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Viterbo, a piedi per la città dei papi

Ancora oggi, percorrendo le vie del centro storico – raro esempio di conservazione e bellezza - è possibile vedere come il Medioevo abbia segnato profondamente la città, oltre che dal punto di vista architettonico, anche da quello culturale.

Immagine dell'itinerario

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Località di partenza: Regione Lazio, Provincia di Viterbo
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Localit� toccate: Viterbo
Autore: Testo di Michele Dalla Palma e Uff. Stampa Viterbo / Foto di Michele dalla Palma
Tipologia itinerario: a piedi
Fondo stradale: Strada asfaltata
Difficoltà a piedi:

(come leggere le difficolt�)
Turistica
Difficoltà in bici: Facile
Dislivello in salita (m): leggeri dislivelli
Tempo di percorrenza (hh:mm): 2:00
Periodo consigliato: Tutto l'anno, 
Note: Località di partenza e arrivo:
centro storico di Viterbo (326 metri)m l'itinerario si snoda Da Piazza del Plebiscito a San Pellegrino  


Uffici informazioni: A.P.T. di Viterbo -  Tel. 0761.291000
www.apt.viterbo.it  
apt@apt.viterbo.it
P.zza Dell’Oratorio, 2 – Palazzo Doria Pamphili
01030  S. Martino al Cimino

Guide Turistiche Associazione Culturale Provincia
di Viterbo - tel. 349.2934058

Assessorato alla Cultura Provincia di Viterbo
Tel. 0761 313345-46
ass.cultura@provincia.vt.it

Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica
I.A.T. Viterbo
Tel. 0761.304795 - infoviterbo@apt.viterbo.it

Notizie On Line
www.comune.viterbo.it
Descrizione: All'interno del Palazzo Papale, a  piazza S. Lorenzo, è possibile osservare i segni della sommossa del 1271, quando i viterbesi, per sollecitare l’elezione del successore di Clemente IV, chiusero a chiave i cardinali nel salone del palazzo e ne scoperchiarono il tetto: è questo l’episodio che darà vita al termine “conclave”.
Poco distante da sfoggio di se il cuore antico di Viterbo: San Pellegrino.
Fiore all'occhiello della città, il quartiere prende il nome dal Santo protettore dei fedeli in cammino sulla via Francigena, che vi soggiornavano prima di compiere l'ultimo balzo verso Roma.
Descrizione: si parte da piazza del Plebiscito, quella che ogni viterbese continua a chiamare piazza del Comune e che è, dal 1200, il centro della città. La piazza fu ricavata in un posto occupato in gran parte dal cimitero della chiesa di Sant'Angelo in Spatha e comprende, oltre la chiesa, i palazzi che ancora oggi ospitano gli uffici del Comune. Al centro si trova il Palazzo dei Priori. Attraverso un corridoio questo è messo in comunicazione con il Palazzo del Podestà, che sta alla sua sinistra. A destra c'è, invece, il Palazzo del Capitano del Popolo, oggi sede della Prefettura.
Su colonne all'ingresso di Via Roma e di Via San Lorenzo, campeggiano i due leoni, simbolo della città, scolpiti in una pietra chiamata "nenfro". Proseguendo per via S. Lorenzo, si arriva a piazza del Gesù. Il primo Palazzo del Comune era proprio in questa piazza, almeno fino a quando non fu costruito, nel 1270, quello nuovo in piazza del Plebiscito. Questo Palazzo, oggi distrutto, doveva trovarsi sulla sinistra della piazza, dove ora c’è la torre del Borgognone.
Questa si chiama così perché la lunghezza del piede di Messer Borgognone venne usata per misurare la base della torre nella sua costruzione.
Oltre la piazza, si percorre la strada che porta a piazza della Morte, proseguendo verso il ponte che collega il colle del Duomo al resto della città costruito con grossi blocchi di peperino che si tengono gli uni sugli altri senza cemento. Alla sua destra si ammira Palazzo Farnese. I Farnese erano nobili molto potenti e tra loro ci fu anche un papa, Alessandro Farnese, papa Paolo III.
Proseguendo si arriva a quella che viene reputata una delle più belle piazze d'Italia; sui tre lati si trovano monumenti di particolare bellezza. A sinistra un'elegante abitazione del 1200, quella di Valentino della Pagnotta, con le sue grandi arcate, le finestre a bifora, le mura in pietra. E' ben conservata, grazie ad un restauro. Di fronte la facciata del Duomo, con la torre campanaria a strisce bianche e nere.
Secondo la leggenda, al tempo degli etruschi qui c'era un tempio dedicato a Èrcole, che era un po' il "patrono" della città come lo è oggi S. Rosa. Sulle sue rovine sarebbe stata costruita la prima chiesa di S. Lorenzo, pian piano ingrandita e trasformata nell'attuale cattedrale.
L'interno è diviso in tre navate con due file di colonne che hanno capitelli, uno diverso dall' altro. Dentro ci sono alcuni quadri di valore. Sulla parete vicino alla porta, a sinistra, c'è una tomba di pietra: è quella di papa Giovanni XXI.
Una volta, infatti, si usava seppellire i morti nelle chiese e per i personaggi importanti venivano preparati i monumenti più belli da mettere lungo le pareti.
Il monumento più interessante di tutta la piazza è, senza dubbio, il Palazzo Papale, di grande valore per la storia e per i pregi architettonici. Lo fece costruire, tra il 1255 e il 1266, il Capitano del popolo Raniero Gatti.

I papi, per sfuggire alle lotte di Roma, venivano a rifugiarsi a Viterbo; in seguito i papi decisero di fermarsi qui per lunghi periodi. Viterbo divenne allora una piccola Roma e la chiesa di San Lorenzo una piccola Basilica di San Pietro. Per questo Viterbo è detta anche "Città dei Papi". Salendo la scala si arriva all'ingresso del palazzo. Dietro questo portone c'è la sala del conclave, un'aula enorme illuminata da dodici bellissime bifore, molto rustica, con scanni in pietra per sedersi. Qui si svolse il primo conclave della storia. Ritornando indietro, arrivando a piazza S. Carluccio, si entra in quello che viene considerato il fiore all’occhiello di Viterbo: il quartiere medioevale di San Pellegrino. Qui sorge la magnifica architettura di palazzo degli Alessandri, che oggi viene usato per mostre e conferenze, ma tutta la piazza è un vero gioiello: osservando gli archi, le colonne, le torri, sembra di vivere ancora nel Medioevo.
In alto molte torri movimentano l’orizzonte; anticamente “raccontavano”, con la loro altezza e imponenza, l’importanza, il prestigio e la ricchezza della famiglia a cui appartenevano.

 

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