Il vallone del Lacerno è una profonda incisione valliva scavata dall’acqua, un canyon di grande suggestione che gli intensi fenomeni tettonici hanno generato negli ultimi due milioni di anni della storia del pianeta Terra.
Località di partenza:
Regione Lazio, Provincia di Frosinone, Campoli Appennino
Carta turistica di Campoli Appennino, CTR Regione Lazio 391010 e 391050 in scala 1:10.000
Note:
Si parte da Campoli Appennino (650 m)
Descrizione:
Campoli Appennino è certo uno dei borghi più caratteristici che abbiamo
in Italia, unico centro storico costruito sul bordo di una gigantesca
dolina, un profondo “imbuto” denominato Tomolo. Comune compreso nel
versante laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise la sua
origine è di epoca medioevale, anche se successive sovrapposizioni
urbanistiche ne hanno parzialmente modificato l’antico assetto.
Inalterata si mantiene l’atmosfera dei vicoli: un susseguirsi di
gradinate, porticati e casette di pietra. Dalla chiesa di San Pancrazio
davvero sorprendente è la vista sulle dorsali carbonatiche del Lazio:
il monte Cairo, gli Ausoni-Aurunci, i Simbruini Ernici, con il Pizzo
Deta, la val Roveto e i monti del Parco. Poco lontano dall’abitato, il
vallone del Lacerno è meta di un itinerario non difficile ma di sicura
soddisfazione.
Il vallone del Lacerno è una profonda incisione valliva scavata
dall’acqua negli ultimi due milioni di anni della storia del pianeta
Terra. L’erosione fluviale e gli intensi fenomeni tettonici hanno
generato un canyon di grande suggestione che, proseguendo verso le
sorgenti della val San Pietro, diventa sempre più angusto fino a
diventare una spettacolare gola di roccia larga non più di qualche
metro.
Raggiunto il Cuccetto dell’Inferno, una spettacolare cascata è
illuminata da risicati sprazzi di cielo. Per raggiungere l’inizio
dell’itinerario si esce sul lato orientale dall’abitato di Campoli
scendendo sulla strada principale fin quando un bivio invita a
dirigersi, sulla sinistra, in direzione di Pescosolido. Percorse alcune
altre centinaia di metri si imbocca a destra la strada che sale a
Querceto, una frazione che fronteggia Campoli alle pendici del monte
Serrone. Con alcune svolte la sterrata prende a salire e, superate le
ultime case, prosegue in direzione di San Michele. Raggiunto un
tornante (sono visibili resti di manufatti in pietra e vetro), si
parcheggia. Di qui si diparte il sentiero: una traccia che taglia a
mezza costa il versante fino al letto del torrente, dal quale si risale
lungo il greto, percorrendo ora il lato destro, ora il sinistro
dell’angusto fondovalle. In periodi particolarmente piovosi o in
primavera, in presenza di molta acqua è necessario guadare il corso
fino a quando il percorso, ormai chiuso tra pareti ripide e anguste,
raggiunge l’incantevole cascata del “Cuccetto dell’Inferno”. Il ritorno
si effettua sullo stesso percorso.
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