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Il Trekking dei giganti d'Abruzzo

Nella regione che può vantare quasi la metà del proprio territorio soggetto a parco o riserva naturalistica, si trovano oltre settanta alberi monumentali, pietre miliari di una storia pluricentenaria

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Località di partenza: Regione Abruzzo, Provincia di L'Aquila, Pescasseroli
Località di arrivo: Regione Abruzzo, Provincia L'Aquila, Comune Pratola Peligna
Allegati:� Icona per allegati PDF. Clicca qui per scaricare l'itinerario completo in formato PDF
Localit� toccate: Pescasseroli, Sulmone, Prato Peligna
Autore: Testo di Paolo Ferrari, foto di V.Mastrella - Archivio parchi d'Abruzzo - Michele Dalla Palma
Tipologia itinerario: a piedi
Fondo stradale: Misto
Difficoltà a piedi:

(come leggere le difficolt�)
Escursionistica
Dislivello in salita (m): 890
Tempo di percorrenza (hh:mm): 12:45
Punti di appoggio: Tappe lungo il percorso a Monte Tranquillo, Barrea, Passo Godi, Pescocostanzo, Cansano

Periodo consigliato: Da giugno ad ottobre

Con una semplice escursione di tre giorni (si possono fare anche le singole tappe) è possibile visitare tre dei principali raggruppamenti arborei monumentali inclusi nel Parco Nazionale d’Abruzzo e nel Parco della Maiella.
Si tratta di un'esperienza molto interessante, che consigliamo di organizzare con l’assistenza di una guardia forestale o di un botanico esperto, in grado di aiutarci a scoprire i segreti dei nostri antenati, attraverso la “lettura” del DNA dei giganti d’Abruzzo.

Mappa:    [+]  Ingrandisci
Note: Come arrivare
Da Roma, con l’Autostrada A24, uscita Pescina. Seguire la strada per Pescasseroli. Dal versante Adriatico, seguire l’A14 fino a Giulianova, quindi deviare sulla A24 fino a Pescina. Si rientra per la medesima autostrada da Sulmona/Pratola Peligna.


Note. percorso agevole, a volte costeggiando le strade carrozzabili all’interno o limitrofe ai due Parchi

Descrizione: 1a  tappa Pescasseroli - Monte Tranquillo - Villetta Barrea  (km 19 / disl. +254)
Da Pescasseroli, lungo la carrozzabile del Tranquillo, si raggiunge il rifugio della Difesa subito dopo la Bocca del Petroso. Risalendo il sentiero sulla sinistra, fra boschi e radure si giunge ai valichi del monte Rotondo, un vasto altipiano carsico, costellato di doline e inghiottitoi. Dopo un'ora di cammino la strada entra con ripidi tornanti nel bosco fitto, dove le ceppaie e i cedui fanno posto agli alti fusti. Ad una curva più larga appare improvvisa la sagoma della chiesa del Tranquillo, dal cui portico si gode uno dei panorami più eccitanti di tutto il Parco. Sulla parete destra della Chiesa, all'esterno, è murata una lapide del 1685. Proseguendo ancora dopo il Rifugio, con la sagoma del monte Tranquillo sulla sinistra, si raggiunge in pochi minuti il valico posto a quota 1680; tutto intorno i boschi di faggio offrono un sicuro rifugio agli ultimi orsi marsicani: si tratta dei famosi faggi della Difesa di Pescasseroli. Si rientra per lo stesso percorso fino ad Opi, e si pernotta a Villetta Barrea.
2a  tappa: Villetta Barrea - Passo Godi - Barrea - Pescostanzo (km 25 / disl. +381 )
Da Villetta Barrea, un servizio bus ci porta fino a passo Godi (km. 13). Da qui si raggiunge la linea di cresta della Serra di Chiarano. Il tratto più ripido è coperto da una fascia di bosco, superato il quale si entra nel versante assolato della parte alta del percorso. Superba la vista della Majella, del Gran Sasso, del Marsicano, della cresta della Camosciara e del monte Greco. Osservando con attenzione e un po’ di fortuna, possiamo incontrare cervi ed anche qualche esemplare di aquila reale. Dalle strutture turistiche di passo Godi si prende la pista carrabile che conduce agli stazzi. Al primo tornante si prosegue verso sinistra fino a giungere ai piedi di un canalone, punto di inizio del tratto più ripido del nostro itinerario. Il sentiero si inoltra nella faggeta, in corrispondenza del limite destro del canalone, inerpicandosi con ripidi tornanti. E’ qui che possiamo vedere il faggio di Pontone, con un tronco imponente, costituito da una fusione di più alberi cresciuti insieme. Si rientra al Passo, e da qui a Villetta Barrea, dove prendiamo il bus per Pescocostanzo; si può pernottare in strutture ricettive di ogni livello.
3a  tappa: Pescostanzo - Cansano - Sulmona (km 23 / disl. +254 )
Lasciando Pescocostanzo in direzione nord-est ed aggirando il Coppo del Diavolo, arriviamo a circa 1300 metri di quota, dove inizia la faggeta di Sant’Antonio, che si stende fino a 1420 metri. Il bosco è una vera e propria voliera di innumerevoli specie di uccelli: il rampichino, il picchio muratore, il picchio verde, ma anche il pettirosso, il fringuello, il frosone. Tra i rapaci, è facile avvistare lo sparviero e la poiana. Tra le masserie del Primo Campo, si nota una curiosa chiesetta con un piccolo campanile a vela. Si tratta del piccolo eremo di S. Antonio, suggestivo luogo di culto ancora oggi meta di un nutrito pellegrinaggio, il 13 giugno di ogni anno. Di impianto tardo medievale l'eremo è ricordato da una bolla del 1536, e conserva sullo stipite l'iscrizione che rammenta un restauro del 1577. Accanto alla chiesetta esiste una parte abitativa dove in passato risiedevano gli eremiti laici. Proseguendo lungo la strada, si arriva a Cansano e quindi a Sulmona, meta del trekking.

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