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Trekking nel cuore del Logorai

Giro ad anello del Lago delle Trote,Lago Brutto e Lago Moregna

Immagine dell'itinerario

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Località di partenza: Regione Trentino-Alto Adige, Provincia di Trento, Predazzo
Località di arrivo: Regione Trentino-Alto Adige, Provincia Trento, Comune Predazzo
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Localit� toccate: lago delle Trote - lago Brutto - lago Moregna
Autore: Tacchini Danilo
Tipologia itinerario: itinerari dei lettori
Fondo stradale: Fuori strada
Difficoltà a piedi:

(come leggere le difficolt�)
Escursionisti Esperti
Dislivello in salita (m): 1347
Dislivello in discesa (m): 1246
Quota massima (m): 2400
Tempo di percorrenza (hh:mm): 6:00
Lunghezza (km): 18
Segnavia: Segnavia bianco-rosso.Sentieri n°334 - 349b-339
Punti di appoggio: Bivacco al Lago Moregna - Malga Val Maggiore
Periodo consigliato: Luglio-Settembre
Mappa:    [+]  Ingrandisci
GPX Download: Scarica la traccia.
Cartografia: kompass n°79 1:50.000
Note: Accesso da Predazzo su strada sterrata dal km.37 della S.S.50 all'ingresso sud di Predazzo
Descrizione: Questo che descrivo è un itinerario che ritengo sia uno dei più accattivanti del gruppo del Logorai,in Val di Fiemme.
I Lagorai rappresentano l'angolo di natura più intatto del Trentino.La catena montuosa separa la Val di Fiemme con la Val Sugana:è difficile ritrovare sulle Alpi una zona montuosa così vasta e così poco interessata dalle opere dell'uomo.Per agevolare questo percorso si può risalire da Predazzo in Val Maggiore con la propria auto su una strada sterrata lunga circa 7 km. portandosi a quota 1600mt;da qui si trovano varie paline indicatrici del percorso.

La mia partenza,e dunque questo tracciato,avviene invece al parcheggio del ristorante Miola,sopra a Predazzo, proprio dove la strada che risale in Val Maggiore diviene sterrata. Si parte da quota 1070 mt. toccando il punto più alto a 2400 mt,in località forcella Marogna. Incamminarsi lungo la strada ,facendo attenzione al pur scarso passaggio di auto,per circa 2 km.,superando un tabernacolo eretto in memoria di un apparizione della Madonna nel 1711,fino a giungere ad un tornante a 1320 mt.dove si stacca una bella forestale chiusa con una stanga (segnaletica Lago delle Trote n° 334 sentiero difficile).La si segue alzandosi in un bel bosco di abeti giungendo ad un ponte che attraversa il Rio delle Pozze.Senza superarlo si segue la strada che pian piano si restringe ;il rumore dell'acqua che serpeggia tra queste abetaie ci accompagna.
Fare attenzione ora ad una palina segnaletica del sentiero 334 che ci porta a risalire,sulla sinistra,una traccia abbastanza ostica tra piantine di lamponi,felci e sassi.Giunti in alto ci si porta sul lato destro superando un ostacolo roccioso,aiutandosi con delle corde recentemente fissate.Inoltrandosi nel bosco ora la traccia migliora ,solo alcune radici fanno da ostacolo ai nostri passi.
Piano,piano le piante si diradano in una radura con ruscelletti d'acqua, risalendo la Forcella Coldosè,dove poco oltre è adagiato il Lago delle Trote,in un ambiente molto selvaggio(mt.2100.).

Questo bacino naturale ha una superficie ci circa 10.000 mq.Nel dialetto fiemmese questo lago è chiamato"lago delle Trute".Trutten,parola di origine tedesca,che designava gli "spiriti maligni"che,secondo leggende abitavano questi luoghi.Seduti sul masso che affiora dalle sue gelide acque lo sguardo spazia sulla Forcella Canzenàgol,la Cima di Canzenàgol e il Cadinon. Lungo il sentiero n° 339, in circa mezz'ora, si raggiunge il Lago Brutto.A mio personale giudizio è il più bello dei laghi fin qui visitati sulla catena del Logorai.La sua superficie è di circa 13.000 mq.,la sua profondità lo rende d'un blu intenso.Il suo emissario si lancia nel Lago delle Trote.Spesso è facile avvistare i camosci che saltano tra le roccie o che pascolano sui prati circostanti.
Da qui, si sale tra la Cima Moregna e il Colrotondo,su una lingua di neve in direzione della Forcella Moregna.Girando lo sguardo sul lago sottostante si osserva lo specchio d'acqua che cambia colore secondo a come il sole si affaccia dietro ad una grossa e bianca nuvola.E'una perla incastonata tra le roccie.Raggiunta Forcella Moregna (mt.2396 il punto più alto del tour)una palina in legno avvolta da un giro di filo spinato ci ricorda le drammatiche scene di guerra svoltasi su queste crude montagne in avverse condizioni climatiche.
Molti sono i resti di trincee, gallerie,fortificazioni che si trovano lungo il percorso. Noi ripassiamo su questi luoghi con tutte le comodità oggi disponibili:zaini leggerissimi,scarponi superleggeri in goratex,bastoncini,abbigliamento per tutte le condizioni climatiche ammirando le bellezze della natura.Purtroppo chi ci ha preceduto in quel periodo ha avuto nella sua vita il rovescio della medaglia;sopratutto in inverno il freddo e il gelo erano nemici implacabili,per non parlare delle valanghe.

Oggi sul Logorai a vantaggio di noi escursionisti sono rimaste le mulattiere e le strade militari che nonostante gli anni e le avverse condizioni si mantengono conservate nel tempo. Si riprende scendendo sul sentiero 349b,non di rado attraversato dalle fughe dell'ermellino, verso il terzo lago.Il Lago Moregna.In basso,i fianchi della Valbona sono rivestiti di "nore",gli alni verdi sicuro rifugio per i cervi.Un dosso prativo permette di accedere al circo glaciale del lago.A custode del lago due edifici:uno adibito a stalla per il bestiame che pascola sulle rive dello specchio d'acqua l'altro adibito a rifugio.
Questo dotato di tavoli,sedie,camino e zona notte è sempre aperto. Il lago ha una forma circolare con una superficie di circa 15.000 mq.Visibilmente non ha emissari. Sul segnavia n°339,su una mulattiera militare si scende a svolte nel pascolo,poi si entra nel bosco di conifere e ,più ripidamente,si cala sulla forestale che porta a Malga Valmaggiore.
Uno fresco yougurt con una bella fetta di strudel oggi non c'è lo toglie nessuno.Ce lo siamo meritati!!! La conca prativa della Val Maggiore ci accoglie con i campanacci delle grosse mucche al ritorno dal pascolo, pronte per la mungitura.In fondo all'uscita della valle sulla destra giace un piccolo ex cimitero militare. Uno sguardo indietro per salutare la cornice dei monti che oggi ci hanno accompagnato in questo fantastico itinerario:ora ci attendono i 7 km. di discesa sulla strada sterrata che porta a Predazzo.

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