Carte l.G.M. scala 1:50.000, F 602 Motta S.Giovanni e F. 601 Messina-Reggio di Calabria. Carta l.G.M. scala 1:25.000, F 254 Il NO Cardeto e F 254 III NE Reggio di Calabria.
Descrizione:
Lasciandovi la città alle spalle sarete sorpresi da come bastino quattro passi per ritrovare una natura dai caratteri forti: pareti a picco che incombono sul primo tratto della fiumara e gli imponenti calanchi d'erosione del versante destro. Il toponimo Limbone (in dialetto limbùni = grossa scodella) ricorda il nome che la fiumara Annunziata ebbe sino al secolo scorso. Già in età romana le acque della fiumara erano convogliate in un acquedotto che raggiungeva la città nella parte alta per poi dividersi in diramazioni che servivano le zone più basse.
Il nostro percorso ha inizio sotto il viadotto della tangenziale in corrispondenza della fiumara Annunziata. Da questo punto comincia a salire la strada che porta a Vito inferiore (della chiesa di S. Vito, sec. XIV). Bisogna però lasciarla per una deviazione a destra che conduce ad un ponticello che consente di superare la fiumara portandosi così sul versante sinistro. Seguire ancora per poco la strada principale e, prima che inizi a salire verso le case di S.Antonino, deviare a sinistra per una pista in terra battuta che costeggia la fiumara. Le costruzioni si diradano lasciando pian piano spazio alla natura; Le pareti che prima incombevano sulla fiumara si allontanano e la pista, il cui fondo diviene in cemento, comincia a salire raggiungendo le case di S. Angelo. Proseguendo nella salita si sbocca sulla strada che da Reggio di Calabria sale verso Terreti (da S.Maria di Terreti, che in greco medievale significa custode), in prossimità di un grande viadotto di recente costruzione. Dovete ora percorrere un tratto di strada asfaltata (meno di un km) per salire a Trizzino (forse dal nome della città greca di Trezene). Fino a qualche decennio fa era possibile giungervi direttamente dalla località S.Andrea ma il sentiero riportato sull'IGM è ormai scomparso invaso dalla vegetazione e cancellato dalle frane. Potete però abbreviare lasciando la strada asfaltata, subito dopo un tratto in discesa, per una ripida stradina in cemento a sinistra che porta direttamente a Trizzino senza passare da Terreti. Siete quindi sotto il versante est del monte Gonì, interessante per i numerosi fossili marini frammisti alla sabbia.
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