Esistente ma poco leggibile (segni azzurri e rossi)
Punti di appoggio:
Il primo percorso parte dal paese di Garda, al centro dell'omonimo golfo, quarto grosso centro dopo Bardolino e Lazise per chi arriva dall'autostrada MI-VE uscendo al casello di Peschiera. Dal palazzo dei Capitani si segue la spiaggia fino alla bellissima punta S.Vigilio; si sale nella macchia mediterranea dominata dal leccio fino a raggiungere il paese di Albisano, per poi tornare in un percorso ad anello al punto di partenza.
Carta dei Sentieri del M. Baldo - gruppi alpinistici veronesi - acquistabile in tutte le librerie e in alcuni alberghi della provincia veronese
Descrizione:
Dalla piazza sul porto, lasciando sulla destra il bel palazzo dei Capitani, ci incamminiamo sul lungo lago per raggiungere la punta che vediamo sulla sinistra, alla fine del golfo: la famosa punta di S.Vigilio. Terminato l'asfalto ci si inoltra sulla spiaggia osservando le belle pareti verticali di Monte Bré e le grandiose piante dei vari parchi delle ville Farina e Canossa (XVIII secolo) che incontriamo sulla destra, protette da muret-ti e bei prati erbosi. In caso di acqua alta dobbiamo tornare un po’ sui nostri passi e prendere il viottolo che sale a sinistra tra siepe e mura di recinzione, giungendo a S.Vigilio su strada asfaltata. Con acqua bassa si continua oltrepassando i canneti, fondamentali per la riproduzione di pesci e uccelli acquatici, fino al porticciolo con la chiesetta di S.Vigilio, dove è particolarmente romantico gustare qualcosa a lume di candela, sui tavoli del piccolo caffè. Cercando di non disturbare passiamo sotto il volto osservando lo stemma e la figura sulla facciata a sinistra e ci incamminiamo sulla strada ciottolata, dove notiamo la vecchia limonaia e dietro la cancellata la bella villa Brenzoni Guarienti (XVI secolo) costruita su disegno del Sanmicheli, dimora di personaggi quali Pietro Aretino e W.Churchill.
Prendiamo a destra lungo il viale alberato fino a raggiungere la strada gardesana, che seguiamo a sinistra con attenzione al forte traffico, per infilarci dopo un cinquantina di metri nello spiazzo interno sulla destra.
Prendiamo il sentiero che ci porta sulla strada bianca soprastante che seguiamo a sinistra tra belle visioni sulla villa Brenzoni e la baia delle “sirene", tra le più belle spiagge del Garda. La strada si fa più stretta e dobbiamo fare attenzione nel seguire sempre il sentiero principale che si inoltra nella lecceta (Quercus ilex), con alloro, rosmarino e fillirea, saltando tre sentieri che si staccano sulla sinistra, fino a giungere ad un crocicchio nel bosco, sotto un grande carpino. Siamo sull'antico percorso che collegava i piccoli borghi a mezza costa e frequentato sicuramente fin da qualche millennio prima di Cristo. E' in parte segnato da segni azzurri e rossi e noi a questo punto prendiamo il sentiero che prosegue diritto in leggera salita, fiancheggiando una recinzione sulla sinistra.
Sulla nostra destra incontriamo i “liscioni”, o rocce levigate dallo scorrere dell'antico ghiacciaio sugli strati di calcare sulle quali con un po' di attenzione potremo cercare figure di uomini, armi, navi e simboli vari.
Illustrando le cose più evidenti contiamo, sulla prima placca detta "pietra delle griselle" subito in basso a destra, una grande nave con le tipiche scale in cordame e più in alto meno visibili armi, mani e figure umane; sulla seconda varie figure e sulla terza un'altra grande barca, una croce ed altro. Molto interessante la quarta, detta "pietra dei cavalieri" con figure di animali e ben 12 uomini a cavallo, lettere alfabetiche, barche, ruote, ecc; sulla successiva barche e figure stilizzate. Coperte dalla terra ci sono moltissime altre immagini, e tutta l'area meriterebbe un'adeguata tutela e valorizzazione, come già proposto da WWF e CTG di Verona. Si potrebbe almeno mettere qualche indicazione che permetta un più facile riconoscimento del valore del luogo anche a chi può passare e danneggiare senza sapere.
Da questo punto si segue sempre il sentiero in salita fino a raggiungere la strada bianca nell'ornoostrieto, tra roverelle, carpini neri e orniello, con sottobosco a scotano, viburno, rosa canina, e giungere alla strada asfaltata e alla strada comunale che teniamo a sinistra per entrare in Albisano. Qui vale la pena affacciarsi al balcone antistante la chiesa e godere della vista su gran parte del lago, osservare finestre, viottoli e portali in pietra e sostare per il pranzo.
Il ritorno avviene sul percorso di andata fino a giungere alla fine del tratto asfaltato, dove in prossimità di località Le Sorte troviamo un crocicchio di stradelle; abbandoniamo la principale e seguiamo quella sassosa che si stacca subito a sinistra in salita e che seguiamo sempre in linea retta, non curandoci delle diramazioni fino a trovarci sulla vetta di Monte Luppia. Proseguiamo fino ad incrociare un sentiero costeggiato da cipressi che prendiamo a destra e seguiamo, con la dovuta attenzione, vicino alle cenge a strapiombo con stupendi panorami su tutto il basso lago. In quest'area si possono notare altre incisioni, anche se meno evidenti. Proseguendo ci si inoltra nuovamente nella lecceta ed è necessario fare attenzione ai segni rosso-azzurri sul terreno per trovare il sentiero migliore per la discesa al grande carpino incontrato all'andata. Anche sbagliando qualche imbocco non ci si perde, poichè l'area é molto piccola; si cerchi comunque di mantenersi sulla sinistra, verso sud-ovest.
Dal grande carpino si ritorni verso Garda mantenendosi sempre sulla strada bianca fino all'asfalto; lo si segua facendo attenzione al traffico fino ad imboccare il sentierino che scende sulla destra, all'inizio di un alto muro di cinta e si segua la spiaggia fino al paese.
Nelle aree a pascolo arido del percorso si incontrano varie orchidee, come la simia e provincialis e le Ophrvs insectifera, apifera e tridentata. Di speciale abbiamo la Gonepterix Cleopatra, una farfalla tipicamente mediterranea che si riproduce sulle rive del Garda, unico areale a nord degli Appennini, grazie alla presenza di alaterno (Rhamus alaterno), pianta che funge da incubatrice e dispensa per le larve dell'insetto, e di leccio sotto le cui foglie molte femmine riescono a passare l'inverno.
Clementi Editore non si assume alcuna responsabilità sui contenuti pubblicati dai visitatori del sito, il cui nome compare in calce al testo. Chi ha inserito i testi è responsabile in caso di errori e violazioni dei diritti d'autore.