|
Descrizione:
|
1° Itinerario
Lungo l’antica Via Salaria
Questo sentiero, antica via di collegamento fra Piandelloro e il fondovalle, è un interessante percorso con suggestivi scorci naturalistici attraverso boschi di leccio e castagno, balconate d’arenaria e testimonianze particolari della presenza antica dell’uomo, come una costruzione rupestre incastonata nella roccia. Itinerario vario, ideale per escursionisti di medie capacità; interessante nel periodo primaverile ed estivo, per la presenza di cascate in prossimità di Casa Casale. Dal bivio per Tallacano, in prossimità di Centrale di Acquasanta (4 Km da Acquasanta Terme), si segue la strada asfaltata per 4,5 Km; subito dopo il bivio di Valle Fusella, si parcheggia l’auto in prossimità di un tornante all’altezza di un ponticello. Dal tornante subito dopo il bivio di Valle Fusella all’altezza del ponte, sul Fosso dei Mottari, si imbocca un’evidente carrareccia nel bosco che si segue agevolmente. Dopo circa150 m, all’altezza di due massi posti sul sentiero, si attraversa il Fosso dei Mottari e si prosegue su un evidente sentiero in salita. Proseguendo, tenere il sentiero che fiancheggia sulla sinistra una formazione di rocce d’arenaria. A quota 520 m si incontra una biforcazione: si continua a sinistra sul sentiero principale. Giunti ad un altro bivio, si imbocca, ancora a sinistra, la traccia che scende diagonalmente fiancheggiando il Fosso Piandelloro, percorre la valle principale, attraversa il fosso e prosegue in salita, fiancheggiando il torrente. Zigzagando il sentiero giunge all’altezza del bivio per il “Casale” (600 m), e attraversa poi una serie di zone prative, fino a giungere sotto un’imponente parete di arenaria. Facendo una piccola deviazione sulla destra si giunge presso delle case realizzate con il tipico metodo costruttivo della zona, da dove si può ammirare il suggestivo scorcio di due cascate intermittenti. Tornati indietro sul sentiero principale si prosegue fiancheggiando un fosso secco, poi si attraversa un castagneto fino ad un ulteriore bivio dove si prende a destra un’evidente mulattiera, che segue la linea di cresta fino ad arrivare a Piandelloro (894 m). Si scende per il medesimo sentiero fino al bivio per Falciano, attraversando poi il torrente e proseguendo tra le ginestre, mentre di fronte si può ammirare una grande formazione di arenaria. Superata Casa Brandimarte, si prende il sentiero che va verso destra raggiungendo una zona prativa, dalla quale, puntando in direzione est, il sentiero si snoda sulla linea di massima pendenza fino a raggiungere una seconda radura dove la traccia procede meno evidente su zona prativa. Al termine di questa ci si dirige verso il fondo del torrente (direzione Sud-Ovest) che si attraversa più volte fino a riprendere il sentiero sulla sinistra idrografica del torrente prima in piano poi in salita. Si giunge quindi ad un punto panoramico dal quale si scende per un sentiero sempre più evidente. In alto a destra è visibile una cava di pietra serena. Strada facendo si giunge ad un abbeveratoio scolpito nell’arenaria (sulla destra). Il sentiero marcia in piano fiancheggiando sulla sinistra il torrente e sulla destra formazioni di arenaria per 100 m, fino a raggiungere il torrente che viene attraversato, quindi poco prima del paese, all’altezza di un masso isolato, il sentiero si biforca: entrambi i percorsi portano a Falciano (migliore il sentiero di sinistra). Giunti all’abitato ci si immette in una strada brecciata che in pochi minuti raggiunge la strada principale.
Gli itinerari seguenti, da percorrere in automobile, vogliono essere una proposta per la scoperta di zone straordinariamente ricche di storia e cultura rurale del territorio piceno. Ad ogni borgo, lasciata l’auto, è possibile realizzare in ogni stagione indimenticabili passeggiate scoprendo, col ritmo lento del camminatore, antichi borghi e magnifiche campagne.
2° Itinerario
Dal mare alle colline sulla Strada del Vino
La strada che ci porta nel cuore della zona forse più votata alla coltivazione della vite è quella che percorre il versante sud della vallata del fiume Tesino, unico fiume ad attraversare il territorio del Rosso Piceno Superiore. Da S.Benedetto, centro marittimo di prim'ordine ma anche bellissima cittadina medioevale, puntiamo verso Acquaviva, cittadella fortificata con mastio circolare tra i più piacevoli della zona, dove un tempo si fabbricavano le ceste di vimini (pagliarole) necessarie ai marinai per il pesce. Proseguendo verso Castignano incontriamo la cittadina di Offida. Vuoi per il centro storico assai bello e l'artigianato di cui già si è detto, vuoi per le attrattive squisitamente vinicole merita una giusta sosta. Bella è la piazza caratteristica, il teatro del Serpente Aureo, la chiesa di S. Maria della Rocca e la sua cripta, ma inevitabile, per l'appassionato, la visita all' enoteca VINEA, cooperativa della provincia di Ascoli, vero motore pulsante della zona. A Castignano, arroccata su di un colle ai piedi del monte Ascensione, si ha l'impressione di entrare in una città medioevale, soprattutto di notte, per i suoi edifici costruiti in laterizio, strade comprese. Raggiungiamo Ripatransone passando da Cossignano, piccolo borgo antico arroccato sulla sommità di una collina di cui val la pena ricordare la settecentesca chiesa dell'Assunta. Tra i più antichi ed importanti centri della provincia di Ascoli, Ripatransone ospita ben sei musei, tra cui una pinacoteca-gipsoteca, un museo archeologico, uno diocesano di arte sacra, uno della civiltà contadina ed artigiana, ed uno storico-etnografico. Il centro storico mostra nelle piazze, strade e viuzze, edifici di epoca medioevale, rinascimentale e barocca, ed una particolarità curiosa: il vicolo più stretto d'Italia, solo 43 cm. Imperdibile la sosta all'enoteca, con degustazione del Rosso Piceno Superiore. 3° Itinerario da Porto S.Giorgio ad Amandola seguendo un treno fantasma Esistono ricordi che il tempo non cancella, resistono al mutare delle stagioni, all'intervento dell'uomo, alle necessità improrogabili della cultura mediatica. E' il caso di una piccolissima stazione ferroviaria in Amandola, ultima immobile testimone di un percorso ferroviario che nel finire dell'800 partiva da Porto S.Giorgio e qui terminava. È su questo itinerario ideale che scopriremo il territorio fermano ricercando tracce ormai indefinite del passato via vai di genti e treni, dalla costa all'interno. Fermo, colonia romana, ha un impianto urbano piramidale, su cui si eleva la mole slanciata del duomo di origine romanico-gotica. Per secoli la città ha avuto sotto la sua giurisdizione il territorio circostante e, controllando la costa sino a S.Benedetto del Tronto, è stata uno dei maggiori centri dell'Adriatico. La si raggiunge da Porto S.Giorgio, suo antico scalo marittimo, citata da Plinio come Castellum Firmanorum. Nel quartiere che conserva tutt'oggi il nome di Castello erano localizzate le strutture urbane del castrum. Recentemente la Rocca di Porto San Giorgio è stata restaurata, anche con il contributo del F.A.I. ed è attualmente visitabile. Un trattato stipulato nel 1260,ponendo fine al contrasto tra Fermo e Venezia, diede incremento allo sviluppo mercantile della cittadina, dove per alcuni anni i podestà furono veneziani.Ogni estate la cittadina ricorda il periodo dei podestà veneti con la "Festa del Doge". Da non perdere la chiesa di S.Giorgio, la Torre dell'Orologio e in bella mostra sulla piazza una delle più eleganti fontane monumentali delle Marche. Non resta che perdersi nelle antiche viuzze sino alla sede dell'antico castello. Fermo è, nella sua struttura urbana, ancora di impianto prevalentemente romano-medioevale, sul quale si sono profondamente incisi gli interventi operati nel cinquecento e soprattutto nel settecento. Si gusta, zaino in spalla, perdendosi a piedi tra le stradine del centro, in un saliscendi che riporta sempre al cuore della città, Piazza del Popolo. Da non perdere il palio dell'Assunta, il 15 di agosto. Alla ricerca del piccolo trenino giungiamo a Servigliano, nella valle del Tenna. Con un singolare episodio di storia dell'urbanistica, è per eccellenza l'esempio di "città nuova", essendo un centro urbano razionalmente concepito nel '700 sulla base di precise esigenze progettuali; proseguiamo il tragitto sino ad Amandola, porta di accesso nord del massiccio dei Sibillini. Nella centrale Piazza del Risorgimento sorge il Palazzo Municipale, salendo al nucleo medioevale dell'abitato si raggiunge la trecentesca chiesa di S.Francesco, che ospita il Museo della Civiltà Contadina. Ai più curiosi la scoperta, poi non così ardua, della stazione fantasma...
|