Un itinerario giornaliero in mountain bike alla scoperta della natura, delle testimonianze storiche e delle risorse economiche dell’isola situata a poca distanza dall’estremità sud occidentale della Sardegna
Località di partenza:
Regione Sardegna, Provincia di Cagliari, Carloforte
Partenza da Carloforte. L’isola di S. Pietro è situata nella zona sud-occidentale della Sardegna. Dista dal capoluogo isolano circa 80 chilometri.
Periodo consigliato:
Le stagioni ideali per un'escursione del genere sono quelle autunnali/primaverili per evitare soprattutto in estate il caldo torrido che si incontra nell'interno dell'isola.
Ciò che ci aspetta al di là del mare, venendo dalla Sardegna, è un paese che, all'arrivo, ci accoglie con la vista dei suoi palazzi di fine Settecento, dai colori tenui, che si affacciano guardando la costa sarda dai Lungomare Battellieri e Cavour.
Sbarcati dalla nave, tappa obbligata è una buona colazione nei tipici bar del porto, meta dei turisti che in estate affollano la piazzetta dove è stato eretto il monumento a Carlo Emanuele III.
Riprese le bici, iniziamo il nostro itinerario percorrendo il Lungomare verso nord lasciandoci il paese alle spalle. La strada asfaltata in leggera salita ci conduce, in breve tempo, alla località Tacca Rossa dove è possibile ammirare il mare incorniciato nell'ambiente lussureggiante dell'isola.
Arrivati al passo senza troppa fatica, la leggera discesa che ci attende permette di osservare il panorama anche dall'altro lato, verso nord, con la costa dell'Iglesiente rappresentata in modo monumentale dal grande faraglione di Pan di Zucchero che si eleva in lontananza con i suoi 133 metri d'altezza. Qui la vegetazione non ostacola mai la vista in quanto radi cespugli, in prevalenza di lentischio e di cisto, tentano una timida crescita sotto il costante imperversare dei forti venti che qui soffiano tutto l'anno.
Quasi non ci accorgiamo che siamo giunti alla fine della nostra prima tappa: sulla nostra destra, una grande costruzione in pietra utilizzata per quella pesca, la mattanza dei tonni, che, per la gente di questi luoghi, si trasformava ogni anno in una ricorrenza dal sapore quasi propiziatorio. La vita di una comunità era, infatti, legata al passaggio annuale di questi tunnidi. Anni di vera ricchezza, altri di funesta povertà nella pesca che si riflettevano economicamente su Carloforte.
La pesca del tonno per mezzo delle Tonnare, che consistono in un insieme di reti calate in modo tale da poter catturare questi pesci in un certo periodo dell'anno (maggio, giugno), si fa risalire, in questa parte della Sardegna, alla metà del secolo XVI e, a partire da allora, si costruirono, in questo tratto di mare, le tonnare di Portoscuso, Porto Paglia sulla costa sud occidentale sarda e quelle della Punta sull'Isola di San Pietro e la bellissima tonnara dell'Isola Piana. Quest'ultima, ora villaggio turistico, è stata fortunatamente restaurata in modo da salvaguardare le strutture architettoniche risalenti al secolo XVIII e XIX.
Quella della Punta, invece, è ancora in fase di restauro attendendo di essere trasformata in museo dove si conserveranno, per poterli ammirare, gli strumenti utilizzati per questa pesca
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