Mappa degli Itinerari del Comune di Gavorrano (Scala 1:20.000) (reperibile presso il Comune 0566/846259). Tavoletta IGM 318 sez I “Gavorrano” (Scala 1:25.000); carte 318070 e 318080 (Scala 1: 10.000) regione Toscana (reperibili presso lo sportello cartografico del sito della Regione).
Note:
facile parcheggio in loc Monticello, a 500 metri dal centro di Gavorrano.
Uffici informazioni:
Laboratorio di educazione Ambientale La Finoria (0566/846248)
Descrizione:
Il percorso si sviluppa nell'area del Monte Calvo nel Comune di Gavorrano, uno dei piccoli centri abitati delle colline maremmane e "cuore" del Parco Nazionale Tecnologico ed Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane. Parco nato nel 2002 per salvaguardare la memoria di una terra per secoli sfruttata per il suo contenuto in metalli. Infatti gli abitanti di questo territorio hanno voluto fortissimamente tutelare le opere minerarie ancora esistenti, ma soprattutto conservare nel tempo la memoria di quella vita di duro lavoro che ha così fortemente caratterizzato, e per così tanto tempo, tutto il territorio delle Colline Metallifere.
Da un punto di vista sentieristico l'area si presta magnificamente all'escursionismo, soprattutto in quei periodi dell'anno in cui non è facile percorrere chilometri a piedi in montagna, mentre in Maremma, autunno, inverno e primavera, risultano essere i periodi migliori per l'escursionismo. Il sentiero proposto è solo uno dei tanti possibili, ma offre uno spaccato perfetto della Maremma, si mineraria ma ancora ricca di una vita naturale spesso sorprendente! Non a caso il Monte Calvo è inserito dalla Regione Toscana nel Sito di Interesse Regionale (SIR) n. 108 "Monti d'Alma", per la presenza di habitat peculiari e minacciati a livello europeo.
Dal centro del paese di Gavorrano si può salire in auto lungo la strada asfalta che conduce a Ravi, dopo poche centinaia di metri, un largo spiazzo sterrato sulla destra permette il parcheggio (WP: PARK). Siamo in una sella posta a 329 m. slm, zona di faglia, a nord abbiamo infatti l'altura del Monticello, una intrusione granitica, mentre a Sud si erge il calcareo Monte Calvo. Sul Monticello, a poche decine di metri dall'inizio del sentiero, fra l'altro, è collocato un Campeggio (La Finoria, WP: CAMP) presso il quale è possibile trovare ospitalità. Dal parcheggio di cui sopra inizia la traccia GPS: si imbocca la strada sterrata in direzione Sud che comincia a salire dolcemente verso il Monte Calvo attraversando un forteto di sempreverdi, lecci e corbezzoli, e di decidui carpini ed ornielli. Poche centinaia di metri ed una breve digressione a destra ci conduce nei pressi del pozzo minerario Valsecchi (WP: MINE1) che mostra ancora il castello in legno, unico esempio nel territorio. Continuando sulla strada sterrata si arriva in breve alla radura ai piedi del Monte. In questa zona è da visitare la dolina carsica (WP: DOL) caratterizzata da bellissimi esemplari di aceri campestri e di biancospino dalle notevoli dimensioni, si prosegue quindi abbandonando la strada sterra che condurrebbe sulla cima del Calvo (bellissimo paesaggio sul Golfo di Follonica e sull'Arcipelago toscano - WP:CALVO) lungo una traccia poco evidente a sinistra che, evitando la cima del Monte, lo supera passando in falso piano sul versante orientale. L'ambiente è di macchia bassa (lentischi, filliree, lecci in forme quasi bonsai per la mancanza di suolo fertile e per la scarsità di acqua) alternata a belle radure ricche di specie erbacee (eccezionali in Aprile le fioriture di orchidee spontanee). Non è raro osservare rapaci diurni (biancone, poiana, gheppio, ecc.) volteggiare sugli spazi aperti. I paesaggi, grandiosi, spaziano verso la pianura di Grosseto fino ai Monti dell'Uccellina e l'Argentario. Seguendo sempre la traccia, lasciata la cima del Calvo alta sulla destra si comincia leggermente a scendere, ed il colpo d'occhio ci riserva una distesa di dolci colline completamente boscate che, con la loro altezza, ci impediscono l'osservazione del mare delle Costiere di Scarlino. Il suolo è sassoso, a tratti sembra di percorrere ghiaioni alpini, bianchi grigi per il Calcare massiccio, ma, a volte, interrotti dalla colorazione rossastra delle intrusioni di Rosso Ammonitico. Terreno ideale per i rettili: nella stagione propizia non è difficile trovare una Testuggine o un Cervone. La facile discesa termina ad un quadrivio (WP: QUADRI), nei pressi del quale sarà facile notare il repentino cambio di vegetazione, dalla macchia bassa quasi sfinita dall'arsura estiva, si passa ad una vegetazione arborea più alta con un sottobosco fresco, rigoglioso. Il terreno è evidentemente cambiato, il calcare massiccio lascia il posto ad accumuli detritici, forse in ragione della vicinanza di una nuova faglia, e ciò sembra bastare per dare forza alla vegetazione. Il terreno più ricco offre habitat ideale a diversi animali, più difficili a trovarsi sul Monte Calvo: Cinghiale, Istrice, Tasso, il rarissimo Gatto selvatico, il Lupo, in fase di ampliamento di areale. Al Quadrivio si tiene la sinistra, lo stretto sentiero scende, dopo cento metri un pozzo abbandonato ed immerso nella vegetazione, ci segnala la vita del tempo passato, che anche in questi monti aspri trovava motivo di sussistenza. Nei pressi del quadrivio infatti sono visibili i ruderi di un antico podere, Pozzuoli (WP: POZZ), oggi perduto nei boschi, tagliato fuori da ogni via di comunicazione, ma un tempo, non lontanissimo, casa per una famiglia che sfruttava le risorse che sapeva strappare dalla macchia (legname, carbone, selvaggina, pascolo brado). Si supera il pozzo, prestare ora attenzione perché il sentiero, che corre in direzione Est, incontra alcune diramazioni, fatte spesso dai cacciatori che nella stagione venatoria si arrampicano nel vicino Poggio Paganella per la caccia di passo, in questo caso l'uso del navigatore risulta indispensabile per non perdere la via! Il sentiero corre a mezza costa, il terreno è di nuovo sassoso, la vegetazione rada, termofila; in primavera con un po' di fortuna si possono trovare narcisi ed iris nani oltre le immancabili, bellissime, orchidee selvatiche. Gli stocchi rigidi, alti anche tre metri, denotano inoltre la presenza della ferula, ombrellifera tipica dei rilievi calcarei del sud Italia e delle isole. Il sentiero entrando nella macchia più fitta, comincia a scendere, fino a giungere ad al Fosso dei Crognoli (quasi sempre completamente secco - WP: FOSSO), si percorre ora il versante meridionale del Monte Calvo. Il percorso senza grandi sbalzi altimetrici continua a percorrere ghiaioni e macchie fino a che davanti a noi si scorgono le prime case del paese di Ravi. Attenzione, la presenza di vecchi orti, piccoli oliveti ormai abbandonati, può far perdere l'evidenza del sentiero; seguendo la traccia GPS si arriva però facilmente nel grazioso abitato.
Da visitare il borgo antico, caratterizzato dall'impianto elicoidale (WP: CASTLE). Per tornare all'inizio del percorso si segue ora la strada asfaltata, che malgrado il fondo, risulta essere piacevole offrendo bei colpi d'occhio sul Monte Calvo (dalla strada è raggiungibile un area d'arrampicata sulle falesie orientali del Monte) e soprattutto sull'impianto minerario di Ravi - Marchi (WP: MARCHI), parte importante del Parco nazionale, attualmente in fase di risistemazione e messa in sicurezza per permetterne la visita. Una ripida, ma breve salita tra lecci e bellissime querce da sughero ci permettere di chiudere l'anello raggiungendo il parcheggio.
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