en de Spacer Home Spacer Itinerari Spacer Valsolda

Valsolda

Alla scoperta della Foresta Demaniale della Valsolda. Una riserva integrale in provincia di Como

Immagine dell'itinerario

Altre immagini

Località di partenza: Regione Lombardia, Provincia di Como, Valsolda
Località di arrivo: Regione Lombardia, Provincia Como, Comune Valsolda
Allegati:� Icona per allegati PDF. Clicca qui per scaricare l'itinerario completo in formato PDF
Localit� toccate: Dasio, Valsolda, Dasio
Autore: Sergio Chichiarelli
Tipologia itinerario: itinerari dei lettori
Fondo stradale: Fuori strada
Difficoltà a piedi:

(come leggere le difficolt�)
Escursionistica
Dislivello in salita (m): 1306
Dislivello in discesa (m): 1306
Quota massima (m): 1293
Tempo di percorrenza (hh:mm): 6:00
Lunghezza (km): 9,2
Segnavia: Bianco Rossi
Punti di appoggio: A Dasio c'è un bar trattoria. Altri punti di appoggio sono presenti nelle frazioni a valle
Periodo consigliato: Giugno - Ottobre
Mappa:    [+]  Ingrandisci
GPX Download: Scarica la traccia.
Cartografia: Kompass – Scala 1:50.000 - Foglio 91 Lago di Como – Lago di Lugano Carta nazionale della svizzera – scala 1:25000 – foglio 1334 Porlezza
Note: Dal posteggio di Dasio, tra le prime case prendere in direzione Nord Est, località Ranco
Uffici informazioni: http://www.parks.it/riserva.valsolda/iti.html http://www-1.unipv.it/cibra/valsolda/valsolda.html
Descrizione: L’itinerario che ci siamo proposti di affrontare in questa tranquilla giornata pre estiva attraversa una delle parti più selvagge e naturali delle montagne comprese nell’arco prealpino che caratterizza la zona del lago di Porlezza. La Valsolda con i suoi aspri dirupi e le sue ricche foreste è il territorio in cui la regione Lombardia ha individuato uno spazio da destinare a riserva integrale ossia uno spazio dove è interdetta qualsiasi forma di attività antropica, compreso il semplice introdursi in specifiche aree di territorio. L’inizio della camminata avviene a Dasio, un piccolo paese abitato da meno di un centinaio di persone e che offre vari spazi per lasciare l’automobile. Il sentiero da seguire ha inizio alle spalle della piazza e, volgendo verso Nord-Est, si abbandona l’abitato e, dopo una breve tratto, superato un torrente ci si muove in direzione di Ranco, un piccolissimo gruppo di abitazioni la cui struttura è probabile testimonianza di utilizzo dei terreni a pascolo. Proseguiamo sino ad incrociare una strada di servizio che ci permette di raggiungere l’inizio della Foresta demaniale (9° 04’ 16,68” E – 46° 02’ 22,92” N). L’ingresso nella foresta è identificato da un cartello illustrativo in cui vengono presentati i due itinerari didattici attrezzati con pannelli informativi. I due percorsi indicati sono relativi al percorso dei canti e al percorso faunistico. Per buona parte sovrapposti permettono di entrare in contatto con gli abitanti della foresta. Fauna e avifauna sono presenti abbondanti e non è difficile scorgere tra gli alberi caprioli e camosci così come non è impossibile vedere librarsi nell’aria l’aquila. Seguiamo la strada sino all’attacco di un sentiero che sale sulla destra della strada (sinistra orografica) (9° 04’ 25,68” E – 46° 02’ 34,80” N) e permette di guadagnare velocemente quota. Saliamo guidati dai frequenti segnavia presenti sino ad incontrare una costruzione in legno molto semplice,ma a picco sulla valle, attrezzata con panche di legno e arredata con un pannello che spiega le caratteristiche dei rapaci (9° 04’ 51,24” E – 46° 02’ 42,00” N). E’ un ottimo punto di osservazione da cui, dominando l’intera valle, è possibile osservare i rapaci in volo. Ci fermiamo un po’, ma non riusciamo a scorgere nulla. Riflettiamo sull’ora non ottimale per l’osservazione dell’avifauna in attività e ci rendiamo conto che è meglio accontentarci del bellissimo panorama che si può osservare. Le varie cime che ci circondano, non alte, ma imperiose, il lago di Lugano sullo sfondo che sembra essere raggiungibile con un tuffo, lo spazio che ci sovrasta, immenso e limpido. Passato lo stupore per lo spettacolo riprendiamo il cammino. Scorgiamo un capriolo nel bosco che avverte la nostra presenza, ma senza mostrarsi particolarmente preoccupato continua il suo lento brucare e poco dopo giungiamo all’Alpe Pessina dove è presente uno spazio attrezzato sito vicino a delle polle d’acqua (9° 05’ 06,36” E – 46° 02’ 41,28” N). La costruzione in legno è proprietà dell’ERSAF e, con piacere scopriamo che è aperta, di libero accesso e dotata di un’ampia vetrata. Immaginiamo che, vista la posizione e l’organizzazione, possa servire per pernottare e per permettere l’osservazione degli ungulati presenti nelle ore mattutine o serali, quando è più facile che lascino il riparo del bosco per abbeverarsi e mangiare. Alle spalle della costruzione seguiamo le indicazioni per andare ad ammirare alcune piante secolari (frecce in legno ad indicare il percorso) presenti poco sopra e, lasciati alle nostre spalle questi monumenti della natura, finalmente giungiamo al colmo della costa – Bocchetta di Pessina (9° 05’ 19,32” E – 46° 02’ 41,28” N) - da dove inizia una rapida discesa che, costeggiando imponenti conformazioni rocciose, ci conduce verso il Passo Stretto dove c’è una piacevole radura ben esposta al sole che delimita i percorsi didattici. Dopo una veloce ricarica energetica riprendiamo il cammino seguendo il sentiero che costeggia il torrente sul lato destro in direzione Sud – Ovest e che ci presenta alcuni spettacolari angoli in cui la forza dell’acqua ha modellato la roccia e in cui l’uomo ha deciso di porre i confini della riserva integrale. Siamo ai margini dello spazio inviolabile e rispettando le indicazioni seguiamo il percorso indicato sino al bivio in cui il sentiero faunistico si divide dal sentiero dei canti (9° 04’ 39,36” E – 46° 02’ 53,52” N). Seguiamo il sentiero faunistico sino ad una grossa roccia (9° 04’ 15,24” E – 46° 02’ 42,36” N) dove è possibile scegliere se chiudere l’anello del percorso e tornare a Dasio o proseguire verso l’Alpe Mapel risalendo il sentiero che tra i cespugli ed una vegetazione sempre più bassa ci espone al caldo sole delle prime ore pomeridiane. Giungiamo all’alpe (9° 03’ 53,28” E – 46° 02’ 52,08” N) dove l’incontro con alcune persone del luogo ci permette di venire a conoscenza di diverse mete raggiungibili da dove ci troviamo. Interessante potrebbe essere la salita alla grotta dell’orso, ma l’orario e il caldo ci fa preferire volgere lo sguardo verso valle per riconquistare la protezione del bosco. Scendiamo da un ripido sentiero abbastanza ben segnato che, incanalandosi nella valle posta a sud rispetto alla nostra posizione ci permette di giungere in breve tempo a Dasio.

Cerca nella zona

Cerca 
nel raggio di  km
 

 

spacer
Clementi Editore non si assume alcuna responsabilità sui contenuti pubblicati dai visitatori del sito, il cui nome compare in calce al testo. Chi ha inserito i testi è responsabile in caso di errori e violazioni dei diritti d'autore.