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Il Parco del Cilento e Vallo di Diano sono un'autentica sorpresa. Uno straordinario patrimonio naturalistico, con esemplari di flora e fauna di assoluto interesse, ma anche un patrimonio storico artistico e archeologico che ha poco da invidiare ad altre più famose aree del territorio italiano, fatto di chiese, torri, abbazie, resti medievali e altri più antichi, come Velia e Paestum, noti in tutto il mondo. E poi prodotti enogastronomici di livello superiore, che hanno ottenuto le migliori certificazioni Igp e Doc. La peculiare geologia del territorio offre infatti tra le tante attrattive, anche quella di itinerari che accompagnano corsi d'acqua e che come in una magia nei millenni hanno dato vita a ipogei straordinari: è il caso della vallata del Calore, qualche chilometro dall'abitato di Castelcivita, dove si sviluppa una grotta di ben 4.800 metri di lunghezza con una profondità di 52 metri. Felitto ci accoglie con austera fierezza dall’alto del suo sperone roccioso, naturale baluardo che si erge sulla stretta gola dove scorrono, impetuose, le acque del fiume Calore. Un sentiero penetra nel cuore della valle, mantenendosi a mezza costa e articolandosi lungo la sinistra orografica della forra. Spettacoli di inaudita bellezza s’aprono durante il cammino: ambienti selvaggi e incontaminati; una rara vegetazione, naturale scenografia ricca di colori e profumi, là dove il suono tonante delle acque fa da sottofondo ai guizzi e ai richiami di uccelli che volteggiano nel cielo. Acquista online la tua vacanza nel Parco del Cilento: Ben dieci giorni di trekking, un vero
sogno per gli escursionisti curiosi di conoscere e assaporare
camminando le bellezze del nostro meridione. Un viaggio nel tempo
alla scoperta di una terra ricca di fascino, protagonista di
un’epopea che ha determinato una delle più cruente pagine della
storia italiana: il brigantaggio.
Tutti questi elementi, messi insieme e concentrati in questo particolare luogo, indicano che ci troviamo nel “regno” della lontra, mustelide che qui vive indisturbata, libera e protetta. Il sottobosco è ricco di vegetazione arbustiva e sembra quasi di attraversare una foresta tropicale: il sentiero è ammantato da foglie di edera e di lauroceraso, con grossi tronchi di frassino e carpino bianco.
All’uscita della gola, sotto le Coste di Magliano, si raggiunge l’antico ponte medioevale ad arco (schiena d’asino), costruito in pietra tra le due sponde fluviali ricche di vegetazione, il quale ha permesso per lunghi secoli il collegamento pedonale tra gli antichi borghi di Magliano e di Felitto.
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