Le Apuane sono note per il loro aspetto roccioso e selvaggio. Tuttavia nella parte meridionale della catena si trovano ambienti caratterizzati da dolci pendii e colline fertili ricche di coltivazioni. La sagome del monte Prana è inoltre una delle più note della Versilia dominando, dall'alto della sua vetta su cui si trova una croce, tutta la pianura tra Viareggio Camaiore e Massarosa.
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Località di partenza:
Regione Toscana, Provincia di Lucca, Camaiore, Frazione Metato
Questo itinerario ci conduce su una delle vette meridionali delle Alpi
Apuane. Pur essendo di modesta altezza offre panorami grandiosi sia
verso il mare, dove possiamo ammirare alcune delle isole
dell'Arcipelago e talvolta anche la Corsica, che sulle altre cime della
catena Apuana. È inoltre un privilegiato luogo di osservazione della
amena vallata di Camaiore. Il nome del paese - Metato - indica il luogo
dove venivano essiccate le castagne, che talvolta era uno dei più
vissuti della casa perché riscaldato, e mostra quanto forte sia il
legame di questi ambienti con le proprie tradizioni.
Giunti nel centro del paese iniziamo a risalirne l'abitato per un
sentiero che parte accanto ad una piccola costruzione di legno, con una
discreta salita, abbandonando in breve il borgo per entrare nel bosco.
Proseguiamo facilmente per la presenza dei segnavia fino ad arrivare
presso una bella casa con verdi colli a terrazzi, affacciata proprio
sulla conca di Camaiore. Prima di arrivare alla casa imbocchiamo un
sentiero sulla sinistra, riconoscibile per un cartello che indica il
divieto di circolazione per i veicoli motorizzati e continuiamo la
salita. Procediamo per una decina di minuti e il nostro sentiero
incontra due vecchie case in pietra abbandonate mentre successivamente
si insinua in un piccolo gruppo di abitazioni che attraversiamo e
superiamo. Siamo adesso arrivati in vista della imponente e ripida
vetta del Prana con la sua inconfondibile croce monumentale. La
pendenza del rilievo costringe il sentiero ad evitare la via più
diretta per puntare in direzione del versante interno che risulta più
accessibile. Saliamo verso la cresta che ci consentirà di cambiare
versante e, in prossimità di due case, affrontiamo due curve a gomito,
entrambe sulla sinistra. Subito prima di giungere ad una terza
abitazione troviamo un piccolo cartello indicante il Prana ed altre due
destinazioni. Seguiamo la segnaletica e proseguiamo brevemente
alternando tratti nel bosco ad altri caratterizzati dalla presenza di
rocce, fino a quando non arriviamo ad uno slargo dove dobbiamo andare
verso destra. Qui inizia il piccolo crinale che divide l'area marina da
quella dell'entroterra e punta verso la vetta. Noi seguiamo la costa
solo per poco, meno di dieci minuti, e ritorniamo nel bosco per
iniziare un periplo attorno alla vetta del monte. Questa parte del
percorso offre nuovi scenari, mostrandoci il monte Piglione
caratterizzato da numerosi terrazzamenti erbosi e, più a nord, il
Matanna. Affrontiamo il giro preparatorio prima della parte finale
senza particolari preoccupazioni, incontrando prima tre curve, che
sempre tagliano la montagna a mezza costa, ed oltrepassando poi un
cancellino il legno con una palizzata. A breve il sentiero, che
proseguirebbe dritto per Campo all'Orzo, ci invita, tenendo la destra,
a risalire il paginone sommitale. Lo affrontiamo, sempre seguendo la
segnaletica, in diagonale per l'eccessiva pendenza, fino a raggiungere
un canale che scende dalla vetta principale verso quella di sud ovest. Da qui raggiungiamo la cresta finale e poco arriviamo sulla splendida cima.
Questo
itinerario fa parte di una raccolta che La Rivista del Trekking, in
collaborazione con le APT della Costa Toscana, ha dedicato ai più bei
percorsi escurionistici di questo comprensorio. Una serie di itinerari
che ci condurranno alla scoperta di luoghi affascinanti e ci
consentiranno di conoscere meglio un territorio dal grande fascino
naturalistico e culturale.
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