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Il Mataiur

Piacevole e facile itinerario ad anello che raggiunge la cima più alta delle Valli.

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Località di partenza: Regione Friuli-Venezia Giulia, Provincia di Udine, Cividale Del Friuli
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Autore: Michele dalla Palma
Tipologia itinerario: a piedi
Difficoltà a piedi:

(come leggere le difficolt�)
Escursionistica
Dislivello in salita (m): 316
Tempo di percorrenza (hh:mm): 2:30
Punti di appoggio: Partenza e arrivo da Crisnaro, Rif. Pelizzo
Periodo consigliato: Tutto l'anno
Mappa:    [+]  Ingrandisci
Descrizione:

Cocktail di atmosfere e universi contadini, amene colline e creste di montagna, miscelato nel prezioso calice delle Valli del Natisone, questo territorio sembra disegnato per inventare avventure in una natura ricca e straordinaria, ma con un pregio in più. Dopo essersi riempiti gli occhi con panorami che spaziano dalla laguna veneta alle Alpi, dopo il probabile, inaspettato e piacevole incontro coi selvatici che popolano questi boschi, lasciata fuori dalla porta la mountain bike o gli scarponcini da trekking ci accoglierà l’atmosfera inebriante e genuina che ogni trattoria e ogni “frasca” (case private che mettono in vendita i prodotti della terra offrendo una cucina rustica, da non perdere!) sa offrire al viaggiatore. Motivo in più per gustare, con tutti i sensi, le Valli del Natisone.

 

Descrizione:

il tracciato, segnato da cartelli con descrizione di varie piante, arbusti e fiori, denominato Sentiero naturalistico del Mataiur parte dal Rifugio Pellizzo (1325 m) - raggiungibile in auto dal fondovalle- e si snoda inizialmente verso ovest raggiungendo alcune vecchie baite d’alpeggio ristrutturate. Raggiunto il versante che si affaccia sulla valle del Natisone, incorniciata dal Monte Mia, con un colpo d’occhio entusiasmante sulle Alpi Giulie, si sale a mezza costa verso destra fino a raggiungere le facili roccette della cresta che conduce alla cima (1641 m). Panorama indescrivibile a 360° dalla laguna adriatica alle cime più alte delle Giulie. A oriente la montagna precipita nella vallata dell’Isonzo, dominata dall’incombente sagoma del Krn, il Monte Nero. Sulla cima una cappella e il cippo di confine che separa l’Italia dalla Slovenia. La discesa sul versante sud riporta al rifugio, visibile dalla cima.

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