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Napoli città del trekking

Un crogiuolo di epoche e momenti ove lo stratificarsi di antiche civiltà, con un incredibile patrimonio artistico e archeologico, si intreccia con le mille suggestioni di una terra magica intrisa di colori e di passioni.

Immagine dell'itinerario

… ma il mare dove finisce
il dolore è il mare di Posillipo,
il glauco mare che prende tutte le sue tinte e che si adorna di tutte le sue bellezze. Questo può ideare il cervello umano per figurarsi il Paradiso, esso lo realizza. L’armonia del cielo,
delle stelle, della luce,
dei colori, l’armonia del
firmamento con la natura mare
e terra. Si sfogliano i fiori sulla sponda, canta l’acqua
penetrando nelle grotte,
l’orizzonte è tutto un sorriso…

Matilde Serao




Dove oggi sorge Napoli, l’antica Palaepolis, in un remoto passato erano soltanto campi arsi, paludi, sovrapposizioni di luoghi impensabili che nascondevano boschi (pinete e leccete), piccoli laghi, insenature, grotte, declivi assolati, suoli fertili e rigogliosi avvolti da un clima mite e salutare, principali elementi di una tipica natura partenopea.
Sul finire del XII secolo, Napoli era ancora tutta saldamente racchiusa entro le sue possenti mura e solo agli inizi del ‘500 i vicereali spagnoli pensarono di allargare il perimetro delle suddette inglobando i borghi della periferia, con una struttura viaria (Toledo) originata dal collegamento di quei punti preesistenti (edifici o luoghi significativi come culto, svago, ecc.) o perché segnati da alvei torrentizi che avevano una portata stabile. Così, tutta quella fascia pedemontana che si estendeva dalla collina di San Martino (Castel Sant’Elmo) fino al mare (Castel dell’Ovo), nella parte occidentale della città, inglobò i nuovi spazi riservati alle truppe, praticamente la zona degli attuali “Quartieri Spagnoli” che aveva i suoi apici nell’area di Montesanto a settentrione, e di Chiaia-Pizzofalcone a mezzogiorno. La sua strada oggi più conosciuta, “Spaccanapoli”, non era altro che un luogo (extra hortis, cioè “fuori dagli orti”) periferico della Napoli di fine ‘200.
Così la città, che parte dalle falde del Vesuvio e sprofonda nel tramonto di Capo Misero, era tutta un susseguirsi di borghi, casali e quartieri popolari che si alternavano a luoghi ameni ricchi di fascino e suggestioni, che accoglievano ville luminose, teatri privati, peschiere ricavate nella scogliera tufacea per avere sempre cibo fresco, orti e giardini ricchi di frutti e spezie.
Erano, questi, i declivi collinari che ospitavano i terreni e le ricche residenze dei patrizi partenopei come la collina di Posillipo.

Numeri utili

Comune Tel. 081.7952612
Provincia Tel. 081.7949111
Capitaneria di Porto Tel. 081.206133
Autolinee Urbane ANM Tel. 081.7631111
E.P.T. Tel. 081.4107211
turismo@provincia.napoli.it

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