In direzione di Bocche si prende una stradina pulita a larghi tornanti nel bosco. Radure, vallecole e macchie più fitte di abeti riparano numerosi cervi e caprioli ma soprattutto nascondono i galli cedroni e forcelli, tetraonidi dal portamento regale e dal canto possente. Giunti a Malga Bocche, ove sembra di toccare con il dito le Pale di San Martino, il cammino prosegue nella Valle dei Laghi. Ormai in vista di una forcella, si sale ai due laghi di Lusia, protetti dal Gronton e da Cima Bocche, fronte italo-austriaco nella Grande Guerra, tra i voli di pernici bianche e di coturnici. Si ritorna indietro per superare la scarpata del Lasté e quindi con percorso libero si raggiunge Cima di Lusia. Si scende al Passo di Lusia, limite delle praterie di Bellamonte, e si traversa in piano oltre Malga Canvere e i prati abbandonati della Pozza, in direzione di Paneveggio.
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