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Da Cala Sisine a Cala Luna

L’itinerario che collega le due famose cale del golfo di Orosei lungo antichi sentieri tracciati a picco del mare, dove l'unica compagnia è il volo del gabbiano

Immagine dell'itinerario

Località di partenza: Regione Sardegna, Provincia di Nuoro, Baunei
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Autore: Francesco Fadda e Sebastiano Cappai
Tipologia itinerario: a piedi
Difficoltà a piedi:

(come leggere le difficolt�)
Escursionisti Esperti
Dislivello in salita (m): 280m
Dislivello in discesa (m): 280 m
Tempo di percorrenza (hh:mm): 6:00
Segnavia: Bolli di vernice verdi, omini di pietra
Punti di appoggio: Partenza dalla spiaggia di Cala Sisine;
Arrivo alla spiaggia di Cala Luna
Mappa:    [+]  Ingrandisci
Cartografia: L’itinerario è individuabile con l’aiuto della cartografia delI‘IGM in particolare con la Tavola 208 IV SE Grotta del Bue Marino, oppure con Baunei Sentieri carta escursionistica pubblicata a cura del Comune di Baunei.
Descrizione: Tarati gli altimetri, si segue il sentiero che si sviluppa dietro i ruderi di un'ex dispensa (indicata dall'IGM) e si percorrono per il primo tratto, i tornanti della mulattiera evidenziata dal C.A.I. Giunti ad un bivio a quota 170m, si abbandona la mulattiera e si prosegue su una traccia di sentiero lungo la costa, salendo progressivamente fino a quota 240m ove, tralasciando un’evidente mulattiera che risale verso l'interno, si continua attraversando in discesa una valletta affluente di Girove Longu. Tra secolari e contorti ginepri fenici, si arriva in una panoramica sella rocciosa (quota 200m), posta sulla parte terminale della lama di roccia che precipita verso il mare sbarrandoci il passo. Una cengia rocciosa ci guida verso l'interno (direzione ovest) costringendoci a scendere sul letto di Girove Longu, fino ad arrivare ad un’evidente piazzola di carbonai, da qui, si prosegue sulla sinistra idrografica e si scende verso il mare per cenge rocciose fino ad una quota di 100m. Voltandoci indietro verso la sella rocciosa, notiamo un caratteristico pinnacolo roccioso, la cui forma unita al candido colore, ricorda un enorme pupazzo di neve. Arrivati in prossimità della falesia a mare, si riprende un'antica mulattiera che con un percorso parallelo alla costa (quota 140m), ci porta all'interno di un bosco di leccio e cedro liccio, che sovrasta il torrione terminale della dorsale rocciosa denominata Schina Interrattas (indicata sull'IGM alla quota 325m). Si attraversa questo splendido bosco che ammanta il tratto terminale di Girove Mannu, costeggiando grandi pareti ricche di anfratti e piccole grotte, sino ad arrivare ad un passaggio obbligato a quota 90m, posto tra due enormi torri calcaree indicate dall'IGM con le quote 185 e 127m. Qui, una tortuosa mulattiera ci permette di scendere sul letto del canyon di Sos Girovinos, racchiuso tra precipiti e alti strapiombi e apparentemente invalicabili. Seguiamo il letto di questo paleofiume verso il mare, superando con l'ausilio di un tronco di ginepro un salto di alcuni metri, si arriva dopo pochi passi all'unico punto in cui è possibile uscire dalla forra. Intuendo sulla sinistra idrografica una traccia lasciata dalle capre, si risale su una forte pendenza, giungendo subito ad un angusto passaggio sbarrato con dei rami, antico confine tra zone di pascolo. Dopo averlo superato, si prosegue in direzione est per cercare di mitigare, con dei tornanti, la forte pendenza resa più disagevole dall'instabilità del ghiaione che stiamo risalendo. Si continua a salire, seguendo i segni verdi lasciati sul posto, fino ad arrivare ad una evidente sella (quota 230m) dove rinveniamo una mulattiera che supera a quota 220m una splendida franata, che percorriamo verso il mare per poi seguire stretti tornanti all'interno della gola che proviene da Punta Onamarra. Una volta sul fondo della gola (quota 180m), si risale verso l'interno del dirupo fino ad intercettare l'unico punto dl risalita che, passando sotto una grotta utile per bivaccare (quota 250m), ci consente di arrivare dall'altra parte. Subito dopo la grotta, si ridiscende verso la sella che separa questo solco ciclopico da quello successivo che si diparte da Sedda Eranu (quota 205m). Perdendo lentamente quota, si arriva su uno sperone roccioso (quota 180m) e si supera agevolmente questa gola ricca di ripari sotto roccia, con tracce di remota frequentazione umana (quota 210m). Proseguendo ad una quota costante, si oltrepassa un piccolo ceduo di lecci e corbezzoli, che sta lentamente riconquistando lo spazio sottrattogli dalla scure dei carbonai, che all'inizio di questo secolo, hanno spogliato queste lande dal loro originale manto boschivo, lasciandoci in pegno una fitta rete di tratturi che nella parte sopravvissuta al dissesto idrogeologico ed alla parziale ricrescita del bosco, costituisce ancora l'ossatura per spostarsi al suo interno. All'uscita del bosco (quota 240m) si risale leggermente per proseguire sino a perdere progressivamente quota in corrispondenza di una valletta, con lo sguardo che spazia sul mare sottostante, le cui propaggini estreme sono Orosei e Capo di Monte Santo, entrambi ben visi-bili. Si discende dentro la piccola valle seguendo una ripida franata sino a ritrovare il sentiero a quota 150m, si prosegue lungo la costa a quota 170m, si scavalca un altro piccolo letto di scorrimento idrico e si attraversa in orizzontale un rigoglioso cisteto punteggiato da piramidali ginepri (quota 120m). Ci troviamo ora, ad aggirare ad est le pendici di Punta Is Giroves (quota 120m) immersi nella macchia mediterranea, per poi ridiscendere a Badde Lupiru in direzione ovest, sul punto indicato dall'IGM a quota 99m. Ci si raccorda al preesistente sentiero che con rapidi tornanti, ci porta prima sul costone di Su Masongiu (quota 120m) e poi scende a Cala Luna.

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