en de Spacer Home Spacer Itinerari Spacer Nelle terre verticali, da Portovenere a Riomaggiore

Nelle terre verticali, da Portovenere a Riomaggiore

Cinque Terre: Una escursione attraverso un territorio unico al mondo, alla'apparenza sospeso e inaccessibile, dove la vite è sospesa fra cielo e mare

Immagine dell'itinerario

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Località di partenza: Regione Liguria, Provincia di La Spezia, Portovenere
Località di arrivo: Regione Liguria, Provincia La Spezia, Comune Riomaggiore
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Localit� toccate: Porto Venere
Autore: Enrico Bottino
Tipologia itinerario: a piedi
Fondo stradale: Misto
Difficoltà a piedi:

(come leggere le difficolt�)
Escursionistica
Dislivello in salita (m): 600
Tempo di percorrenza (hh:mm): 7:00
Segnavia: n.1 e n. 4/b segnavia bianco-rosso
Periodo consigliato: autuno / inverno
Mappa:    [+]  Ingrandisci
Note: Come arrivare:
In auto: A12 oppure A15, uscita La Spezia, quindi Via Aurelia, seguono indicazioni per Porto Venere. In treno: FS Livorno-Genova, staz. La Spezia Centrale e quindi corriera (Azienda Trasporti Consortile,
Tel. 0187.522511/522522 N.verde 800.322.322). In battello: da La Spezia linee per Porto Venere (Navigazione Golfo dei Poeti,
Tel. 0187.732987 / 777727).

Si parte dalla piazza centrale, dove fanno capolinea i pullmann provenienti da La Spezia,
Descrizione: Il paesaggio viticolo attraversato dall’itinerario proposto è uno dei più incantevoli della Regione. Riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO comprende due aree protette: il Parco Regionale di Porto Venere e il Parco Nazionale delle Cinque Terre.
Porto Venere, stupendo borgo marinaro, segna l’inizio del sentiero n.1 che, dopo una quarantina di chilometri, attraversate le Cinque Terre, termina presso Levanto, che peraltro ha una propria Doc “Colline di Levanto” (D.M. 11/08/95 - G.U. n. 233 del 05/10/95), riservata al vino prodotto nel territorio dei comuni di Levanto, Bonassola, Framura e Deiva Marina, nelle tipologie bianco e rosso.


Dalla piazza centrale, dove fanno capolinea i pullmann provenienti da La Spezia, l’avvio è molto ripido dal momento che il primo tratto s’inerpica per una scalinata che sale al castello costeggiandone le mura, un tempo possedimento della potente Repubblica Marinara di Genova. Giunti alla fortezza l’occhio fugge verso il promontorio di San Pietro alla cui estremità, protesa verso il mare aperto, sorge la chiesetta omonima, costruita a fasce bianche e nere nel tipico stile gotico-genovese. Olivi plasmati dal vento indicano la direzione da seguire, lungo terrazze incolte fagocitate dalla macchia mediterranea, mentre falesie calcaree precipitano nel mare continuando la linea di costa con le isole Palmaria, Tino e Tinetto. Le pareti verticali del Muzzerone richiamano l’attenzione dei free-climbing e non solo; anche gli escursionisti possono compiere, con accortezza, brevi deviazioni che regalano elettrizzanti vedute a picco sul mare. Alla Cava Canese (200 m) si sviluppa sulla sinistra la variante n. 1/a che, a 300 metri slm, offre uno splendido panorama sul Golfo di La Spezia, Porto Venere e il suo arcipelago, le Terre Rosse, lo scoglio Galera. A nord del Muzzerone il sentiero incontra la strada che cala di quota attraverso una pineta fino a riconnettersi con il sentiero n.1. Alla Sella di Derbi (190 m) la pista ridiventa sterrata e prosegue aperta e luminosa tra rade leccete arbustive. Un altro belvedere si offre in località “Pitone”: niente a che vedere con il temuto rettile ma, più semplicemente, un termine dialettale con il quale si indica, appunto, un punto panoramico. Oltrepassato un piccolo crinale si entra nella valle d’Albana: allontanandosi e ricongiugendosi alla strada, immersi a tratti in una folta pineta, la via giunge a Campiglia (401 m, possibilità di ristorazione). Questo paese, poco servito dai mezzi pubblici provenienti da La Spezia, è sorto lungo l’antico percorso di crinale e rappresenta quindi un crocevia di sentieri: dalla piazza si dipanano sulla destra il n. 11 per l’abitato dell’Acquasanta e il 4/a per Biassa; tralasciando il n. 1 diretto al Telegrafo si prende a sinistra, presso una fontana, il sentiero n. 4/b che infilandosi tra le case scende lungo i coltivi. Calcando l’arenaria consumata dal tempo e dalle tante generazioni, che hanno reso produttiva una terra dura e aspra, l’itinerario inizialmente si svolge all’ombra del sottobosco a pino marittimo, castagno, roverella e leccio. Proseguendo in costa si aprono man mano ampie vedute sul mare, su Schiara e sull’isolotto Ferale. Finalmente l’escursionista attraversa le tanto famose e sospirate terrazze che ospitano le pergole della vite, basse per meglio opporsi all’impeto del libeccio (tanto basse che il viticoltore per potarle deve quasi strisciare sul terreno). Le fasce, sospese sul mare, presentano il regolare alternarsi di “cian” e muretti. Negli ultimi decenni i vigneti delle Cinque Terre, in accordo ad un rinnovato interesse per il vino, hanno avuto un nuovo sviluppo grazie all’introduzione delle monorotaie che consentono il trasporto di materiali e persone con minima incidenza sul paesaggio. Intersecando la strada di servizio per Schiara il percorso fa capolino a Fontana di Nozzano; trascurata la via che guadagna quota si prosegue in piano, a sinistra, nella lecceta e, dopo poco, all’aperto lungo i coltivi riarsi dal sole. Questo magico tratto di scogliera riserva all’escursionista un’altra sorpresa: in fondo a tutto, abbarbicati alla roccia bagnata dalle onde, si schierano i tetti abbandonati di Monesteroli, incredibile paesino unito al mondo reale da una semplice, quanto ciclopica, mulattiera che zigzagando scende quasi a lambire il mare. Proseguendo a mezza costa si “sorvola” (in questa zona il gabbiano è il signore incontrastato del litorale) la spiaggia di Nacchè per poi giungere, senza fatica, a Fossola (299 m). Il sentiero sale alla frazione Casotti e, a sinistra, prosegue nei vigneti, attraversando successivamente un boschetto e giungendo infine sulla statale delle Cinque Terre. Calcando la carrabile asfaltata, presso il bivio per Riomaggiore, si stacca sulla destra la via diretta al Santuario della Madonna di Montenero (breve deviazione, raccomandabile). Proseguendo si scende alla prima delle Cinque Terre, la più fotografata, forse per le case di rara dolcezza, dai toni caldi. L’odore del sale e il silenzio del mare rendono veramente unico quest’angolo di costa. Un altro itinerario che vi suggeriamo per apprezzare al meglio la caratteristica principale delle Cinque Terre, è l’Anello di Volastra, già descritto sul numero 172 della nostra rivista, con partenza ed arrivo a Manarola.

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