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Si imbocca il sentiero che si snoda poco sotto la rotabile, nei pressi del vecchio forno della borgata costruito ad inizio '900. In realtà non si tratta di un sentiero vero e proprio, ma del "Canale" di proprietà della società Burgo: un'opera realizzata negli anni 1919-22 per raccogliere parte delle acque dei comuni di Crissolo, Ostana ed Oncino e portarle al bacino di raccolta situato sul versante opposto nel territorio del Comune di Paesana. Da qui l'acqua precipita in condotte forzate fino alla centrale idroelettrica situata a Calcinere. Proseguendo sul Canale, si passa sotto la borgata Sant'Ilario (Santalalàrt) ed in breve si giunge al vecchio mulino denominato "Moulin dal Parcou", rimasto attivo fino al 1961. Superato il ponticello si abbandona il canale per svoltare decisamente a destra lungo il sentiero che sale verso la borgata Arlongo. Il sentiero, costeggiato da muretti sui lati, passa di fianco ad un gruppo di case denominate nel loro insieme Cò di Sère: le case, per la maggior parte in stato di avanzato degrado, erano un tempo abitate anche d'inverno. Nel periodo invernale, è possibile nonostante la fitta vegetazione osservare sulla propria destra la borgata Bigat ed al contempo, alzando lo sguardo si scopre poco alla volta la maestosa figura del Monviso che appare in tutto il suo splendore quando si giunge nei pressi della borgata Arlongo (1377 m). S'imbocca ora il sentiero che fiancheggia tale borgata (che potrà essere visitata al ritorno) e si sale attraverso la drà che si snoda fra silenziosi boschi per giungere poi allo scoperto della vegetazione nei pressi del luogo denominato Croce di Arlongo (Croù 'd Narlonc). Si può qui osservare un pilone che presenta tre facciate raffiguranti la Sacra Famiglia, San Bernardo e Sant'Antonio. Proseguendo si giunge sulla strada carrozzabile nel luogo denominato Bigoriette (Bigouriëtte) e si continua sulla stessa superando dopo un breve tratto un ponticello in pietra costruito nei primi anni del '900 che permette l'attraversamento del rio Bulè. In questa zona è possibile ammirare la parte alta della parete est del Viso e il caratteristico anfiteatro di montagne che segnano il confine con la valle Varaita. Pochi passi e si giunge alle Bigorie dove in estate è aperto il punto di ristoro "Le Bigorie" (1498 m). Giunti d'innanzi a questa baita ricettiva, si abbandona la rotabile che svolta a destra e ci s'incammina per il sentiero che scende a sinistra. Superato l'ultimo gruppo di case delle Bigorie, il sentiero aumenta decisamente la pendenza e scende fra numerosi faggi, aceri, frassini, ma soprattutto betulle. Forse proprio per questo motivo il sentiero, che un tempo era una vera e propria via dato il numero di gente del luogo che lo percorreva giornalmente, prende il nome di Vio 'd lei Béoule (Via delle betulle). Oltrepassate alcune case ora diroccate si scende decisamente in direzione est fino a giungere nei pressi del rio Bulè. Superatolo, s'imbocca il sentiero che in leggera salita attraversa quelli che un tempo erano prati e campi puliti. Si giunge così alla già citata borgata Arlongo (Narlonc) che fino alla metà del 1900 ospitava 17 famiglie. All'interno della borgata si possono osservare un forno usato fino al 1960 e sui muri di una delle case più a monte, l'affresco di San Martino datato 1888. Ritornati sul sentiero precedentemente percorso in salita si scende sulla strada non asfaltata e questa volta ci s'incammina in piano su di essa: si passa davanti a due gruppi di case denominate rispettivamente Petòou e Canavoù e poco oltre si scende leggermente sul piccolo sentiero che passa all'interno della borgata Meira (Mèiro). Attraversata la borgata, si passa d'innanzi ad un pilone dedicato alla Madonna e si giunge nella borgata Bigat dove si può osservare il pilone dedicato a San Giuseppe e poco oltre un altro nuovamente dedicato alla Madonna. Proseguendo in leggera discesa, il sentiero si snoda in alcuni ampi giri per giungere nella parte alta della borgata Sant'Ilario precedentemente osservata dal basso. Avvicinandosi, si passa d'innanzi ad un lavatoio coperto a doppia vasca risalente al 1913; all'interno si possono ancora osservare due forni, una bella meridiana e la cappella dell'Addolorata risalente al 1720. Ancora oggi si celebrano le due feste della Madonna delle Violette e dell'Addolorata con processione e Santa Messa. Oltrepassata la cappella si sale verso la carrozzabile ed in meno di un quarto d'ora si giunge, passando attraverso alle borgate di San Guglielmo (San Guilhèrme) e Ruetto (Ruét), a Fantone punto di partenza dell'itinerario.
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