en de Spacer Home Spacer Itinerari Spacer Cima sud dell'Argentera

Cima sud dell'Argentera

Un itinerario "storico", che venne tentato per la prima volta dagli alpinisti Giovanni Dellepiane e Ugo Ponta nell'agosto del 1882

Immagine dell'itinerario

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Località di partenza: Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, Mondovi'
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Localit� toccate: Piano casa del Re, Argentera
Autore: Testo di Enrico Bottino e Claudio Trova, foto di Enrico Bottino
Tipologia itinerario: a piedi
Fondo stradale: Fuori strada
Difficoltà a piedi:

(come leggere le difficolt�)
Escursionisti Esperti
Dislivello in salita (m): 1532
Quota massima (m): 3297
Tempo di percorrenza (hh:mm): 7:00
Segnavia: sentiero n.11
Punti di appoggio: ai piedi dell’Argentera:
Rif. Remondino (2430 m),
vallone di Assedras, sez. Cai Cuneo,
50 posti letto, tel. 0171.97327
Rif. Regina Elena (1800 m), sez. Ana Genova, 16 posti letto, tel. 0171.97559.
Rif. Morelli-Buzzi (2450 m),
vallone di Lourousa, sez. Cai Cuneo,
44 posti letto, tel. 0171.97394.
Rif. Bozano (2453 m), circo occidentale dell’Argentera, sez. Cai Ligure,
43 posti letto, tel. 0171.97351
Rif. Genova-Figari (2015 m),
sez. Cai Genova, 60 posti letto,
tel. 0171.978138.

Periodo consigliato: agosto e settembre
Mappa:    [+]  Ingrandisci
Cartografia: Carta n.8 Alpi Marittime e Liguri, scala 1:50.000 dell’Istituto Geografico Centrale.
Note: Autostrada A6, uscita Mondovì, segue Ss. 564, a Cuneo bisogna proseguire con la Ss. 20 del Colle di Tenda fino a Borgo San Dalmazzo (8 km); segue la Ss. 20 della Valle Gesso e la Sp. che conduce a Valdieri e alle Terme di Valdieri. Da Torino uscita La Loggia della tangenziale, Ss. 20 per Carignano e Cuneo.

Si parte da Piano della Casa del Re (1700 m)

note:
il percorso è classificato E fino al Colle dei Detriti, segue F+ e PD fino alla cima sud dell’Argentera.
Si suggerisce di avvalersi sempre, quando possibile, dell'esperienza di professionisti
ed esperti quali, ad esempio,
le guide alpine.

Descrizione: Il tratto sommitale del massiccio cristallino dell’Argentera, si allunga formando due elevazioni: la cima sud (3297 m; la più visitata) e la cima nord (3286 m; la più impegnativa). L'itinerario descritto, effettuato per la prima volta dagli alpinisti Giovanni Dellepiane e Ugo Ponta nell'agosto del 1882, deve essere affrontato quando la montagna è in condizioni ottimali; inoltre comporta il superamento di un notevole dislivello, quindi si consiglia una suddivisione in due tappe usufruendo del confortevole rifugio Franco Remondino.


Dalla rinomata stazione climatica delle Terme di Valdieri (1346 m) la sterrata che attraversa la valle della Valletta presenta un fondo stradale a tratti sconnesso e disagevole, soprattutto dopo il Gias delle Mosche (a sinistra si stacca un sentiero che sale al rif. Bozano e al Corno Stella). Oltrepassato un ripiano cosparso di grossi massi (Gias della Casa, 1678 m) si arriva al Piano della Casa del Re (1765 m) dove si lascia l’auto. Sulla destra orografica del vallone una mulattiera (segnavia n.11) sale agevolmente verso la confluenza di due rii, a poca distanza della quale si trova il Rif. Regina Elena (1834 m). Il rumore dell’acqua gorgogliante dell’Assedras accompagna l’escursionista lungo la via che, serpeggiando verso levante, comincia a prendere quota. Attraversata una passerella di legno dopo alcune centinaia di metri si giunge ad un bivio (2045 m): trascurando il sentiero a destra, diretto alle Cima Ghiliè (sent. n. 3.29) e Mercantour (sent. n.3.30), si prosegue a sinistra fino ad incontrare un’alta e bella cascata. In un ambiente segnato da grossi massi, erba e radi larici, si guadagna rapidamente quota al cospetto della Madre di Dio, fino alla base dello sperone roccioso sul quale il Remondino (2430 m, 2,30 ore circa) sorveglia la testata della valle della Valletta, dominata dalle cime della Fremamorta e del Bresses. A questo punto si lascia alle spalle il rifugio rinnovato nel 2000 e salendo a nord-est, lungo una traccia segnata con vernice rossa, si attraversa un avvallamento morenico. Grazie anche all’aiuto di piccoli ometti di pietre disposti lungo la via, si percorre lo sfasciume e il colatoio in continuo movimento che scende dal passo dei Detriti. Sorvegliati dalle cime Paganini e Genova si raggiunge lo spartiacque roccioso Vallone Assedras (Gesso della Valletta) e Altipiano del Baus (Vallone della Rovina - Gesso di Entracque).  Al passo dei Detriti (3122 m, 2 ore dal rifugio), volgendo a sinistra, e trascurando l’indicazione per il Bivacco del Bàus, si percorre ora una cengia che taglia la parete sud-est dell’Argentera, incombente sul lago del Chiotas e il rif. Genova-Figari. Lungo l’itinerario che si fa ora alpinistico (F+ e PD) bisogna prestare estrema attenzione data l’esposizione; inoltre in alcuni tratti la parete è leggermente aggettante. Per chi non è adeguatamente attrezzato e preparato, anche psicologicamente, si consiglia caldamente di fermarsi al colle dei Detriti, dove la soddisfazione è comunque tanta grazie alla stupenda vista che spazia sui colossi alpini che delimitano la Pianura Padana.
Il tratto più impegnativo prevede ora l’attraversamento di una cengia, larga dai 30 centimetri al metro, e un’ultima larga fessura obliqua verso sinistra, che incide tutta la parete; con facile arrampicata (non esposta) si raggiunge la cresta terminale e la croce metallica di vetta. Il panorama a 360 gradi è di rara bellezza, spingendosi dalla costa ligure e provenzale alle Alpi Liguri e Marittime.

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