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Vallone Lacerno

Il vallone del Lacerno è una profonda incisione valliva scavata dall’acqua, un canyon di grande suggestione che gli intensi fenomeni tettonici hanno generato negli ultimi due milioni di anni della storia del pianeta Terra.

Immagine dell'itinerario

Località di partenza: Regione Lazio, Provincia di Frosinone, Campoli Appennino
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Localit� toccate: Campoli
Autore: Luca Dalla Palma
Tipologia itinerario: a piedi
Fondo stradale: Fuori strada
Difficoltà a piedi:

(come leggere le difficolt�)
Escursionistica
Dislivello in salita (m): 200
Dislivello in discesa (m): 200
Tempo di percorrenza (hh:mm): 3:00
Periodo consigliato: Estate, autunno e inverno.
Mappa:    [+]  Ingrandisci
Cartografia: Carta turistica di Campoli Appennino, CTR Regione Lazio 391010 e 391050 in scala 1:10.000 
Note: Si parte da Campoli Appennino (650 m)
Descrizione: Campoli Appennino è certo uno dei borghi più caratteristici che abbiamo in Italia, unico centro storico costruito sul bordo di una gigantesca dolina, un profondo “imbuto” denominato Tomolo. Comune compreso nel versante laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise la sua origine è di epoca medioevale, anche se successive sovrapposizioni urbanistiche ne hanno parzialmente modificato l’antico assetto. Inalterata si mantiene l’atmosfera dei vicoli: un susseguirsi di gradinate, porticati e casette di pietra. Dalla chiesa di San Pancrazio davvero sorprendente è la vista sulle dorsali carbonatiche del Lazio: il monte Cairo, gli Ausoni-Aurunci, i Simbruini Ernici, con il Pizzo Deta, la val Roveto e i monti del Parco. Poco lontano dall’abitato, il vallone del Lacerno è meta di un itinerario non difficile ma di sicura soddisfazione.

Il vallone del Lacerno è una profonda incisione valliva scavata dall’acqua negli ultimi due milioni di anni della storia del pianeta Terra. L’erosione fluviale e gli intensi fenomeni tettonici hanno generato un canyon di grande suggestione che, proseguendo verso le sorgenti della val San Pietro, diventa sempre più angusto fino a diventare una spettacolare gola di roccia larga non più di qualche metro.
Raggiunto il Cuccetto dell’Inferno, una spettacolare cascata è illuminata da risicati sprazzi di cielo. Per raggiungere l’inizio dell’itinerario si esce sul lato orientale dall’abitato di Campoli scendendo sulla strada principale fin quando un bivio invita a dirigersi, sulla sinistra, in direzione di Pescosolido. Percorse alcune altre centinaia di metri si imbocca a destra la strada che sale a Querceto, una frazione che fronteggia Campoli alle pendici del monte Serrone. Con alcune svolte la sterrata prende a salire e, superate le ultime case, prosegue in direzione di San Michele. Raggiunto un tornante (sono visibili resti di manufatti in pietra e vetro), si parcheggia. Di qui si diparte il sentiero: una traccia che taglia a mezza costa il versante fino al letto del torrente, dal quale si risale lungo il greto, percorrendo ora il lato destro, ora il sinistro dell’angusto fondovalle. In periodi particolarmente piovosi o in primavera, in presenza di molta acqua è necessario guadare il corso fino a quando il percorso, ormai chiuso tra pareti ripide e anguste, raggiunge l’incantevole cascata del “Cuccetto dell’Inferno”. Il ritorno si effettua sullo stesso percorso.

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