Imperia nasce dalla fusione di due nuclei cittadini storicamente e geograficamente distinti, Oneglia e Porto Maurizio, uniti nel 1923 da un decreto reale di Vittorio Emanuele III. Nel 1° itinerario proponiamo una piacevole camminata nell’antico borgo fortificato di Porto Maurizio, posto in posizione dominante su un colle affacciato direttamente sul mare. Dopo un dedalo di stretti carruggi e stradine tortuose, tutte in salita, che si aprono d’improvviso in spettacolari viste sulla costa, proponiamo un 2° itinerario, più arioso e pianeggiante, nell’altra metà di Imperia: Oneglia.
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Località di partenza:
Regione Liguria, Provincia di Imperia, Imperia
Località di arrivo:
Regione Liguria, Provincia Imperia, Comune Imperia
Numeri utili
APT Riviera dei Fiori - Largo Nuvoloni, 1 - 18038 Sanremo (IM) - Tel. 0184 59059 Fax 0184 507649 aptfiori@rivieradeifiori.org
Descrizione:
Dalla stazione di Imperia/Porto Maurizio si sale lungo Via Angelo
Siffredi, convergendo in Viale Giacomo Matteotti che, in direzione
ponente, si abbandona dopo un centinaio di metri per Via Felice
Cascione (dx) e Via San Maurizio (sx). Giunti in Piazza del Duomo la
quinta è dominata dalla facciata neoclassica della Cattedrale, tanto
imponente e smisurata – rispetto all’abitato circostante che degrada al
mare – dall’essere facilmente riconoscibile anche da lontano. La
Collegiata di San Maurizio, uno degli edifi ci religiosi più imponenti
della Liguria, se non il più grande, venne eretta tra il 1781 e il
1838; pertanto l’articolazione spaziale e volumetrica dell’interno è
soprattutto barocca, a pianta centrale. Sempre in Piazza del Duomo si
affaccia un palazzo ottocentesco che ospita il Museo Navale
Internazionale, in attesa della definitiva collocazione nelle palazzine
dei Docks e Deposito Franco della banchina del porto di Porto Maurizio;
nell’attuale sede del Museo (Tel. 0183.651541), si contano 14 sezioni
dedicate a ogni aspetto della vita sul mare, dalla Cartografia alla
Cantieristica, dalla Strumentazione alla Modellistica, dalla
Navigazione a Vela a quella a Vapore, oltre alla più grande Biblioteca
storico-tecnica marittima d’Italia (in allestimento), con oltre 115000
volumi a disposizione di studiosi, studenti, ricercatori, storici e
appassionati.
Dalla piazza ci si avvia nel centro storico, lasciandosi guidare
dall’istinto e dagli effimeri spazi di vicoli stretti tra case,
palazzi, chiese e oratori. Volendo intraprendere un percorso circolare,
o quasi, si può prendere la strada che si porta in alto, alla destra
del Duomo (Via Porta Nuova) per poi immettersi in Via Domenico
Acquarone (dx), stretta tra alti palazzi dai portali in pietra nera,
fino a un esiguo spiazzo da dove si dipanano diverse viuzze: a sinistra
un tipico carruggio coperto (Via Zara) sbuca in Via Achille Vianelli,
sulla destra invece si stacca Via San Leonardo, coinvolta nel seguito
dell’itinerario urbano; al centro Salita Chiesa Vecchia che permette di
raggiungere una piazzetta a quota superiore, dove si trova il Palazzo
Guarnieri e il quattrocentesco Palazzo Lercari-Pagliari, caratterizzato
da una loggia medievale ad archi gotici. Salendo ancora per Via
Pagliari s’incontrano i ruderi dell’originaria Chiesa di San Maurizio e
Piazza Chiesa Vecchia, suggestivo balcone panoramico sul mare.
Traversata Piazza Parasio, sulla quale parano alcune interessanti
facciate, si percorre una viuzza che scende, tramite scalette, nel
punto dove Via S. Leonardo segue a Via Achille Vianelli; si osservi il
sottostante Oratorio di San Leonardo, del 1612, con un ricco interno.
Scendendo ora lungo Salita S. Pietro si giunge a uno slargo aperto sul
mare: a destra si osserva la facciata barocca dell’Oratorio di San
Pietro, non prima però di aver girato a sinistra per godere degli
incantevoli scorci sul golfo, offerti dalle alte arcate (con effetti
chiaroscurali) del bellissimo loggiato del Convento di Santa Chiara,
risalente al XV secolo. Sovrastando l’antica cinta muraria si torna
all’Oratorio di San Pietro, il più antico edificio religioso della
città, e si percorre uno dei tanti vicoli stretti e scoscesi (Via del
Monastero), che caratterizzano fortemente il tessuto abitato del
Parasio. Grazie a Via Carlo Botta, si ritorna su Via S. Leonardo.
Allineati sul lato a valle della strada, dedicata al Santo al quale si
deve l’istituzione della Via Crucis, si affacciano residenze del ‘600 e
‘700, un tempo dimora di illustri famiglie, come Palazzo Marini, P.
Acquarone, P. Gastaldi-Lavagna, P. Littardi e Bensa. Via S. Leonardo,
dominata sul lato a monte dalla cerchia muraria, si ricongiunge allo
slargo incontrato inizialmente: a questo punto si percorre il carruggio
di Via Zara e, oltrepassate le volte medioevali, ci s’immette su Via
Fossi, portandosi alle spalle del Duomo (Via Cantone). Oltre Via Elia
Benza si percorre nuovamente Via San Maurizio e, incrociata Via Felice
Cascione, si attraversa un viale dove si fronteggiano filari di palme
(Via Venti Settembre), fino a scendere lungo Salita della SS.
Annunziata (dx). A questo punto si ritorna alla stazione grazie a Via
Angelo Siffredi.
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