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La randonee degli alberi monumentali

Terra di confine e di imponenti montagne la Valle d'Aosta custodisce alberi monumentali tra i più belli e affascinanti della natura alpina.

Immagine dell'itinerario

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Località di partenza: Regione Valle d'Aosta, Provincia di Aosta, Donnas
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Localit� toccate: Entreves, Arollaz
Autore: Testo di Paolo Ferrari, Foto di Jeanne Cantini Gianluca Boetti
Tipologia itinerario: a piedi
Fondo stradale: Fuori strada
Difficoltà a piedi:

(come leggere le difficolt�)
Escursionistica
Dislivello in salita (m): 1762
Dislivello in discesa (m): 824
Tempo di percorrenza (hh:mm): 8:45
Punti di appoggio: Champdepraz, Chatillon, Aosta, Valsavarenche, Morgex
Periodo consigliato: Da maggio a settembre

Con una settimana di tempo a disposizione, è possibile visitare gli alberi secolari più importanti censiti nella valle (tra i cinquanta definiti tali dalla Regione, attraverso la legge 21.08.1990 n° 50). Quattro di questi vengono segnalati altresì come esemplari ad alto valore storico e monumentale. Il percorso si sviluppa quasi esclusivamente sul fondovalle della Dora, se si esclude una digressione nella Valsavarenche, prima di visitare l’alta valle, da La Salle a Entreves.
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Note: Pont St. Martin è considerata la porta della Vallèe, e da qui parte l’itinerario che consigliamo. Dopo pochi chilometri, c’è subito il primo superbo incontro con i giganti vegetali della Valle d’Aosta. A Donnas, lungo la Ss. 26, troviamo l’ippocastano più grande del nostro Paese che, con i suoi 22 metri di altezza, i quasi 6 metri di circonferenza del tronco e la rispettabile età di circa 400 anni, è considerato un esemplare unico.

note: L'itinerari è facilmente parcorribile, l'unica  difficoltà è costituita dalla quarta tappa che prevede un dislivello di circa 950 metri ed un tragitto di circa 31 chilometri. Si può però ridurre di circa 300 metri il dislivello totale (ed una dozzina di chilometri in meno), prevedendo un trasferimento in bus da Aosta fino al castello di Introd. Volendo, si può arrivare con i mezzi pubblici anche alla meta finale, Degioz (1540 m).
Descrizione: 1a tappa: Donnas – Champdepraz
(km 15 / disl. +201)
Pont St. Martin è considerata la porta della Vallèe, e da qui parte l’itinerario che consigliamo. Dopo pochi chilometri, c’è subito il primo superbo incontro con i giganti vegetali della Valle d’Aosta. A Donnas, lungo la Ss. 26, troviamo l’ippocastano più grande del nostro Paese che, con i suoi 22 metri di altezza, i quasi 6 metri di circonferenza del tronco e la rispettabile età di circa 400 anni, è considerato un esemplare unico. Conosciuto anche come l’albero di Jacques, si trova nel cortile dell’antica stazione di posta e cambio dei cavalli. Poco distante dall’albero di Jacques, una visita la meritano anche i due platani gemelli, uno dei quali arriva sfiorare i 38 metri di altezza. Accanto ad essi la sede dei produttori del Donnas Doc, definito il fratello montano del Barolo. L’imponente sagoma del castello di Bard, al centro della vallata, pare vigilare sull’incolumità di questi giganti. Risalendo il fondovalle, utilizzando anche alcuni tratti dell’antica strada romana, superiamo il castello di Verrès ed arriviamo a Champdepraz. Presso Casa Binel, in frazione Viering, abbiamo la possibilità di ammirare una gigantesca sequoia che ha quasi 7 metri di circonferenza. Per il pernottamento, c'è una piccola pensione a Champdepraz; si può anche ritornare a Verres (1,5 km.) dove ci sono altre strutture ricettive.

2a tappa: Champdepraz – Chatillon
(km 12 / disl. +26)
Breve trasferimento a Chatillon sempre seguendo il fondovalle, senza dimenticare una visita al castello di Verres che domina l’imbocco della val d’Ayas: senza dubbio uno dei manieri più suggestivi della Valle. Anche a Chatillon la nostra meta è il castello, dove si erge maestosa un’altra sequoia che sfiora i 40 metri di altezza. E’ ubicata nel parco del castello del barone Gamba e la sua età è stimata in circa 100 anni. Poco distante, a Saint Vincent, in viale Piemonte, ecco uno stupendo esemplare di faggio di 22 metri di altezza con una chioma tanto rigogliosa quanto ampia e imponente. Merita una visita anche la quercia di Saint Denis, a poca distanza da Chatillon, situata a quasi 1200 metri di quota in una località conosciuta con il nome di Croix d’Ollian. Ha oltre 300 anni ed arriva a quasi 15 metri. Non ci sono problemi di sorta per pernottare a Chatillon o a Saint Vincent.

3a tappa: Chatillon – Aosta (km 25 / disl. +34)
Il capoluogo regionale dista circa 4 ore di cammino agevole lungo i prati che costeggiano la Dora, sfiorando i nobili vigneti di Chambave e lo stupendo castello di Fenis, superato il quale cominciano ad apparire gli agglomerati urbani di Aosta. Qui abbiamo l’appuntamento imperdibile con il tiglio di Sant’Orso, che con i suoi 470 anni è considerato uno dei patriarchi degli alberi secolari valdaostani. Quando fu messo a dimora (tra il 1530 ed il 1550) pare sostituisse un olmo che la leggenda popolare affermava fosse stato piantato intorno all’anno Mille. In città meritano una visita anche i due enormi platani dell’Arco di Augusto e di via Sant’Anselmo. Entrambi hanno più di 200 anni e le loro chiome superano i 20 metri di altezza. Una curiosità è anche costituita dal Gingko Biloba di via Piave, specie arborea originaria della Cina che da oltre 280 milioni di anni regala il colore giallo acceso dei sui fiori. Pernottamento ad Aosta.

4a tappa: Aosta – Valsavarenche
(km 31 / disl. + 957)
Sveglia di buon mattino per quella che si annuncia come la tappa più ardua del percorso. Occorre una buona condizione fisica per affrontare per intero questo trekking. In caso contrario, ci sono diversi collegamenti bus con la Valsavarenche, che consentono di ammirare l’unico acero di questa valle. Si trova a Degioz, più o meno a 4 chilometri dal punto dove l’Alta Via n° 2 taglia la strada, peraltro quasi tutta inclusa nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. Qui ci sono 42 montagne che superano i 3000 metri, e 14 ghiacciai. Ovvio pertanto che, in una natura così severa, tale pianta non si sia moltiplicata. L’acero, conosciuto come “lo Plono de Preyet”, raggiunge i 17 metri di altezza, ha circa 200 anni e una circonferenza del tronco di due metri e mezzo. Pare sia stato piantato dalla famiglia da cui ha preso il nome, in memoria di un fanciullo morto in tenera età. Pernottamento all’interno del Parco.

5a tappa: Valsavarenche – La Salle – Morgex (km 28 / disl. –824 + 225)
La discesa a valle è certamente meno ostica della salita e pertanto tutti possono godersi questa camminata (circa 3 ore) che riporta sul fondovalle, all’altezza di Arvier, famosa per un vino, l’Enfer, che vanta numerosi estimatori in tutto il mondo. Ancora qualche chilometro di salita lieve per arrivare a Derby, una frazione di La Salle, dove ci aspetta un castagno di dimensioni ragguardevoli: si tratta di una Castanea sativa di 25 metri di altezza che ha visto circa 350 primavere. La circonferenza del suo tronco supera i sette metri e mezzo. Alcune tacche ben evidenti segnalano il tentativo, in epoche passate, di abbattere questo gigante. Un bell’esemplare di sambuco nero di circa 250 anni d’età si trova invece vicino al ponte di La Salle. Per chi è in vena di camminate a cinque stelle, suggeriamo (ma è necessario prevedere un pernottamento in più) la visita al decano degli alberi secolari della Valle: è un larice che si stima abbia superato i mille anni, e raggiunge i 30 metri d’altezza. Si trova in una località chiamata Grigne Rosse, a 1910 metri di quota, sopra Morgex, all’interno di un bosco di larici e abeti rossi. Il suo tronco ha una circonferenza che supera i 5 metri. Pernottamento a La Salle.

6a tappa: Morgex – Entrevès
(km 14,5 / disl. +319)
Con una breve tappa ci trasferiamo a Courmayeur. Poco sopra l’abitato di Dolonne ci aspetta, da circa 250 anni, uno splendido esemplare di abete rosso. La gente di qui lo chiama “Sapin de Corbetta”. I suoi rami, che discendono ad ombrello, formano un riparo di oltre 10 metri di diametro e la sua sommità raggiunge i 29 metri. A Courmayeur non mancano le occasioni e le opportunità per arricchire la nostra visita, ma vogliamo suggerire una chicca sconosciuta ai più, per chi è alla ricerca dell’inconsueto: si tratta dell’itinerario delle meridiane di Courmayeur. Sono in tutto 15, corredate da motti in latino e in patois, e consentono una visita del tutto particolare tra le più antiche case del paese. Ultimo pernottamento del nostro trekking ad Entrèves sotto la maestosità del Bianco, degna conclusione di un trekking a cinque stelle.

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