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Mi chiamo Antonio Tomaselli, sono un ragazzo di 29 anni e sono membro della “Matite di gioia”, l’ Associazione che mi accompagnerà in questo progetto. Dopo diverse esperienze nel sociale, iniziate nella mia terra natale, ho vissuto per oltre un anno, parte del 2004 e tutto il 2005, nel Sud-Est Asiatico, prestando servizio ai lebbrosi di Calcutta. Nell’inverno del 2006, in vista di questo progetto, ho iniziato il mio primo viaggio in solitaria in bici, da Nicolosi, paese da cui provengo, fino a Santiago de Compostela, percorrendo 3600 km in 50 giorni, lungo le strade italiane, francesi e spagnole.
Questa nuova avventura che sta per diventare realtà, prevede l’attraversamento di tutte le nazioni delle due americhe, eccetto la Colombia (o altre terre in cui eventi imprevedibili, quali guerre civili o condizioni ambientali avverse, ne impediscano il passaggio), comprese tra Anchorage, capitale dell’Alaska e la Patagonia Argentina.
Il percorso sarà di circa 45000 km, per una durata di 5 anni, tempo in
cui le mie due passioni, del viaggio e del sociale, si fonderanno
costantemente tra loro; in diverse nazione mi fermerò per un periodo di
circa un mese, lavorando nel sociale a stretto contatto con le
problematiche di natura differente che, dall’estremo Nord al profondo
Sud, accompagnano il quotidiano vivere. Camminerà al mio fianco un
messaggio dell’IPEC (International Programme on the Elimination of
Child labour), programma dell’ILO (International Labour Organization);
Avrò
con me delle magliette con la scritta della nuova campagna “Stop allo
sfruttamento del lavoro minorile”, in lingua inglese e spagnola, così
da trasmettere il messaggio nelle due principali lingue dei due diversi
continenti. Inoltre, aspetto risposta da Amnesty International per
lanciare un altro messaggio, altrettanto importante, che è quello della
“violenza contro le donne”. Alcuni dei centri in cui sosterò,
saranno legati a progetti dell’IPEC, altri li sceglierò lungo il
percorso facendomi guidare dalle sensazioni e dalle emozioni che mi
trasmetteranno luoghi e persone.
Alla fine di questo periodo,
per me solo di crescita, dal quale non voglio ricavare altro che
l’esperienza nel sociale e il dono della condivisione con altre culture
e abitudini, il mio desiderio è quello di trasmettere in diversi modi
quello che è stato il mio modo di vedere la vita, nel rispetto della
natura e dell’uomo parte di essa.
L’Associazione “Matite di
gioia” a tal proposito, seguirà costantemente il mio cammino
aiutandomi, oltre che nella divulgazione del messaggio di solidarietà,
anche con la reale ed ideale presenza (di certo amica) nei momenti di
sconforto che sicuramente incontrerò lungo il viaggio; l’Associazione
sarà, inoltre, attiva nel sensibilizzare il territorio catanese con
giornate a tema e campagne mirate al messaggio di solidarietà sulle
realtà differenti delle due americhe.
Sono certo che il
materiale informativo che raccoglierò da questa esperienza servirà,
insieme ai messaggi importanti che molte organizzazioni lanciano ogni
giorno (con l’impegno di persone semplici), ad aggiungere gocce vitali
nel “mare” del sociale e della solidarietà. Goccia dopo goccia, sono
convinto che questo “mare” cambierà la sua corrente verso un mondo in
cui tutti avranno diritto ad un attimo di GIOIA.
Per
concretizzare tale sogno ho chiesto, e continuerò a farlo,
sponsorizzazioni che mi aiutino con qualsiasi mezzo. L’unico interesse
è quello di cercare di coprire le spese per tutto il periodo, qualsiasi
somma in esubero verrà donata negli stessi centri in cui lavorerò.
Il
patrocinio di codesto ente sarebbe per me motivo di orgoglio, dato che
la mia terra è sempre stata al mio fianco in tutti i territori che ho
calpestato e lo sarà sempre.
Seguite qui il mio viaggio tappa per tappa.
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