Con una settimana di tempo a disposizione, è possibile visitare gli
alberi secolari più importanti censiti nella valle (tra i cinquanta
definiti tali dalla Regione, attraverso la legge 21.08.1990 n° 50).
Quattro di questi vengono segnalati altresì come esemplari ad alto
valore storico e monumentale. Il percorso si sviluppa quasi
esclusivamente sul fondovalle della Dora, se si esclude una digressione
nella Valsavarenche, prima di visitare l’alta valle, da La Salle a
Entreves.
Pont St. Martin è considerata la porta della Vallèe, e da qui parte
l’itinerario che consigliamo. Dopo pochi chilometri, c’è subito il
primo superbo incontro con i giganti vegetali della Valle d’Aosta. A
Donnas, lungo la Ss. 26, troviamo l’ippocastano più grande del nostro
Paese che, con i suoi 22 metri di altezza, i quasi 6 metri di
circonferenza del tronco e la rispettabile età di circa 400 anni, è
considerato un esemplare unico.
note: L'itinerari è facilmente parcorribile, l'unica difficoltà è
costituita dalla quarta tappa che prevede un dislivello di circa 950
metri ed un tragitto di circa 31 chilometri. Si può però ridurre di
circa 300 metri il dislivello totale (ed una dozzina di chilometri in
meno), prevedendo un trasferimento in bus da Aosta fino al castello di
Introd. Volendo, si può arrivare con i mezzi pubblici anche alla meta
finale, Degioz (1540 m).
Descrizione:
1a tappa: Donnas – Champdepraz
(km 15 / disl. +201)
Pont St. Martin è considerata la porta della Vallèe, e da qui parte
l’itinerario che consigliamo. Dopo pochi chilometri, c’è subito il
primo superbo incontro con i giganti vegetali della Valle d’Aosta. A
Donnas, lungo la Ss. 26, troviamo l’ippocastano più grande del nostro
Paese che, con i suoi 22 metri di altezza, i quasi 6 metri di
circonferenza del tronco e la rispettabile età di circa 400 anni, è
considerato un esemplare unico. Conosciuto anche come l’albero di
Jacques, si trova nel cortile dell’antica stazione di posta e cambio
dei cavalli. Poco distante dall’albero di Jacques, una visita la
meritano anche i due platani gemelli, uno dei quali arriva sfiorare i
38 metri di altezza. Accanto ad essi la sede dei produttori del Donnas
Doc, definito il fratello montano del Barolo. L’imponente sagoma del
castello di Bard, al centro della vallata, pare vigilare
sull’incolumità di questi giganti. Risalendo il fondovalle, utilizzando
anche alcuni tratti dell’antica strada romana, superiamo il castello di
Verrès ed arriviamo a Champdepraz. Presso Casa Binel, in frazione
Viering, abbiamo la possibilità di ammirare una gigantesca sequoia che
ha quasi 7 metri di circonferenza. Per il pernottamento, c'è una
piccola pensione a Champdepraz; si può anche ritornare a Verres (1,5
km.) dove ci sono altre strutture ricettive.
2a tappa: Champdepraz – Chatillon
(km 12 / disl. +26)
Breve trasferimento a Chatillon sempre seguendo il fondovalle, senza
dimenticare una visita al castello di Verres che domina l’imbocco della
val d’Ayas: senza dubbio uno dei manieri più suggestivi della Valle.
Anche a Chatillon la nostra meta è il castello, dove si erge maestosa
un’altra sequoia che sfiora i 40 metri di altezza. E’ ubicata nel parco
del castello del barone Gamba e la sua età è stimata in circa 100 anni.
Poco distante, a Saint Vincent, in viale Piemonte, ecco uno stupendo
esemplare di faggio di 22 metri di altezza con una chioma tanto
rigogliosa quanto ampia e imponente. Merita una visita anche la quercia
di Saint Denis, a poca distanza da Chatillon, situata a quasi 1200
metri di quota in una località conosciuta con il nome di Croix
d’Ollian. Ha oltre 300 anni ed arriva a quasi 15 metri. Non ci sono
problemi di sorta per pernottare a Chatillon o a Saint Vincent.
3a tappa: Chatillon – Aosta (km 25 / disl. +34)
Il capoluogo regionale dista circa 4 ore di cammino agevole lungo i
prati che costeggiano la Dora, sfiorando i nobili vigneti di Chambave e
lo stupendo castello di Fenis, superato il quale cominciano ad apparire
gli agglomerati urbani di Aosta. Qui abbiamo l’appuntamento imperdibile
con il tiglio di Sant’Orso, che con i suoi 470 anni è considerato uno
dei patriarchi degli alberi secolari valdaostani. Quando fu messo a
dimora (tra il 1530 ed il 1550) pare sostituisse un olmo che la
leggenda popolare affermava fosse stato piantato intorno all’anno
Mille. In città meritano una visita anche i due enormi platani
dell’Arco di Augusto e di via Sant’Anselmo. Entrambi hanno più di 200
anni e le loro chiome superano i 20 metri di altezza. Una curiosità è
anche costituita dal Gingko Biloba di via Piave, specie arborea
originaria della Cina che da oltre 280 milioni di anni regala il colore
giallo acceso dei sui fiori. Pernottamento ad Aosta.
4a tappa: Aosta – Valsavarenche
(km 31 / disl. + 957)
Sveglia di buon mattino per quella che si annuncia come la tappa più
ardua del percorso. Occorre una buona condizione fisica per affrontare
per intero questo trekking. In caso contrario, ci sono diversi
collegamenti bus con la Valsavarenche, che consentono di ammirare
l’unico acero di questa valle. Si trova a Degioz, più o meno a 4
chilometri dal punto dove l’Alta Via n° 2 taglia la strada, peraltro
quasi tutta inclusa nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. Qui ci sono
42 montagne che superano i 3000 metri, e 14 ghiacciai. Ovvio pertanto
che, in una natura così severa, tale pianta non si sia moltiplicata.
L’acero, conosciuto come “lo Plono de Preyet”, raggiunge i 17 metri di
altezza, ha circa 200 anni e una circonferenza del tronco di due metri
e mezzo. Pare sia stato piantato dalla famiglia da cui ha preso il
nome, in memoria di un fanciullo morto in tenera età. Pernottamento
all’interno del Parco.
5a tappa: Valsavarenche – La Salle – Morgex (km 28 / disl. –824 + 225)
La discesa a valle è certamente meno ostica della salita e pertanto
tutti possono godersi questa camminata (circa 3 ore) che riporta sul
fondovalle, all’altezza di Arvier, famosa per un vino, l’Enfer, che
vanta numerosi estimatori in tutto il mondo. Ancora qualche chilometro
di salita lieve per arrivare a Derby, una frazione di La Salle, dove ci
aspetta un castagno di dimensioni ragguardevoli: si tratta di una
Castanea sativa di 25 metri di altezza che ha visto circa 350
primavere. La circonferenza del suo tronco supera i sette metri e
mezzo. Alcune tacche ben evidenti segnalano il tentativo, in epoche
passate, di abbattere questo gigante. Un bell’esemplare di sambuco nero
di circa 250 anni d’età si trova invece vicino al ponte di La Salle.
Per chi è in vena di camminate a cinque stelle, suggeriamo (ma è
necessario prevedere un pernottamento in più) la visita al decano degli
alberi secolari della Valle: è un larice che si stima abbia superato i
mille anni, e raggiunge i 30 metri d’altezza. Si trova in una località
chiamata Grigne Rosse, a 1910 metri di quota, sopra Morgex, all’interno
di un bosco di larici e abeti rossi. Il suo tronco ha una circonferenza
che supera i 5 metri. Pernottamento a La Salle.
6a tappa: Morgex – Entrevès
(km 14,5 / disl. +319)
Con una breve tappa ci trasferiamo a Courmayeur. Poco sopra l’abitato
di Dolonne ci aspetta, da circa 250 anni, uno splendido esemplare di
abete rosso. La gente di qui lo chiama “Sapin de Corbetta”. I suoi
rami, che discendono ad ombrello, formano un riparo di oltre 10 metri
di diametro e la sua sommità raggiunge i 29 metri. A Courmayeur non
mancano le occasioni e le opportunità per arricchire la nostra visita,
ma vogliamo suggerire una chicca sconosciuta ai più, per chi è alla
ricerca dell’inconsueto: si tratta dell’itinerario delle meridiane di
Courmayeur. Sono in tutto 15, corredate da motti in latino e in patois,
e consentono una visita del tutto particolare tra le più antiche case
del paese. Ultimo pernottamento del nostro trekking ad Entrèves sotto
la maestosità del Bianco, degna conclusione di un trekking a cinque
stelle.
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