en de Spacer Home Spacer Itinerari Spacer Il trekking dell'Aventino

Il trekking dell'Aventino

stituito nel 1991, Il Parco Nazionale della Majella si estende per quasi 75mila ettari nelle province di Pescara, Chieti e L'Aquila. Questo gruppo montuoso è nettamente separato dalla cresta del Morrone che rappresenta il prolungamento del Gran Sasso verso sud. La forma massiccia e arrotondata della Majella è simile a una grandiosa cupola ellittica che domina il paesaggio abruzzese, innalzandosi tra il mare e la catena appenninica. Il fianco occidentale, privo di valli, è solcato da ampi ghiaioni che si spingono fino alle faggete che rivestono il versante, mentre quello orientale è più arrotondato. Oltre alla vetta principale, il Monte Amaro (2795 m), altre trenta cime del gruppo montuoso superano i 2000 metri. Il fascino della Majella è costituito dai profondi valloni -autentici canyon- che rendono assai suggestivo l’intero paesaggio, contraddistinto tra l’altro da un diffuso fenomeno di carsismo, come testimoniano le numerose grotte.

Immagine dell'itinerario

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Località di partenza: Regione Abruzzo, Provincia di L'Aquila, Pescocostanzo
Località di arrivo: Regione Abruzzo, Provincia L'Aquila, Comune Pescocostanzo
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Localit� toccate: Grotta del Cavallone, Fontana di Tari, Palena, Sorgente Capo di Fiume, Madonna dell’Altare, Valico della Forchetta, Rio Primo Campo.
Autore: Paolo Ferrari
Tipologia itinerario: con le racchette da neve
Difficoltà a piedi:

(come leggere le difficolt�)
Escursionistica
Dislivello in salita (m): 728
Tempo di percorrenza (hh:mm): 8:00
Periodo consigliato:  dicembre e marzo
Mappa:    [+]  Ingrandisci
Note:  Il percorso parte da Lama dei Peligni e termina a Pescocostanzo. In presenza di neve, utilizzando le ciaspole consigliamo l'itinerario che parte da Pescocostanzo (quasi tutto in discesa), che richiede circa 6 ore. L'itinerario inverso (nord-sud) ne richiede invece 8. Per quanto riguarda la difficoltà è un sentiero in terra battuta, pascoli e brevi tratti su strada asfaltata. 
Descrizione:  L’itinerario di trekking dell’alta valle dell’Aventino può essere effettuato sia con condizioni di innevamento (ciaspole o racchette da neve), sia con le tradizionali scarpe da trekking nel periodo autunnale. A causa della frequente instabilità del manto nevoso sulle pendici del valico della Forchetta, spesso la circolazione automobilistica in questo tratto della SS 84 viene vietata. Pertanto è utile che gli escursionisti facciano molta attenzione incrociando questo punto, consultando preventivamente anche i locali centri del Corpo Forestale e dell’ANAS. Il trekking del versante orientale della Majella parte dall’abitato di Lama dei Peligni, posto a 667 metri di quota. Si tratta di un antico borgo le cui origini si fanno risalire al VII° secolo, dove è visitabile uno splendido orto botanico con i piani fitoclimatici della Majella. Superato il bosco di Lama, percorrendo a tratti la SS 84 e, a tratti, il sentiero che costeggia l’Aventino, si giunge al piazzale della funivia che porta alla Grotta del Cavallone. Si tratta dell’unica grotta di interesse speleologico visitabile nel cuore del Parco Nazionale della Majella. Attorno all'ingresso, posto a quota 1465 nella valle di Taranta, per migliaia di ettari non esiste alcun edificio e nessuna strada, ma solo pascoli d’alta quota, valli selvagge e altissime pareti rocciose. Qui vivono l'aquila reale e i camosci d'Abruzzo, presenti anche nell'area faunistica di Lama dei Peligni. Il percorso della grotta aperto al pubblico si snoda per circa un chilometro all'interno della montagna. Si attraversano ampie sale di suggestiva bellezza e singolari ambienti del paesaggio sotterraneo della Majella. La temperatura all’interno è di 10° ed è costante durante tutto l’anno, mentre l’umidità raggiunge in alcuni punti il 90%. Ritornati sul sentiero, non senza aver fatto scorta di acqua nel fontanile di Tari, si raggiunge Palena, dopo aver percorso otto chilometri e aver superato un dislivello di circa cento metri. Le prime notizie storiche di Palena risalgono al XII° secolo, quando il borgo era un importante centro che controllava le vie di accesso da Chieti verso Valva. Del passato, nonostante i gravi danni subiti durante l’ultima guerra, restano il castello dell’XI° secolo e la chiesa del Rosario, che conserva al proprio interno una pregevole Madonna lignea con bambino, databile intorno al XVI° secolo. Usciti dall’abitato, dopo aver percorso un breve tratto sulla statale, si imbocca un’antica via romana che ci conduce alla Madonna dell’Altare, arroccata su di un costone roccioso. Le notizie circa questo santuario risalgono all’anno 1250, quando Pietro da Morrone si recò lungo la valle di Aventino. Alcuni anni più tardi i monaci celestiniani costruirono il santuario e un monastero, che ressero fino al 1807. Il sentiero prosegue attraverso boschi e pascoli che la neve trasforma in un paesaggio fatato, e abbandona definitivamente l’alveo dell’Aventino. Giunti al valico della Forchetta, poco distante dal quale si trova anche la stazione ferroviaria di Palena, il nostro altimetro segna quota 1270, e circa venti chilometri di tragitto. Costeggiando la statale e la ferrovia si attraversa il Rio Primo Campo, seguendo il corso del quale per una mezza dozzina di chilometri, potremmo concederci una visita alla faggeta di Sant’Antonio oppure, giunti alla chiesetta di San Michele, svoltare a sinistra seguendo la strada che ci porta a Pescocostanzo. Celebre per il suo magnifico centro storico di stampo cinquecentesco, questo splendido borgo può vantare un’architettura civile originale, una sorta di città lombarda nel cuore dell’Appennino. Opera dei mastri muratori, dei decoratori, degli intagliatori e degli architetti lombardi, scesi verso il meridione per costruire splendidi edifici come la Collegiata di Santa Maria del Colle, un insieme di stili e di preziosità artistiche, o le splendide case con il vignale, o ancora le botteghe aperte sul fronte strada, e collegate all’abitazione del piano superiore con una scala interna. In questo luogo così ricco di storia, si lavora ancora oggi il merletto a fusello sul tombolo. 

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