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Il nostro percorso inizia da Lissone. Partiamo alle ore 8:30 di domenica mattina 29 Aprile 2007 con destinazione Briosco per un nuovo itinerario che è stato trovato per caso durante una gita con lo scooter da quelle parti qualche giorno prima. Da Lissone passiamo viale della Repubblica e dietro l'EffeMarket imbocchiamo la stradina che conduce verso il Bosco Urbano. Dopo averlo attraversato siamo in direzione di Biassono e da li ci dirigiamo passando per la piazza della Chiesa, in discesa, verso Canonica Lambro dove prima del ponte imbocchiamo il sentiero che lo costeggia fino al ponte di legno che lo attraversa. Una volta giunti al ponte lo attraversiamo e a sinistra il primo strappetto della giornata che ci porterà, sempre in leggera salita, dalle parti di Triuggio passando per Montemerlo. Al semaforo che incontriamo decidiamo di seguire a sinistra per la strada che leggermente in discesa ci dovrà portare a Calò, ma giunti al bivio seguiamo a destra in direzione di Montesiro. Qui la strada inizia nuovamente a salire però è abbastanza leggera la pendenza e quindi senza molto sforzo arriviamo, sempre lontano dal traffico, sulla strada che da Montesiro porta a Carate Brianza, dove all'incrocio giriamo a sinistra, ma solo per un breve tratto poi alla prima a destra ci immettiamo sulla strada che sale (qui lo strappo è breve ma intenso) a Villa Raverio che lasciamo subito e immettendoci sulla statale che da Besana Brianza porta sempre a Carate Brianza seguiamo in direzione di Valle Guidino. Passando accanto al Monumento Naturale Sasso di Guidino ci dirigiamo in discesa verso Calò dove alla rotonda giriamo a destra salendo verso Vergo-Zoccorino. Attenzione, qui non entrare in paese ma seguire la strada a sinistra che fa un giro più lungo ma evita spiacevoli incontri con auto che vengono in senso opposto (la strada è a senso unico se si entra in paese, ma dall'altro senso di marcia. All'incrocio giriamo a destra e quindi la seconda ancora a destra che sale leggermente e che ci porta in mezzo ai campi. Dopo una cascina in disuso da tanto tempo (peccato) arriviamo in fondo al sentiero sterrato che in questo punto si biforca e quindi seguendo il nostro istinto giriamo a destra per immetterci, o sperare di immetterci, nel bosco che sta un pò più avanti di noi. Purtroppo, come quasi sempre capita, di segnalazioni non ne esistono e quindi darvi le giuste indicazioni diventa sempre più difficile, ma questo è uno dei nostri compiti e quindi ci sentiamo in dovere di spiegare al meglio le indicazioni da seguire. Seguendo il sentiero (quasi invisibile, anche a causa dell'erba alta) scendiamo pian piano verso il bosco, dove al suo interno invece di sentieri ve ne sono parecchi, ma anche qui non segnalati. Incontriamo anche un ponte, sembra di essere in un'altro mondo, tutto di legno e prima di provare ad oltrepassarlo ci guardiamo anche in faccia, perchè non sembra molto solido alla vista, ma oramai siamo li e le scelte sono due, o passiamo oppure torniamo indietro da dove siamo arrivati. La scelta ovviamente è quella di proseguire, altrimenti che amici in mountain bike saremmo, e quindi per primo attraverso così da poter scattare anche la foto degli altri amici che poi seguono mentre attraversano il ponte. Appena passato il ponte il sentiero diventa un single trek e bisogna fare un pochino di fatica, ma ne vale comunque la pena perchè il contesto del bosco è bellissimo e con una giornata calda come quella di oggi stare un pò al fresco circondati dalle piante è anche piacevole. Seguiamo il sentiero che dopo alcune curve esce dal bosco e scompare nell'erba alta... cosa facciamo adesso ci domandiamo... nessun timore comunque, scendiamo dalla bici e a piedi cercando di non calpestare troppo l'erba, sempre in fila indiana, scendiamo ai bordi del bosco e risaliamo a destra presso il terreno di una azienda vivaistica. Risaliamo in sella alla nostra bici e seguendo lo sterrato ci portiamo presso una grande cascina dove attraversiamo tutti i cortili per raggiungere nuovamente la strada asfaltata. Siamo nei pressi di Capriano e da li seguendo, questa volta, le indicazioni sempre seguendo uno sterrato ci dirigiamo verso Renate. Qui il percorso è bello si snoda per qualche km sempre in mezzo ai campi e troviamo tante persone che con la bella giornata si sono incamminate anche loro seguendo sempre il sentiero. Arriviamo a Renate e la strada che percorriamo sbuca proprio davanti alla chiesa e quindi giriamo a destra in direzione del Parco della Valletta che abbiamo già percorso in atre occasioni e che ci porterà verso Besana Brianza sempre lontano dalla strada asfaltata. Lasciando la chiesa di Renate, alla nostra sinistra, scendiamo in direzione del semaforo dove sempre a sinistra seguiamo la strada asfaltata sino al ponte per poi girare sempre a sinistra per la stradina che immette in uno dei sentieri del parco. Al cartello che segnala i vari percorsi girare a destra (seguiamo il sentiero n. 1) e quindi diritto fino alla biforcazione poi a sinistra in direzione della pineta che oltrepassiamo seguendo sempre la sterrata. Qui effettivamente di fuori strada se ne fa abbastanza e si è completamente immersi nel verde. Dobbiamo seguire per Prebone e da li per Dagò dove troveremo il sentiero n. 3 che sempre rimanendo nel verde, tranne un brevissimo tratto ci porterà a Cortenuova. Da li uscendo per qualche km dal sentiero passiamo una rotonda e quindi sempre diritto per un centinaio di metri dove giriamo a sinistra e dove ritroviamo le indicazioni del sentiero. Sempre in mezzo ai campi e con un sentiero che sale leggermente arriviamo alla strada asfaltata che imbocchiamo girando ancora a sinistra. Arriviamo al semaforo di Besana Brianza da dove ancora a sinistra si può salire verso Monticello Brianza. Noi però decidiamo di tornare verso Lissone e quindi andiamo diritto ritornando verso Montesiro. La strada inizia a scendere, meno male, e quindi giungiamo al semaforo dove prendiamo a sinistra seguendo la strada che ci porterà a Correzzana da dove sempre scendendo ci inoltreremo nel sentiero che esce a Canonica Lambro. Pensavamo di trovare i guadi asciutti, a causa della siccità di questi tempi, invece al contrario di acqua ce nè ed è anche in certi casi abbastanza alta da bagnarsi per benino, ma fa caldo e quindi non ci facciamo nemmeno tanto caso. Seguiamo sempre il sentiero, stranamente non incontriamo moltissimi bikers, ma tante persone che fanno trekking e che cercano un pò di fresco sotto gli alberi. Arrivati all'uscita del sentiero a Canonica Lambro ci dirigiamo verso il ponte che attraversiamo per arrivare al passaggio a livello e quindi sulla strada che da Biassono ci porterà nuovamente a Lissone.
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