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Il grande centro

Facile itinerario per chi affronta il trekking con spirito e gambe da turista, e una semplice passeggiata se ci si sente veri escursionisti.

Immagine dell'itinerario

Località di partenza: Regione Liguria, Provincia di Genova, Genova
Località di arrivo: Regione Liguria, Provincia Genova, Comune Genova
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Localit� toccate: Genova, Pre Molo Maddalena, Portoria
Autore: Gianni Dall'Aglio - Elena Delucchi / Enrico Bottino
Tipologia itinerario: a piedi
Fondo stradale: Strada asfaltata
Difficoltà a piedi:

(come leggere le difficolt�)
Turistica
Tempo di percorrenza (hh:mm): 3:00
Periodo consigliato: Tutto l'anno
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Note:

Località di partenza - Stazione ferroviaria di Genova Brignole

Come arrivare - La stazione di Genova Brignole è raggiungibile con il treno e con la maggior parte delle linee di autobus che transitano per il centro città. Piazza Giuseppe Verdi, antistante la stazione, è capolinea di molte linee ed altre fermano in Viale Cadorna, a valle dei giardini di Piazza Verdi. Per chi arriva con auto propria c’è un il piccolo parcheggio scoperto delle Ferrovie fra Via De Amicis e Piazza Verdi, 50 metri a sinistra della stazione –nelle ore centrali della giornata può essere pieno -  e il grande parcheggio sotterraneo della Corte Lambruschini, 100 metri a destra della stazione (a destra guardandone la facciata d’ingresso) che non è mai pieno. Anche il parcheggio sotterraneo di Piazza della Vittoria non è lontano, 200 metri circa, e anche lì c’è sempre posto.

Località di arrivo – Stazione ferroviaria di Genova Piazza Principe. Il ritorno a Brignole è possibile coi numerosi treni regionali al costo di un biglietto dell’AMT, 1,20 ¤.

Principali località toccate dal percorso – Un po' della Genova del XX e del XIX secolo, un po' di quella medievale e seicentesca, con le strade e i palazzi che si sono meritati nel 2006 l'ammissione all'elenco dei beni "Patrimonio dell'Umanità" dell'UNESCO. Musei in abbondanza, ma gli scorci di vita quotidiana valgono tanto quanto.

Tempo di percorrenza – circa 2 ore, soste escluse, senza il tratto Principe-Lanterna-Principe. Circa 3 ore, soste escluse, per il percorso completo.

Accessibilità - Facile itinerario per chi affronta il trekking con spirito e gambe da turista, e una semplice passeggiata se ci si sente veri escursionisti. Anche se spingere un passeggino per tre ore lungo le strade e i marciapiedi di una qualunque città italiana non è cosa da poco, questo itinerario è percorribile anche da una mamma con bimbo e ruote al seguito; difficili sono soltanto la breve scalinata che porta da Via XX Settembre alla chiesa di Santo Stefano e la successiva Scalinata L.De Ferrari che da questa chiesa sale in Corso Andrea Podestà: per raggiungere Santo Stefano da Via XX Settembre è quindi consigliabile prendere l’ascensore XX Settembre-Podestà anche in salita. Scomoda anche la scalinata di Piazzale Mazzini che però è aggirabile salendo lungo Via Grenchen; con un passeggino anche la salita nel Parco della Villetta Dinegro sino al Museo di Arte Orientale e il tratto terminale della Passeggiata della Lanterna possono essere due tratti di percorso faticosi ma si possono fare entrambi con un po’ di buona volontà. Su sedia a rotelle si trovano gli stessi punti di difficile passaggio dei passeggini

Descrizione:

Suggestioni lungo l'itinerario

Un cocktail ben dosato di nuovo e di antico, di moderno e di medievale, di contemporaneo e di storico.Il sole che fa brillare i vetri del puntuto e tozzo Matitone, fulgido esempio dell’architettura international style di fine XX secolo, è lo stesso sole che illumina la figura allampanata della Lanterna carica di secoli e di salsedine; la sua luce che sbircia fra i tetti stretti del carruggio bimillenario di via della Maddalena, illumina con assai migliori risultati la vasta Piazza della Vittoria, trionfo del Razionalismo celebrativo.

In questo itinerario c’è dell’una – l’arte - e dell’altra – la vita: l’arte che si è fatta storia si presenta – potremmo dire che straborda, che esplode incontenibile – nei palazzi e nei musei delle “strade nuove” che dal 2006 sono a tutti gli effetti “Patrimonio dell’Umanità”, come ha deciso l’UNESCO.

Un percorso da gustare un po’ a naso all’aria per non perdersi le decorazioni, gli affreschi, i fregi dei palazzi ”belli”, siano essi le regge dell’oligarchia finanziaria seicentesca o i virtuosismi architettonici dell’Eclettismo e del Liberty di inizio Novecento.

Descrizione dettagliata dell'itinerario

Questo percorso mescola sapientemente la Genova otto e novecentesca con la città storica medievale e seicentesca.

Si parte dalla seconda grande stazione ferroviaria della città, Brignole (WP1), e si attraversa l’antistante ampia Piazza Giuseppe Verdi, importante stazione degli autobus urbani, coi suoi giardini che spesso ospitano mercatini, fiere e banchetti commerciali. Si raggiunge così la rettilinea trafficata Via Diaz (WP2), arteria di collegamento tra i quartieri del centro e quelli della Foce e del Levante. Di fronte a noi si apre la più vasta piazza cittadina, Piazza della Vittoria, ottimo esempio di architettura razionalista degli anni Trenta; sulla sinistra brillano al sole (o riflettono le nuvole, dipende…) le torri in vetro della Corte Lambruschini sede di hotel e del Teatro della Corte, il principale fra i tanti teatri genovesi.

La Corte Lambruschini è uno dei più importanti simboli dell’architettura “International style” di fine XX secolo a Genova. Tenendo Piazza della Vittoria di fronte a noi e percorrendo Via Diaz verso sinistra, un sottopasso pedonale fervente di attività commerciali conduce all’inizio del rettifilo di via XX Settembre, che introduce ai quartieri del centro ottocentesco e di inizio Novecento: “via Venti” è la main street di Genova e sfoggia una lunga serie di interessanti edifici di architettura eclettica e liberty.

Ma non affrettiamoci, percorriamola poco alla volta: seguendo la sua leggera salita lungo il marciapiede nord per alcune decine di metri raggiungiamo un ampio ingresso circondato da bancarelle di fiori che immette nel vasto chiostro dell’antico ex-convento agostiniano dove è ospitato il Mercato Orientale (WP3), il più vivace, popolare, vitale, colorato, appetitoso fra i numerosi mercati alimentari della città.

Merita un giro lento e attento, con tutti i sensi bene all’erta, a cogliere i colori, i suoni, i profumi, le voci della sua popolazione sempre in movimento.

Si può poi uscire dall’ingresso est che dà su Via Galata; girando a sinistra si percorre questa strada ricca di negozi, soprattutto alimentari, per fare una sosta – ad esempio – dal negozio di pasta fresca Danielli (WP4), che produce un pesto alla genovese davvero squisito.

Subito a nord, ecco la romboidale Piazza Colombo (WP5) coi suoi portici che accolgono lunghe bancarelle di libri usati, famose presso tutti i genovesi. Oltre la piazza, Via Galata prosegue sino alla pasticceria Panarello (WP6), uno dei migliori nomi dell’industria dolciaria genovese.

Siamo all’angolo con Via San Vincenzo, asse principale di questo piacevolissimo quartiere ottocentesco di commercio al minuto. Breve deviazione verso destra (direzione Brignole) per raggiungere la Panetteria Mario (WP7), dove – facendo la doverosa coda fra la folla dei clienti -  si acquista una delle migliori focacce genovesi di tutta la Liguria.

Rapido dietrofront e si risale Via San Vincenzo (dapprima in piano, poi in lievissima salita) in direzione ovest, poi sud-ovest, fermandosi a piacimento in uno dei tanti bar o di fronte a qualche bella vetrina, scansando la folla di ragazzi, turisti e genovesi dal passo svelto che la percorrono quasi in ogni ora del giorno.

Si torna così in Via XX Settembre, e qui siamo circa a metà del suo corso, proprio di fronte al maestoso Ponte Monumentale (WP8) che scavalca la via per collegare le due colline dell’Acquasola e di Carignano.

Un breve tratto dei portici di Via Venti, fra grandi vetrine di moderni negozi, porta alla scaletta (che si stacca seminascosta da via XX, incuneandosi fra due palazzi, proprio di fronte ad un edicola) che conduce alla romanica chiesa di Santo Stefano (WP9).

Visitata la chiesa, bella e austera, si sale sul Ponte Monumentale per ammirare dapprima la Via XX Settembre dall’alto – questo è un interessante punto d’osservazione sul centro - e poi, lungo il tratto a monte di Corso Andrea Podestà, due insigni palazzi artistici (WP10).

Percorrendo Corso Podestà verso mare, ovvero verso la collina di Carignano, si raggiunge un moderno ascensore (WP11) con cui si ritorna giù ai piedi del Ponte Monumentale (WP12). Riprende la salita - ma sul lato opposto a quello percorso sinora - sotto i portici di Via Venti, rutilanti di vetrine e negozi di abbigliamento, librerie, bar, e ci si può fermare brevemente ad osservare, sull’altro lato della via, l’elegante Hotel Bristol (WP13), dove hanno sostato moltissimi grandi personaggi del XX secolo, politici, statisti, artisti.

Quasi in cima alla strada affianchiamo il grande edificio Liberty della Nuova Borsa (WP14), che oggi non ospita più la Borsa ma mostre temporanee; splendido il suo grande salone centrale. E quando i portici di Via Venti terminano, o meglio girano verso Via Dante, li abbandoniamo per attraversare la strada ed entrare in Piazza De Ferrari (WP15), l’ombelico della città.

Costeggiamo il suo lato meridionale dove sorge il Palazzo della Regione Liguria, quindi fiancheggiamo il Palazzo Ducale sul colorato lato ovest della piazza, infine raggiungiamo il Teatro dell’Opera Carlo Felice (WP16). A monte dei portici neoclassici del teatro – la Galleria Giuseppe Siri, dove è facile trovare suonatori di strada che allietano il passaggio delle persone con vivaci musiche balcaniche e danubiane - iniziano, rettilinee e parallele, la coperta Galleria Mazzini e la luminosa Via Roma, entrambe dirette alla rotonda Piazza Corvetto; le tre insieme sono fulgidi esempi di viabilità ottocentesca di stile sabaudo.

Salendo per Via Roma si raggiunge uno dei pochi negozi eleganti d'antica tradizione rimasti nella via, ormai "preda" di banche e uffici: Finollo (WP17) celebre per le sue cravatte; la breve Galleria Enzo Tortora, sull’altro lato di via Roma rispetto a Finollo, immette in Galleria Mazzini, affollatissima in dicembre per la Fiera del Libro e durante l’anno per le numerose manifestazioni d’antiquariato.

Qui si può scendere verso il Carlo Felice sino al Beer8 (WP18), dove si possono acquistare birre di quasi tutte le parti del mondo.

Tornati sui propri passi, si risalga tutta la Galleria sino a Largo Eros Lanfranco (attenzione al periodico mercatino di prodotti alimentari liguri biologici) e all’angusto ingresso della Chiesa di Santa Marta (WP19), letteralmente ricoperta da opere pittoriche del Seicento genovese. Tornati in Largo Lanfranco e girando a destra lungo il breve tratto superiore di Via Roma si raggiunge il Bar Pasticceria Mangini (WP20), una delle pasticcerie storiche della città, amatissima dal fu Presidente della Repubblica Sandro Pertini.

Mangini si affaccia sulla rotonda, verdeggiante, trafficata Piazza Corvetto, verso cui convergono strade dal sovrastante quartiere residenziale di Castelletto-Manin. Attraversando Via Roma al semaforo che è a sinistra di Mangini si scenda nell’artistico Sottopasso dei Poeti (WP21) decorato con immagini e testi ispirati ai massimi poeti liguri del Novecento, per risalire in via Grenchen ai piedi della scalinata che porta alla seriosa Statua di Giuseppe Mazzini (WP22).

Alle spalle del celebre filosofo del Risorgimento v’è l’ingresso al lussureggiante parco della Villetta Dinegro, che mescola la natura del suo boschetto romantico all’arte orientale del Museo Chiossone (WP23) ospitato dall’edificio razionalista sulla vetta della piccola collina.

Dopo la salita fra lecci e cascate sino all’interessante arte giapponese, si torni sui propri passi sino a Via Roma e a Largo Lanfranco, restando però sul lato di destra della via; qui si passa accanto al rinascimentale Palazzo Spinola (WP24) sede della Prefettura e si scende lungo Salita Santa Caterina (WP25), breve strada pedonale fra eleganti palazzi patrizi, per raggiungere la Piazza delle Fontane Marose (WP26), che coi suoi palazzi nobiliari plurisecolari segna il confine fra la Genova ottocentesca di struttura sabauda e quella medievale del Centro Storico.

Prima di tuffarci nel cuore dei caruggi bisogna assolutamente fare una lauta tappa all’ora di pranzo presso la più famosa, popolare, ricercata, tradizionale, appetitosa, inimitabile trattoria genovese, la celebre Maria di Vico Testadoro (WP27), che si raggiunge da Marose procedendo brevemente verso Via XXV Aprile, quella elegante diritta strada che porta a De Ferrari. Dopo aver ben pranzato si può attraversare la strada e imboccare la discesa verso Via Luccoli (WP28), il caruggio principale dal punto di vista commerciale di questa parte di centro storico. Ognuno si crei il proprio “percorso a tappe” lungo la stretta via, fermandosi ed entrando nei negozi che preferisce: ce ne sono d’abbigliamento, di thè, di miele, di dischi, di tappeti…

Via Luccoli termina nell’irregolare Piazza Soziglia (WP29), dove le tappe d’obbligo sono due templi delle tradizione dolciaria genovese: il Bar Klainguti, prediletto da Giuseppe Verdi, e la Confetteria pasticceria Romanengo, delizia delle delizie dolciarie genovesi. Guardare e assaggiare per credere. Qui consigliamo di girovagare un poco nei caruggi più vicini cercando di respirarne l’atmosfera unica e intrigante, osservando i volti e i colori dei loro abitanti, le voci, le lingue, i suoni; inutile segnalare un punto particolare piuttosto che un altro, un indirizzo si e l’altro no: ognuno dia libero sfogo alla propria sensibilità.

Da Vico Lavagna a Piazza Lavagna (WP30), per Via dei Corrieri di nuovo in Soziglia, poi per Vico dietro il Coro delle Vigne verso il campanile (WP31) della chiesa millenaria delle Vigne, che ha l’ingresso nella raccolta ed elegante Piazza delle Vigne (WP32).

Da qui, passando accanto a eleganti bar di sentore ottocentesco e a angusti laboratori artigiani lungo Piazza dei Greci (sede medievale della comunità greca in Genova) e Via delle Vigne, si devii a destra verso Piazza della Lepre (WP33), celebre oggi per il locale serale molto frequentato, e un tempo perché l’elegante palazzo patrizio che si affaccia sulla piazzetta ospitava una celeberrima casa d’appuntamenti (doverosamente ricordata da alcune insegne appese ai muri interni del locale bevereccio. Pochi passi indietro per continuare a salire verso monte sino alla raccolta Piazza della Posta Vecchia (WP34), centro di uno dei tanti quartieri di famiglia in cui era diviso il centro cittadino durante i secoli medioevali.

Via di Posta Vecchia porta infine in Via della Maddalena (WP35), nata come circonvallazione esterna alla città in epoca romana, diventata una delle principali arterie della città tardo medievale, oggi emblema – nel bene e nel male -  della multietnicità di questa città che accoglie e ospita genti straniere da almeno 26 secoli.

Da quando è nata, insomma, straniero scalo portuale per i marinai etrusco-fenicio-focesi nella terra dei Liguri di montagna.

Via della Maddalena e le straduzze che le stanno attorno sono strette vie circondate da palazzi dalle facciate decorate e da chiese antichissime ma rifatte barocche - come quella di Santa Maria Maddalena (WP36) – di fronte alle quali si aprono stretti carruggi che si perdono nel labirinto da essi stessi creato; qua è là si incontrano botteghe artistiche, negozietti di antica tradizione – come la Butegheta Vegia (WP37) all’incrocio fra Via della Maddalena e Via dei Macelli di Soziglia, poco a levante della chiesa della Maddalena, rinomati ristoranti – ad esempio Maxelà (WP38) a pochi passi dalla Butegheta, in Vico Inferiore del Ferro.

Tutte queste straduzze e piazzette propongono affascinanti scorci di vita contemporanea benissimo inserita nei panorami urbani antichi e carichi di storia, e rimane difficile proporre un itinerario unico, meglio sarebbe che ciascuno riuscisse a seguire la propria via scegliendo un vicolo piuttosto che un altro a seconda dei propri interessi, delle proprie curiosità.

Comunque sia, con Piazza del Ferro e la breve salita di Vico del Ferro (WP39) si arriva in Via Garibaldi, dove inizia la sontuosa sfilata dei palazzi “bellissimi e comodissimi” delle “strade nuove” seicentesche.

Siamo qui nel centro dell’area urbana che nel 2006 l’UNESCO ha inserito nell’elenco dei beni Patrimonio dell’Umanità. Via Garibaldi, da percorrersi voltando a sinistra in cima a Vico del Ferro, propone i suoi Musei di Strada Nuova – Palazzo Tursi (WP40), Palazzo Rosso (WP41) e Palazzo Bianco (WP42); procedendo verso ponente si attraversa la piccola e raccolta  Piazza della Meridiana col suo splendido Palazzo Grimaldi (WP43) e si percorre un tratto della settecentesca “Strada Nuovissima”, al secolo Via Cairoli, a metà della quale sulla sinistra la discesa di Via San Siro porta alla chiesa di San Siro (WP44), che appare in nobili forme barocche ma fu la prima cattedrale di Genova, nei secoli anteriori al Mille.

Pochi passi in discesa verso via di Fossatello, un tratto del lungo e animatissimo caruggio lungo che corre parallelo all’antica linea di ripa, poi a destra verso Piazza Fossatello, dove non si può non entrare nella antica Pasticceria Marescotti-Cavo (WP45), recentemente riportata ai vecchi splendori. Poi in su, verso monte, per l’ampia (relativamente al centro storico…) Via Lomellini, dove le soste principali sono la casa di Giuseppe Mazzini, che ospita il Museo del Risorgimento (WP46) e la chiesa di San Filippo (WP47).

Giunti nel traffico di Via Bensa si svolti a sinistra per la vicina, ampia Piazza della Nunziata (WP48), con la sua celebre chiesa, ricca di dipinti barocchi dei migliori pittori del Seicento genovese. Accanto alla chiesa inizia il rettifilo di Via Balbi con la successione quasi continua di palazzi, chiese, edifici che dimostrano la ricchezza opulenta delle grandi famiglie dell’oligarchia finanziaria della Genova del Seicento. Essendo questo il quartiere universitario delle facoltà umanistiche la via è piacevolmente affollata di studenti e studentesse, e di piccoli locali per la ristorazione veloce e a buon prezzo.

Le tappe culturali in Via Balbi possono essere al Palazzo dell’Università (WP49), ex Collegio Gesuitico, alla vicina chiesa di San Carlo (WP50) e all’antistante Palazzo Reale – così detto perché scelto dai Savoia come loro residenza genovese, e oggi visitabile nelle sale e negli arredamenti. Niente male anche il giardino del Palazzo (WP51) con la sua bella decorazione a risseu (a ciotoli policromi); il giardino un tempo si affacciava sul mare e ora ammira le strutture della zona portuale, universitaria e museale della Darsena.

Usciti dal giardino, lungo il tratto terminale di Via Balbi, si può osservare dal suo archivolto l’allungata e coloratissima piazzetta dei Truogoli di Santa Brigida (WP52) che non è più un centro di vita sociale e di caeti popolani, non ha più le file di panni stesi attraverso la piazza da una casa all’altra ma merita comunque una sosta fra piccole librerie e localini sfiziosi.

La stazione ferroviaria di Piazza Principe (WP53)  è il nostro capolinea finale ma l’itinerario vi suggerisce di non fermarvi adesso, bensì di proseguire verso ponente, imboccando Via Andrea Doria sino a Piazza del Principe (WP54) dove si apre l’ingresso al Palazzo del Principe, ovvero la reggia rinascimentale di Andrea Doria, Ammiraglio di Carlo V e padre-padrone della Genova del XVI secolo.

La breve discesa di Via Fanti d’Italia, a sinistra guardando il palazzo, porta in Via Adua, da percorrere sul marciapiede a monte verso ponente: si passa davanti ai Giardini del Principe (WP55) ovvero a ciò che resta dei grandi, sontuosi giardini che circondavano il Palazzo del Principe dal mare alla collina retrostante. Proseguendo verso ponente lungo la trafficata Via Adua si arriva all’incrocio fra Via San Benedetto – con l’omonima chiesa sede di Don Andrea Gallo, certamente uno dei preti “di strada” più famosi d’Italia -  e via Bruno Buozzi, dove inizia, un poco nascosta, la stretta Via di Fassolo (WP56) che fu per secoli l’unica via di uscita da Genova in direzione ponente.

Passata la piccola Piazza San Teodoro (WP57), si giunge in Piazza Dinegro con la Villa Rosazza (WP58) e il suo folto parco retrostante. Un tratto dell’ampia e perennemente trafficata Via Milano porta – ma bisogna attraversare la strada a portarsi sul lato a mare, anzi a porto – porta al modernissimo Terminal Traghetti (WP59), col centro commerciale e l’andirivieni di turisti e viaggiatori che sbarcano e s’imbarcano sui grandi traghetti diretti nei porti delle isole e del Mediterraneo Occidentale.

Vicino spicca il grattacielo del Matitone che con la sua forma ottagonale richiama il campanile romanico di San Donato, nel centro storico. Accanto all’uscita del parcheggio del Terminal ha inizio la Passeggiata della Lanterna (WP60), affascinante percorso affacciato su alcuni angoli del porto normalmente invisibili e sconosciuti a chi non lavora in questo ambiente particolare.

La Passeggiata propone, oltre agli scorci sul porto, una esaustiva serie di pannelli esplicativi storico-economici, che raccontano cose che anche molti genovesi non legati al porto ignorano. Si raggiunge quindi, al termine della Passeggiata, il Museo della Lanterna (WP61), infine si arriva ai piedi (WP62) di questo alto, severo e luminoso simbolo plurisecolare della città (WP63). Per tornare indietro si possono ripercorre i propri passi sino alla Stazione Principe o abbreviare il percorso salendo su un autobus in Via Milano nei pressi del Terminal Traghetti e scendendo in Via Alpini d’Italia, presso Piazza del Principe.

In entrambi i casi, all’inizio di Via Alpini d’Italia si distacca il breve percorso che conduce all’elegante Stazione Marittima (WP64), importante edificio del Primo Novecento, accanto al quale attraccano le enormi navi da crociera, che meritano un’occhiata da terra anche da parte di chi non può salirvi come passeggero.

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