Lanzo città del Trekking
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Provenendo da Torino e seguendo la provinciale che s’inoltra nelle Valli di Lanzo, si è colpiti dalle linee architettoniche dei castelli, delle ville signorili, delle residenze reali.
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Queste sono le terre che, in passato, erano meta del turismo nobile torinese, e lo testimoniano i moltissimi edifici in stile liberty presenti. Ogni tanto, inoltre, si possono ancora intravedere i resti di grandi e imponenti fabbriche che hanno contraddistino l’era industriale di questo angolo di Piemonte. Luoghi che fanno da collante tra la montagna e la pianura, città che richiamano le vestigia romaniche della medioevale Via Francigena, città che devono essere scoperte, camminando con lentezza e con il naso all’insù. “La catena sublime delle Alpi è a portata di mano. In cinquanta minuti il treno arriva a Lanzo e lì vi è subito l'alta montagna!". Così scriveva Friedrich Nietszche nel 1888: l'entusiamo del filosofo tedesco è comprensibile dal momento che le Valli di Lanzo e il Canavese, erano e sono tutt’oggi una cellula alpina di rara bellezza e le città di Lanzo e Ciriè, rappresentano la porta ideale che, dalla frenesia della “capitale” Torino, conduce ai segreti dell’uomo, alle tracce del passato, ai percorsi dello spirito, alle montagne Reali. Vien proprio da pensare a questo trovandosi innanzi a quello che è, con ogni probabilità, il monumento più conosciuto delle Valli di Lanzo. Il ponte del Diavolo, così chiamato perché la sua avveniristica realizzazione era quasi inconcepibile per i tempi, oltre che per le curiose rocce che si trovano in corrispondenza delle sue fondamenta. La sua struttura risale al 1378, quando la Credenza di Lanzo ordinò la costruzione di un ponte che collegasse il borgo alla riva destra del fiume Stura: data l’importanza strategica dell’opera, Amedeo VII, il Conte Verde, si interessò personalmente al progetto, partecipando anche alla spesa. Il ponte, alto circa 16 metri e con una gittata a schiena d’asino di 37 metri, costituiva un passaggio obbligato per chiunque volesse raggiungere la pianura dalle valli e viceversa, almeno fino al 1820, quando venne terminata la carrozzabile Torino-Ciriè. A Lanzo si respira l’aria autentica del Medioevo, grazie al loro aspetto rimasto quasi immutato nel tempo. Uno dei simboli di Lanzo Torinese è la spettacolare Torre di Aymone di Challant, il principale ingresso del borgo al quale si accedeva tramite ponte levatoio. La sua edificazione pare che risalga al XII secolo, anche se l’attuale aspetto è riconducibile alla prima metà del XIV secolo, per via dell’arco a sesto acuto e dei merli ghibellini.
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