Frosinone, capoluogo rinato
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Frusino in antichità, la città di Frosinone sorge su un colle che domina la Valle del Sacco. Il suo passato travagliato e la sua ricchezza di testimonianze storiche ne fanno una meta da non perdere.
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Altre immagini |
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Località di partenza:
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Regione Lazio, Provincia di Frosinone
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Allegati:�
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Localit� toccate:
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Frosinone
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Autore:
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Testo di Enrico Miglino e Anna Maria Audino Foto di Paolo Marini
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| Tipologia itinerario: |
a piedi |
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Descrizione:
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La città di Frosinone, per via della Rocca ha svolto nell’antichità un
ruolo importante e strategico di controllo sulla direttrice che
collegava Roma con Napoli e forse fu per questo, ma anche per
l’indomita voglia di libertà che caratterizza da sempre i suoi
abitanti, che i romani la distrussero e la depredarono nel 306.
Lo stesso fecero più tardi i Lanzichenecchi e nel 1556 gli spagnoli.
Nel 1350, fu invece un terremoto a devastarla. Dal Motto “Bellator
Frusino”, che troneggia sullo stemma, si intuisce lo spirito guerriero
della sua gente, stessa stirpe di quegli uomini che parteciparono alle
vicende risorgimentali combattendo sino alla morte a fianco di
Garibaldi per l’unificazione del Regno d’Italia; ricordiamo Nicola
Ricciotti che fu ucciso a Sapri con i Fratelli Bandiera, oppure Carlo
Guglielmini aiutante in campo dell’eroe delle Due Sicilie. Tanti sono i
suoi figli illustri che la storia ricorda e tra questi ben due Papi,
che per la fede Cristiana sacrificarono la loro vita e divenuti Santi,
sono oggi i Patroni della Città, Sant’Ormisda e San Silverio.
Durante l’ultimo evento bellico, nel 1943 e nel 1944, la città fu
oggetto di incursioni aree e di bombardamenti sia da parte dei tedeschi
che degli alleati. Furono distrutti ponti, strutture di primaria
importanza, si contarono molti morti, ma Frosinone pur piegata, trovò
la forza di rinascere.
Il centro storico, quasi del tutto ricostruito, mantiene intatto il suo
fascino antico e la mole possente del campanile quadrato di origine
romanica svetta altero con le sue bifore ad arco tondo che lo rendono
unico ed inconfondibile. Accanto, la Chiesa di Santa Maria Assunta,
divenuta Cattedrale nel 1965. La Chiesa di San Benedetto, che è anche
la Pinacoteca più antica della città, custodisce preziose tele che
abbracciano un periodo che va dal Seicento all’Ottocento, un vero
tesoro d’arte. Anche le due campane che svettano dal piccolo campanile
sono un gioiello. Forgiate dall’antica famiglia dei Cacciavillani,
fanno eco all’altra campana settecentesca famosa che si ammira su
quello che un tempo era il Palazzo Municipale, e che si trova in Piazza
VI Novembre. Piazza Garibaldi, custodisce invece una delle porte di
accesso all’antico Castrum, Porta Romana appunto, che dai suoi
costruttori prende il nome e che era probabilmente l’ingresso
principale che conduceva al centro e su cui si trovava un posto di
guardia. Sempre nel centro storico, in un Palazzo antico che durante lo
Stato Pontificio era sede del Governo di Frosinone è ospitato il Museo
Archeologico (aperto il martedì, mercoledì, giovedì dalle ore 9 alle 13
e venerdì, sabato, domenica dalle ore 9 alle 12 e dalle 16 alle 19).
Inaugurato nel 1994, racchiude in un percorso espositivo cronologico ed
integrato da supporti didattici le testimonianze storiche dell’antica
Frusino, che vanno dai primi insediamenti stabili sino all’Età Romana
Imperiale, passando attraverso la Preistoria, la Protostoria, per
giungere all’età Arcaica. Alcune importanti testimonianze risalenti
all’Impero Romano si possono vedere anche girando per la città. Lungo
viale Roma, si trovano i resti di un Anfiteatro realizzato tra le fine
del I secolo e l’inizio del secondo.
A nord-est del centro urbano, in località Sant’Angelo, si conservano i
resti di un monumento funerario risalente al II secolo d.C. La tomba, a
pianta quasi quadrata e coperta da una volta a crociera, conserva
all’interno tracce dell’intonaco di rivestimento delle pareti in parte
riferibile ad epoca medievale, quando l’antico monumento romano viene
trasformato in luogo di culto. A circa a tre chilometri dal centro
storico, in direzione Anagni, in una zona suggestiva, tra una natura
ancora incontaminata e selvaggia, sulla sommità di una collina
panoramica, sorgono la Chiesa e il Monastero di Sant Antonio Abate. In
stile romanico, l’edificio religioso è conosciuto per aver accolto al
suo interno le spoglie di Papa Celestino V, che nel 1327 vennero
trafugate dagli Aquilani. Oggi, a ricordare l’evento rimane solo la
pietra tombale.
Il Monastero è il primo fondato da Celestino V fuori dall’Abruzzo.
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