbiamo confrontarci. Universo incredibilmente delicato, però, quello delle montagne, e soggetto ad attacchi sempre più pesanti da parte della cultura metropolitana e globale, che tenta di “civilizzare” con la speculazione le zone più appetibili per il turismo industriale e abbandona al degrado le aree marginali. Sulle Alpi come in Himalaya, sulle montagne africane come in Alaska o sulle Cordillere andine, le culture e i segreti degli uomini delle montagne scivolano, sempre più velocemente, nell’oblio. Gli uomini delle montagne si assomigliano e, senza distinzioni di razza e pelle, hanno in comune le radici di una cultura che è probabilmente l’ultima testimonianza di tradizioni autentiche e genuine, che traggono la propria esperienza e sostentamento dal rispetto per le risorse naturali.
Centoquattro immagini di grande formato e alcuni pensieri messi sulla carta cercano di stimolare l’attenzione per questo universo dove Uomini e Natura sanno ancora convivere in armonia.
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