ai piedi dell’Argentera: Rif. Remondino (2430 m), vallone di Assedras, sez. Cai Cuneo, 50 posti letto, tel. 0171.97327 Rif. Regina Elena (1800 m), sez. Ana Genova, 16 posti letto, tel. 0171.97559. Rif. Morelli-Buzzi (2450 m), vallone di Lourousa, sez. Cai Cuneo, 44 posti letto, tel. 0171.97394. Rif. Bozano (2453 m), circo occidentale dell’Argentera, sez. Cai Ligure, 43 posti letto, tel. 0171.97351 Rif. Genova-Figari (2015 m), sez. Cai Genova, 60 posti letto, tel. 0171.978138.
Autostrada A6, uscita Mondovì, segue Ss. 564, a Cuneo bisogna
proseguire con la Ss. 20 del Colle di Tenda fino a Borgo San Dalmazzo
(8 km); segue la Ss. 20 della Valle Gesso e la Sp. che conduce a
Valdieri e alle Terme di Valdieri. Da Torino uscita La Loggia della
tangenziale, Ss. 20 per Carignano e Cuneo.
Si parte da Piano della Casa del Re (1700 m)
note: il percorso è classificato E fino al Colle dei Detriti, segue F+ e PD fino alla cima sud dell’Argentera. Si suggerisce di avvalersi sempre, quando possibile, dell'esperienza di professionisti ed esperti quali, ad esempio, le guide alpine.
Descrizione:
Il tratto sommitale del massiccio cristallino dell’Argentera, si
allunga formando due elevazioni: la cima sud (3297 m; la più visitata)
e la cima nord (3286 m; la più impegnativa). L'itinerario descritto,
effettuato per la prima volta dagli alpinisti Giovanni Dellepiane e Ugo
Ponta nell'agosto del 1882, deve essere affrontato quando la montagna è
in condizioni ottimali; inoltre comporta il superamento di un notevole
dislivello, quindi si consiglia una suddivisione in due tappe
usufruendo del confortevole rifugio Franco Remondino.
Dalla rinomata stazione climatica delle Terme di Valdieri (1346 m) la
sterrata che attraversa la valle della Valletta presenta un fondo
stradale a tratti sconnesso e disagevole, soprattutto dopo il Gias
delle Mosche (a sinistra si stacca un sentiero che sale al rif. Bozano
e al Corno Stella). Oltrepassato un ripiano cosparso di grossi massi
(Gias della Casa, 1678 m) si arriva al Piano della Casa del Re (1765 m)
dove si lascia l’auto. Sulla destra orografica del vallone una
mulattiera (segnavia n.11) sale agevolmente verso la confluenza di due
rii, a poca distanza della quale si trova il Rif. Regina Elena (1834
m). Il rumore dell’acqua gorgogliante dell’Assedras accompagna
l’escursionista lungo la via che, serpeggiando verso levante, comincia
a prendere quota. Attraversata una passerella di legno dopo alcune
centinaia di metri si giunge ad un bivio (2045 m): trascurando il
sentiero a destra, diretto alle Cima Ghiliè (sent. n. 3.29) e
Mercantour (sent. n.3.30), si prosegue a sinistra fino ad incontrare
un’alta e bella cascata. In un ambiente segnato da grossi massi, erba e
radi larici, si guadagna rapidamente quota al cospetto della Madre di
Dio, fino alla base dello sperone roccioso sul quale il Remondino (2430
m, 2,30 ore circa) sorveglia la testata della valle della Valletta,
dominata dalle cime della Fremamorta e del Bresses. A questo punto si
lascia alle spalle il rifugio rinnovato nel 2000 e salendo a nord-est,
lungo una traccia segnata con vernice rossa, si attraversa un
avvallamento morenico. Grazie anche all’aiuto di piccoli ometti di
pietre disposti lungo la via, si percorre lo sfasciume e il colatoio in
continuo movimento che scende dal passo dei Detriti. Sorvegliati dalle
cime Paganini e Genova si raggiunge lo spartiacque roccioso Vallone
Assedras (Gesso della Valletta) e Altipiano del Baus (Vallone della
Rovina - Gesso di Entracque). Al passo dei Detriti (3122 m, 2 ore
dal rifugio), volgendo a sinistra, e trascurando l’indicazione per il
Bivacco del Bàus, si percorre ora una cengia che taglia la parete
sud-est dell’Argentera, incombente sul lago del Chiotas e il rif.
Genova-Figari. Lungo l’itinerario che si fa ora alpinistico (F+ e PD)
bisogna prestare estrema attenzione data l’esposizione; inoltre in
alcuni tratti la parete è leggermente aggettante. Per chi non è
adeguatamente attrezzato e preparato, anche psicologicamente, si
consiglia caldamente di fermarsi al colle dei Detriti, dove la
soddisfazione è comunque tanta grazie alla stupenda vista che spazia
sui colossi alpini che delimitano la Pianura Padana. Il tratto
più impegnativo prevede ora l’attraversamento di una cengia, larga dai
30 centimetri al metro, e un’ultima larga fessura obliqua verso
sinistra, che incide tutta la parete; con facile arrampicata (non
esposta) si raggiunge la cresta terminale e la croce metallica di
vetta. Il panorama a 360 gradi è di rara bellezza, spingendosi dalla
costa ligure e provenzale alle Alpi Liguri e Marittime.
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