Come arrivare:
In auto: A12 oppure A15, uscita La Spezia, quindi Via Aurelia, seguono
indicazioni per Porto Venere. In treno: FS Livorno-Genova, staz. La
Spezia Centrale e quindi corriera (Azienda Trasporti Consortile,
Tel. 0187.522511/522522 N.verde 800.322.322). In battello: da La Spezia linee per Porto Venere (Navigazione Golfo dei Poeti,
Tel. 0187.732987 / 777727).
Si parte dalla piazza centrale, dove fanno capolinea i pullmann provenienti da La Spezia,
Descrizione:
Il paesaggio viticolo attraversato dall’itinerario proposto è uno dei
più incantevoli della Regione. Riconosciuto Patrimonio Mondiale
dell’Umanità dall’UNESCO comprende due aree protette: il Parco
Regionale di Porto Venere e il Parco Nazionale delle Cinque Terre.
Porto Venere, stupendo borgo marinaro, segna l’inizio del sentiero n.1
che, dopo una quarantina di chilometri, attraversate le Cinque Terre,
termina presso Levanto, che peraltro ha una propria Doc “Colline di
Levanto” (D.M. 11/08/95 - G.U. n. 233 del 05/10/95), riservata al vino
prodotto nel territorio dei comuni di Levanto, Bonassola, Framura e
Deiva Marina, nelle tipologie bianco e rosso.
Dalla piazza centrale, dove fanno capolinea i pullmann provenienti da
La Spezia, l’avvio è molto ripido dal momento che il primo tratto
s’inerpica per una scalinata che sale al castello costeggiandone le
mura, un tempo possedimento della potente Repubblica Marinara di
Genova. Giunti alla fortezza l’occhio fugge verso il promontorio di San
Pietro alla cui estremità, protesa verso il mare aperto, sorge la
chiesetta omonima, costruita a fasce bianche e nere nel tipico stile
gotico-genovese. Olivi plasmati dal vento indicano la direzione da
seguire, lungo terrazze incolte fagocitate dalla macchia mediterranea,
mentre falesie calcaree precipitano nel mare continuando la linea di
costa con le isole Palmaria, Tino e Tinetto. Le pareti verticali del
Muzzerone richiamano l’attenzione dei free-climbing e non solo; anche
gli escursionisti possono compiere, con accortezza, brevi deviazioni
che regalano elettrizzanti vedute a picco sul mare. Alla Cava Canese
(200 m) si sviluppa sulla sinistra la variante n. 1/a che, a 300 metri
slm, offre uno splendido panorama sul Golfo di La Spezia, Porto Venere
e il suo arcipelago, le Terre Rosse, lo scoglio Galera. A nord del
Muzzerone il sentiero incontra la strada che cala di quota attraverso
una pineta fino a riconnettersi con il sentiero n.1. Alla Sella di
Derbi (190 m) la pista ridiventa sterrata e prosegue aperta e luminosa
tra rade leccete arbustive. Un altro belvedere si offre in località
“Pitone”: niente a che vedere con il temuto rettile ma, più
semplicemente, un termine dialettale con il quale si indica, appunto,
un punto panoramico. Oltrepassato un piccolo crinale si entra nella
valle d’Albana: allontanandosi e ricongiugendosi alla strada, immersi a
tratti in una folta pineta, la via giunge a Campiglia (401 m,
possibilità di ristorazione). Questo paese, poco servito dai mezzi
pubblici provenienti da La Spezia, è sorto lungo l’antico percorso di
crinale e rappresenta quindi un crocevia di sentieri: dalla piazza si
dipanano sulla destra il n. 11 per l’abitato dell’Acquasanta e il 4/a
per Biassa; tralasciando il n. 1 diretto al Telegrafo si prende a
sinistra, presso una fontana, il sentiero n. 4/b che infilandosi tra le
case scende lungo i coltivi. Calcando l’arenaria consumata dal tempo e
dalle tante generazioni, che hanno reso produttiva una terra dura e
aspra, l’itinerario inizialmente si svolge all’ombra del sottobosco a
pino marittimo, castagno, roverella e leccio. Proseguendo in costa si
aprono man mano ampie vedute sul mare, su Schiara e sull’isolotto
Ferale. Finalmente l’escursionista attraversa le tanto famose e
sospirate terrazze che ospitano le pergole della vite, basse per meglio
opporsi all’impeto del libeccio (tanto basse che il viticoltore per
potarle deve quasi strisciare sul terreno). Le fasce, sospese sul mare,
presentano il regolare alternarsi di “cian” e muretti. Negli ultimi
decenni i vigneti delle Cinque Terre, in accordo ad un rinnovato
interesse per il vino, hanno avuto un nuovo sviluppo grazie
all’introduzione delle monorotaie che consentono il trasporto di
materiali e persone con minima incidenza sul paesaggio. Intersecando la
strada di servizio per Schiara il percorso fa capolino a Fontana di
Nozzano; trascurata la via che guadagna quota si prosegue in piano, a
sinistra, nella lecceta e, dopo poco, all’aperto lungo i coltivi riarsi
dal sole. Questo magico tratto di scogliera riserva all’escursionista
un’altra sorpresa: in fondo a tutto, abbarbicati alla roccia bagnata
dalle onde, si schierano i tetti abbandonati di Monesteroli,
incredibile paesino unito al mondo reale da una semplice, quanto
ciclopica, mulattiera che zigzagando scende quasi a lambire il mare.
Proseguendo a mezza costa si “sorvola” (in questa zona il gabbiano è il
signore incontrastato del litorale) la spiaggia di Nacchè per poi
giungere, senza fatica, a Fossola (299 m). Il sentiero sale alla
frazione Casotti e, a sinistra, prosegue nei vigneti, attraversando
successivamente un boschetto e giungendo infine sulla statale delle
Cinque Terre. Calcando la carrabile asfaltata, presso il bivio per
Riomaggiore, si stacca sulla destra la via diretta al Santuario della
Madonna di Montenero (breve deviazione, raccomandabile). Proseguendo si
scende alla prima delle Cinque Terre, la più fotografata, forse per le
case di rara dolcezza, dai toni caldi. L’odore del sale e il silenzio
del mare rendono veramente unico quest’angolo di costa. Un altro
itinerario che vi suggeriamo per apprezzare al meglio la caratteristica
principale delle Cinque Terre, è l’Anello di Volastra, già descritto
sul numero 172 della nostra rivista, con partenza ed arrivo a Manarola.
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