en de Spacer Home Spacer Itinerari Spacer Monte Saccarello, tetto della Liguria

Monte Saccarello, tetto della Liguria

Sulle montagne del ponente ligure

Immagine dell'itinerario

Località di partenza: Regione Liguria, Provincia di Imperia
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Localit� toccate: Porta Bertrand (1961 m), Bassa di Sanson (1679 m), Passo di Collardente (1586 m), M. Saccarello (2201 m), il Redentore (2164 m), Punta di Santa Maria (2138 m), Cima Valletta della Punta (2046 m).
Autore: Enrico Bottino
Tipologia itinerario: a piedi
Difficoltà a piedi:

(come leggere le difficolt�)
Escursionistica
Dislivello in salita (m): 695
Dislivello in discesa (m): 518
Tempo di percorrenza (hh:mm): 5:30
Lunghezza (km): 15
Mappa:    [+]  Ingrandisci
Descrizione: Questa tappa interessa direttamente l’alta Valle Argentina ed è particolarmente impegnativa perché si svolge a quote costantemente superiori ai 1500 metri: ecco perché, data l’elevata altitudine toccata dall’itinerario, a rischio di apparire monotoni preferiamo decentivare chi non abbia dimestichezza con la montagna, con la neve, con i repentini cambiamenti metereologici che, soprattutto sull’Alta Via dei Monti Liguri, possono comportare problemi di orientamento - a causa del levarsi di nebbie improvvise - e di incolumità fisica. Invitando dunque alla prudenza senza travalicare nell’allarmismo, grazie alla spettacolarità del panorama che si gode dallo spartiacque imperiese, consigliamo vivamente questo tratto dell’Alta Via dei Monti Liguri che culmina sulla cima più alta della Liguria: il M. Saccarello (2201 m).

Dal “tetto” della regione la vista si allarga a trecentosessanta gradi. A sud si apre l’infinito orizzonte del mare mentre ai propri piedi si estende la Valle Verdeggia dove l’abitato omonimo, insieme a Realdo (830 m), è l’ultimo custode dell’antica civiltà brigasca.

 Verso nord si alzano invece i rilievi più alti delle Alpi Liguri, tutti nella provincia di Cuneo: il Pizzo d’Ormea, il Mongioie e Punta Marguareis (2651 m). L’itinerario particolarmente lungo - ben 15 chilometri - ha inizio presso il rifugio M. Grai (1899 m) e ricalca, in direzione nord, la ex rotabile militare. Lungo la direttrice per la Bassa di Sanson (1679 m), in località Ancienne Caserme, s’innesta un sentiero diretto al “Balcone di Marta” (2122 m) il cui nome racchiude in se l’ampio panorama che si distende sulla sottostante val Roya e sui rilievi della Provenza (la deviazione tra andata e ritorno implica 1 ora e mezza in più di cammino).

A Cima di Marta, camminamenti, scalinate e cunicoli militari risalenti agli anni trenta, permettevano un tempo l’accesso alle vertiginose piazzole militari munite di cannoniere che dominavano dall’alto il nemico. Tornando sui propri passi, attraverso terreni prevalentemente prativi - ad avene montane (Helictotrichon) - si perviene alla Bassa di Sanson (1679 m), dove sorge un rifugio non custodito del comune di Triora.

Questo posto tappa dell’Alta Via dei Monti Liguri è fruibile anche a chi sale da Realdo (830 m) (vedere itinerari di raccordo: Realdo-Bassa di Sanson), oppure da La Brigue (750 m), in val Roya, distante ben 14 chilometri (vedere itinerari di raccordo: La Brigue-Bassa di Sanson).

Dalla Bassa di Sanson, unico valico montano transitabile dai mezzi motorizzati, si attraversano le pendici occidentali del M. Collardente (1776 m), in territorio francese, fino all’omonimo valico a quota 1586 m, dove nel 1794 si scontrarono le truppe francese ed austriache.

Poco distante, a circa un chilometro, lungo la SP. 76 che collega il colle della Melosa con Mendatica, sorge un rifugio dell’ANA. Dal Passo di Collardente (1586 m) l’Alta Via dei Monti Liguri si inerpica per il versante nord-occidentale del M. Saccarello (2201 m) attraverso uno scenario d’alta montagna, con larici, rododendri, ginepri, forme prostrate di ginepro nano, arbusti di lamponi e mirtilli.

L’itinerario, di tornante in tornante, di scorciatoia in scorciatoia, segue inizialmente la ex strada militare per poi abbandonarla nell’ascesa finale al M. Saccarello. Poco distante dalla cima trigonometrica, verso levante, si erge la statua del Redentore - qui una cappelletto può offrire un riparo utile in caso di pioggia - fu innalzata alla fine dell’Ottocento insieme ad altre diciannove statue, alcune poste sulle cime più alte di ogni regione italiana.

Qui converge anche il GTA, la Grande Traversata delle Alpi, che per mezzo di sentieri di crinale unisce le vallate alpine piemontesi con quelle valdostane; a questo proposito sottolineiamo che in località Carnino, alla destra idrografica della val Tanaro, una bretella collega l’Alta Via dei Monti Liguri con il GTA.

Dalla statua bronzea, restando sul sentiero di crinale evidenziato dalla bandierina “rossa-bianca-rossa”, si oltrepassa la punta Santa Maria (2138 m), la cima Valletta della Punta (2059 m) - dove terminano gli impianti di risalita di Monesi - fino a raggiungere il rifugio Sanremo (2078 metri).

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