Punta Manara, Il mare d'inverno.
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Riscoprire la regione del Montale in una stagione che permette di godere appieno, in silenzio, dei luoghi, spiagge e litorali, tanto cari al poeta, e che d’estate sono la meta preferita dei turisti.
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Altre immagini |
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Località di partenza:
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Regione Liguria
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Allegati:�
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Localit� toccate:
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Sestri Levante
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Autore:
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Enrico Bottino
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| Tipologia itinerario: |
a piedi |
| Fondo stradale: |
Misto |
Difficoltà a piedi:
(come leggere le difficolt�) |
Turistica |
| Dislivello in salita (m): |
200 |
| Tempo di percorrenza (hh:mm): |
2:15 |
| Segnavia: |
segnaletica F.I.E |
| Punti di appoggio: |
Strutture ricettive a Riva Trigoso e Sestri Levante |
| Periodo consigliato: |
Primavera, Autunno, Inverno |
| Note: |
Si parte da Sestri Levante |
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Descrizione:
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Una luce languida, impregnata di salino, smorza i toni caldi delle case. Di dritto e di rovescio il sale e gli spruzzi, sollevati dal libeccio, sferzano le imposte.
Le finestre, disposte a piani sfalsati rilevano l’autonomia di ciascuna casa, pur appoggiata, anzi, attaccata, ai fianchi delle sue sorelle. Un muro policromo, unico. Uno stretto abbraccio di abitazioni pronte a fronteggiare l’assalto che le onde muovono contro le facciate color pastello, ocra, giallo, vinaccia. Schiuma che s’infrange anche contro la chiesa, esposta più di altre agli umori della mareggiata. Sensazioni mediterranee nate in una giornata d’inverno, a Camogli, e che riemergono ovunque ci sia un borgo marinaro, dalla riviera di Levante a quella di Ponente, da Manarola a Sori, da Boccadasse a Varigotti, fino a Cervo, e così via. Unite da un unico cordone ombelicale: il mare. Accomunate dai colori della Liguria, morbidi d’estate, vividi d’inverno.
Questa gita, breve e rilassante, non mancherà di meravigliare l’escursionista, grazie a punti di vista di straordinaria bellezza paesaggistica e naturalistica che si alternano in continuazione lungo l’itinerario che fa capo a punta Mesco. E sempre lui non dovrà trascurare una piacevole divagazione tra i caruggi di Sestri Levante, ingioiellata da due baie, del Silenzio e delle Favole, che quasi tentano il turista a rinunciare all’escursione tanto sono seducenti per semplicità, pace, bellezza. Ma Sestri Levante regala anche interessanti percorsi culturali e artistici, grazie alle sue ville, seconde solo a quelle del capoluogo ligure, come villa Balbi, Cattaneo della Volta, Rimassa, Pallavicini. Senza dimenticare di visitare la chiesa romanica di San Nicolò (sec. XII), affacciata sulla baia del Silenzio, che fu parrocchiale finché non venne eretta la chiesa barocca di Santa Maria di Nazareth (sec. XVII). Descrizione: Cittadini e turisti, tutti si ritrovano in via XXV Aprile, curiosando tra bancarelle e botteghe affacciate sulla vecchia via pedonale di Sestri Levante. Dal carruggio, stretta e lunga via tipicamente ligure, si stacca vico del Bottone dove un arco e una scalinata, contraddistinta dal segnavia FIE (due quadrati rossi pieni), indicano al gitante la giusta via da intraprendere per raggiungere punta Mesco. L’inizio “strappa” tanto è ripida la creuza che s’inerpica tra case, villini, giardini, orti e frutteti. Ma è un attimo: appena raggiunto il bosco, la via si addolcisce, aggira il versante sud occidentale del monte Castello (265 m), per poi uscire allo scoperto, in località Mandrella, su un punto panoramico (e non sarà l’unico) capace di elargire una vista spettacolare sulla baia del Silenzio. Sorprendente è il cocktail di colori, case allineate sulla spiaggia, gozzi arenati sulla riva che fanno da cornice all’esile lingua di sabbia che circoscrive ad arco questa perla del Tigullio. Subito dietro, quasi a proteggere la baia, c’è un lembo verde, sospeso sul mare, che vide protagonista nel 1932 Guglielmo Marconi, felice di aver concluso positivamente il primo esperimento di navigazione cieca. Infine, a completare questo quadro perfetto - opera dell’uomo e della natura - la baia delle Favole, così soprannominata in onore di Hans Christian Andersen che soggiornò a Sestri per un breve quanto intenso periodo della sua vita. Le sorprese non mancano lungo il sentiero (s’intende sotto l’aspetto panoramico, naturalmente), e di tanto in tanto le panchine, sistemate nei punti migliori, invitano ad una pausa riconciliatrice con la natura. Tanto non c’è fretta!
Attraversato il bosco di Sughero, oltre la valletta del rio Castello, siete finalmente arrivati. Ancora un piccolo sforzo, costituito ad una scalinata ripida ripida, ed ecco giunti ai ruderi della torre di avvistamento di punta Manara. Solo centotrentanove metri di quota per un panorama unico che scorre da punta Mesco e le Cinque Terre, a levante, fino al promontorio di Portofino a ponente. Guai a distrarvi però: qui la scogliera precipita direttamente in mare. Tornati sui propri passi si prosegue verso levante; una salita iniziale e poi via, in piano, con felici vedute sul monte di Moneglia e sull’arenile sabbioso di Riva Trigoso, dove vengono varati i bastimenti costruiti dal vicino cantiere navale. E dove finalmente riposarsi in riva al mare.
Ma solo se al bivio è stato preso il sentiero che scende sulla destra; altrimenti, percorrendo quello che si stacca a sinistra, diretto verso il circuito ginnico, vi ricongiungerete a Sestri Levante senza percorrere la strada asfaltata che unisce la cittadina a Riva Trigoso. Forse la scelta migliore. Quindi, prediligendo quest’ultima soluzione, attraverso pinete e macchia mediterranea, s’incontra dapprima l’edicola della Madonna della Neve e, proseguendo verso il Colle della Madonnetta, una cappelletta con gruppo marmoreo che rappresenta la Madonna con Bambino. Quindi, aggirate le pendici orientali del monte Castello (segnavia: due cerchi rossi pieni), si scende tra coltivi ed orti fino ad un distributore, posto a poche centinaia di metri prima di Sestri Levante.
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