Carta topografica d'Italia serie 50 (1:50.000) - foglio 498 – Macomer – Ist. Geogr. Militare Carta topografica d'Italia serie 50 (1:50.000) - foglio 528 - Oristano – Ist. Geogr. Militare
Descrizione:
Da Tharros, percorrendo la spiaggia di San Giovanni di Sinis ci si sposta verso la punta dove si trova Torre di Sevo (Turr' e Seu), dal nome della sua torre aragonese, un'oasi del WWF molto interessante dal punto di vista naturalistico: dentro ai suoi confini troviamo ancora quella macchia mediterranea che prima occupava tutta la zona: lentisco, rosmarino, asparago, cisto, lillatro, mirto con endemismi, ormai abbastanza rari, quali il limonio lausiano e la bellissima palma nana.
Sono presenti anche diversi tipi di meravigliose orchidee selvatiche che colorano, insieme alle speronelle, romulee e diversi iris, gli spazi lasciati liberi dalla fitta vegetazione.
Anche dal punto di vista faunistico è un'area particolarmente ricca: abbiamo infatti modo di avvistare diversi gheppi a caccia ed anche un falco pellegrino che con il suo elegantissimo volteggiare cattura per diversi minuti l'attenzione dei nostri binocoli.
Nell'oasi troviamo un utilissimo “sentiero natura" che, con piccole targhette metalliche attaccate alle pietre, ci aiuta a riconoscere la vegetazione.
Si raggiunge la spiaggia e si cammina verso Putzu Idu passando per la bellissima spiaggia di Is Aruttas, uno dei posti più suggestivi dell'isola, con i tanti sassolini di quarzo che la rendono bianchissima, contrastando con il blu del mare; si attraversa quindi Porto Suedda, con le sue barche di pescatori costruite in giunco, quindi lungo le falesie calcaree di Rocca Su Tingiosu. Le falesie di bianco e friabile calcare fiancheggiano l'acqua trasparente di questo splendido mare raggiungendo anche i 20 metri di altezza.
Il candido calcare è abbastanza friabile; infatti lungo il percorso troviamo quella che prima era una grotta, ma adesso, essendo franata la volta, è rimasta una stretta lingua di terra che crea un arco naturale molto suggestivo.
Sull'acqua trasparente qualche cormorano dal ciuffo pesca mentre le berte e i corvi imperiali sorvolano la costa in cerca di prede.
Guardando verso l'interno spicca il viola dei fiori del rosmarino che fa parte della macchia mediterranea sopravvissuta alla bonifica agricola.
Si prosegue sino a Punta S'Incodina da dove, spostandosi sulla destra, si arriva allo stagno di Sà 'e Proccus, oasi di protezione naturalistica della L.I.P.U.. Lo stagno si trova in una conca naturale di circa 330 ettari, circondato dalla tipica vegetazione delle zone umide: le sue acque salmastre, ricche di plancton e di piccoli crostacei, raggiungono la profondità massima di un metro, e sono una meta particolarmente gradita per i bellissimi fenicotteri rosa che, se la stagione è favorevole, si possono vedere a gruppi, mentre formano, in contrasto con il blu dello specchio d'acqua, suggestive macchie bianco-rosate.
Dallo stagno, in breve si giunge a Putzu Idu, dove con mezzi pubblici si può raggiungere S'Archittu e poi a piedi il Campeggio Nurapolis.
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