Il giovane seduto di fronte ai marosi del Tirreno è George Gordon Byron che nel 1822 soggiornò in questo paradiso terrestre della riviera ligure. Un luogo la cui bellezza travalica la capacità di rappresentazione di un poeta, anche se del suo calibro. Non esistono versi, o frasi che possano descrivere ciò che si prova aspettando il tramonto dalla Chiesa di San Pietro quando il sole affonda lentamente nel mare, mentre gli ultimi raggi illuminano l’Isola Palmaria, del Tino e del Tinetto.
Il Golfo dei Poeti Risalendo gli ampi balzi che portano alla chiesetta e al castello di Porto Venere, la brezza marina accarezza i nostri capelli. Il vento s’insinua tra le arcate in pietra del castello, penetrando nella chiesa dove un piccolo altare, decorato da candidi fiori, ha appena accolto la solenne promessa di due giovani sposi che hanno scelto questo luogo per coronare il loro sogno d’amore. Attigui a San Pietro, stretti gradini scavati nella roccia ci portano al castello: da qui il nostro sguardo si perde verso il mare e il piccolo arcipelago dove una volta visse San Venerio (abitò sull’isola del Tino) patrono del Golfo di La Spezia. Più in basso, alle nostre spalle, c’è la Grotta di Byron che ricorda il soggiorno del poeta inglese. Si narra che l’aitante cantore britannico avesse superato a nuoto tutto il golfo, fino a San Terenzo dove a Villa Magni, riposava e scriveva il suo connazionale Shelley. Il piccolo borgo dista pochi chilometri da Lerici, un altro “eden” affacciato sul golfo. Il centro storico è dominato dal Castello, eretto dai pisani nella prima metà del Duecento e poi passato nelle mani dei genovesi nel 1256. Oltre questo splendido esempio di architettura militare, Lerici è ricca di edifici religiosi e i suoi dintorni, come Tellaro (uno dei Borghi più belli d’Italia) e la già citata San Terenzo, nascondono tesori storici tra cui le rovine dell’antica Barbazzano, sulle alture di Fiascherino. Su questi posti meravigliosi aleggia il ricordo di un altro grande poeta ligure, Eugenio Montale che a Porto Venere ha dedicato alcuni versi immortali, oggi scolpiti sulla pietra in segno di gratitudine e ricordo eterno: “Là fuoresce il tritone dai flutti che lambiscono le soglie d’un cristiano tempio...”.
Il Parco Naturale di Montemarcello-Magra Lasciamo Lerici per dirigerci verso il cuore del Parco Naturale Regionale di Montemarcello-Magra. L’azzurro del mare lascia spazio al verde argenteo delle colline terrazzate a ulivi; una natura rigogliosa fatta di lecceti, pinete, ma soprattutto ampi spazi sui quali si estendono i filari di vite. La macchia boscosa è interrotta solamente dal fiume Magra che qui percorre il suo ultimo tratto prima di tuffarsi nel Tirreno. In un alternarsi di paesaggi diversi tra loro godiamo di magnifiche passeggiate immersi nella flora mediterranea su sterrati e mulattiere che collegano borghi storici ricchi d’arte e tradizioni. L’area del Parco protegge numerose specie floreali ammirabili presso l’Orto Botanico di Montemarcello sito sulla vetta del monte Murlo (m 365). Il giardino fa parte della Rete degli orti botanici, giardini botanici e vivai delle aree protette della Regione Liguria e aderisce al progetto internazionale “Un mare di Giardini” patrocinato dalla Regione Liguria. All’interno dell’Orto ha sede un Centro di Esperienza che ha come obiettivo quello di sensibilizzare i più giovani all’educazione ambientale e a vivere, con rispetto e consapevolezza, l’immenso patrimonio naturalistico del nostro Paese. L’area del parco è attraversata da una serie di sentieri molto importanti tra cui il tratto finale dell’Alta Via del Monti Liguri; più a sud, è possibile passeggiare sull’Alta Via del Golfo, un trekking molto suggestivo che abbraccia tutto il Golfo spezzino collegando Porto Venere a Bocca di Magra. L’itinerario si sviluppa principalmente su strade secondarie e non comporta alcuna difficoltà tecnica. Camminando sulle strette mulattiere che si affacciano sul Golfo emergono, dalla fitta macchia mediterranea, campanili e torri di avvistamento che ricordano un passato storico importante, ma soprattutto invitano a visitare i tanti borghi compresi nell’area naturale.
Turismo lento...buona tavola Chissà quante volte Byron, Shelley o Montale in una bella mattinata di sole, armati solo di carta e lapis, avranno lasciato le loro soleggiate dimore per fare una bella scampagnata all’aria aperta. Indirizzando il loro sguardo sulle colline avranno compreso quanto sia stato difficile, per gli abitanti del Golfo, rubare un lembo di terra per coltivare qualcosa. Le ripide pendici montuose si tuffano direttamente nel mare rendendo improbo il lavoro dell’uomo; questa lotta contro la natura ha forgiato il carattere dei liguri facendolo sembrare erroneamente duro e chiuso. Poi basta un attimo... pochi istanti trascorsi con le persone del luogo, per accorgersi del contrario. I pampini della vite, larghi come palmi di mano, prendono colore: gli acini d’uva si preparano a una lunga maturazione che li trasformerà in perle dolci e sugose. Prima che queste colline si animino del colorito popolo della vendemmia è bello approfittare della calma per passeggiare sui sentieri che costeggiano e attraversano i filari di vite lasciandoci coinvolgere da questo mondo fatto di silenzio, profumi e sensazioni ormai perdute. Casolari, borghi storici e aziende vinicole arrestano il nostro passo invitandoci a lunghe soste per apprezzare, con calma, quello che questa terra meravigliosa sa offrire. Tutte queste bellezze sono esaltate da tre itinerari inseriti nel progetto “Trekking tra i vigneti di Piemonte e Liguria”. Il primo, “Le Colline del Sole”, è stato realizzato di proposito dall’STL spezzino per esaltare le terre del vino, segue “Il Sentiero dei Poeti” che ricalca il tracciato dell’Alta Via del Golfo, dedicato agli uliveti del Golfo e infine, forse meno attinente all’enograstronomia, “Sulle Orme dei Pellegrini” che percorre il tragitto conclusivo dell’Alta Via del Monti Liguri, congiungendosi con la Via Francigena. “Le Colline del Sole” è un trekking che da Castelnuovo Magra porta a Ortonovo, inoltrandosi nell’area della Sarticola dove la coltivazione dominante è l’uva dalla quale si ricava il vino DOC “Colli di Luni”. Qui troviamo diverse aziende agricole disposte a offrici un buon bicchiere di vino e, perché no, anche ad ospitarci, magari in un accogliente Bed & Breakfast. Il vino si accompagna bene a delle pietanze gustose della terra ligure. Una cucina semplice dal gusto inconfondibile grazie alla ricchezza di condimenti usati per la loro preparazione: erbe, spezie, ma sopratutto l’olio. Piatti poveri, ma sostanziosi come la “mesciua” zuppa a base di ceci, fagioli cannellini, lenticchie e grano farro, una spolverata di pepe nero e l’immancabile olio d’oliva. Oppure i tagiain ai fasei con il pesto, la pasta con le acciughe e la caponada tradizionalmente consumata dai marinai durante la navigazione e preparata con gallette bagnate nell’acqua e insaporita con olio, aceto, pomodori e tonno salato. Tra i secondi piatti tradizionali vi è il coniglio in umido, lo stoccafisso, le seppie, il baccalà “a scabeccio” (marinato), la cima (pancia di vitello ripiena di uova, piselli, carote, carciofi e bietole) e gli Sgabei (pasta lievitata e fritta) ripiena di formaggio o salumi. Da questa carrellata di portate capiamo come il fascino di questa cucina risieda proprio dalla fusione del gusto tra prodotti di terra e di mare. Dove gustare queste prelibatezze? È sufficiente entrare nelle locande di qualche paese del territorio, dove, non appena si schiude la porta, veniamo assaliti da profumi inebrianti di spezie, arrosti e condimenti.
Natura e turismo lento Respirare a pieni polmoni l’aria che arriva dal mare, fermarsi ogni tanto, riflettere osservando la natura e visitare borghi storici per viverli e gustarli. Il turismo lento sta prendendo piede ovunque. Non è moda, bensì un atteggiamento quasi obbligato che investe tutti coloro che vogliono comprendere la vera essenza del saper vivere. L’STL (Sistema Turistico Locale) Golfo dei Poeti, Val di Magra e Val di Vara si è affidato allo staff della rivista TREKKING per elaborare un marchio di prodotto rivolto alla diffusione del “turismo lento e outdoor” in tutto il territorio. Il progetto ha messo allo studio lo sviluppo e la promozione di un’offerta turistica specifica per gli amanti dell’outdoor con un programma che prevede la mappatura dei sentieri e l’identificazione delle strutture più idonee per ospitare gli appassionati del turismo nella natura e la creazione di veri e propri pacchetti turistici diretti alla fruizione delle potenzialità del territorio per le attività outdoor.
Il territorio dell’STL Costituitasi il 22 marzo 2006, l’STL associa, oltre La Spezia, i comuni di Porto Venere, Lerici, Sarzana, Ortonovo, Castelnuovo Magra, Santo Stefano, Bolano, Vezzano, Arcola e Ameglia insieme alla Provincia di La Spezia e la Camera di Commercio che rappresentano la parte pubblica. Ogni comune, anche il più piccolo, stupisce il visitatore per la quantità di tesori che nasconde. Immersi nella natura o abbarbicati sui rilievi, molti di questi paesi sono godibili sotto diversi aspetti: sia quello storico-artistico sia quello enogastronomico. Seguiamo idealmente una direttrice che dai rilievi appenninici ci porta fino al mare e il primo paese che incontriamo è Bolano. Posto al confine tra Liguria e Toscana, a cavallo tra la Val di Magra e la Val di Vara, Bolano conserva l’impianto architettonico di una fortezza medioevale della quale sono rimaste le antiche porte di accesso: porta Castello, porta Stazon e la porta Fontana. Come già detto in precedenza qui vicino si trova Ceparana punto d’incontro per chi desiderasse intraprendere l’Alta Via dei Monti Liguri partendo da Levante. L’Alta Via non è l’unico sentiero “blasonato” che attraversa questi rilievi; un’altro, ben più antico e rinomato, passa da Santo Stefano Magra, la Via Francigena. Per la precisione il sentiero della fede, contrassegnato VF, inizia da una piccola località poco distante, Ghiaia di Falcinello nei pressi di Sarzana. Lungo tutto il tragitto incontriamo numerosi edifici di culto come l’antica pieve di San Michele (Ponzano) o il Santuario della Madonna delle Grazie. A questo punto seguiamo la sponda sinistra del fiume per incontrare uno dei centri storici più importanti della provincia di La Spezia: Sarzana. A guardia di questa graziosa cittadina ci sono due fortezze, il forte di Sarzanello e la fortezza di Firmafede. Prima di oltrepassare l’arco che conduce alla via centrale, ricca di palazzi e negozi alla moda, una viuzza sulla destra porta al complesso dell’imponente fortezza Firmafede. Fu fatta costruire sulle spoglie di un vecchio maniero da Lorenzo il Magnifico nel 1487. L’ampio fossato che la circonda da un’idea di quanto fosse difficile conquistarla; i sei bastioni, ognuno dei quali porta il nome di un santo, malgrado il loro aspetto massiccio non furono in grado di resistere ai cannoni. Con l’avvento delle armi da fuoco, infatti, il forte perse la sua importanza diventando un carcere della Repubblica di Genova. La fortezza di Sarzanello, posta a guardia della Val di Magra, ha un passato fatto di battaglie e continui tentativi di espugnarla. Oggi il frastuono della guerra si è trasformato in note musicali di feste, manifestazioni storiche e banchetti medioevali. Castelnuovo Magra, aggrappato alla cima del monte Bastione, è un borgo antichissimo che lega indissolubilmente la sua storia alla permanenza, nel suo castello, di Dante Alighieri. Nel 1306 il poeta, incaricato da Franceschino Malaspina, ricevette la procura per firmare la pace con il vescovo di Luni ponendo fine alle dispute tra il potere spirituale e quello temporale. Questo episodio è ricordato ancora oggi nella rievocazione storica “La Pace di Dante” con sfilate e feste per le vie del paese. Di tutt’altro genere è la festa dell’olio che celebra una delle produzioni più importanti della zona. A poca distanza si trova Ortonovo dove, tra palazzi storici e locande tipiche, ripercorriamo analoghe storie dantesche. Il suo nome deriva da Hortus Novus riferito alle sue coltivazioni sul territorio collinare. Sull’altra sponda del Magra troviamo Vezzano Ligure: abbarbicato su una collina il paese domina le due vallate fluviali e offre una splendida vista anche sul Golfo della Spezia. Dopo una breve visita alla chiesa parrocchiale di Nostra Signora del Soccorso proseguiamo il nostro itinerario mantenendo la direzione fino ad Arcola. Dal nucleo abitativo svetta in cielo la torre Obertenga di sedici metri, costruita nel X secolo. Discostandoci dal sentiero principale dell’Alta Via del Golfo incontriamo Ameglia, uno degli insediamenti più antichi del promontorio del Carpione: qui è stata ritrovata una necropoli ligure risalente al IV secolo a.C.. Le stradine del centro storico portano alla Pieve dei Santi Vincenzo e Pasquale e all’Oratorio di N.S. Assunta databile intorno al XVIII secolo. Le boscose pendici del Monte Marcello nascondono, inoltre, le mura dell’antico Convento dei Carmelitani (XII secolo) dove fu ospitato Dante Alighieri. La presenza del sommo poeta è ricordata attraverso alcune feste letterarie molto importanti tra le quali il Dante Lunigiana Festival. Sempre all’interno del comprensorio monastico è custodito un famoso crocefisso romanico detto il “Cristo Nero”, famoso in tutto il mondo per le sue particolari fattezze orientali.
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Numeri utili STL Golfo dei Poeti, Val di Magra e Val di Vara e Riviera dei Poeti Piazza Europa, 16 19124 La Spezia
Tel. 0187.733525/763253 www.stl.sp.it info@stl.sp.it l Durante l’ultimo rigido inverno, alcuni sentieri della zona hanno subito qualche interruzione; prima di intraprendere le escursioni contattare le sezioni CAI di riferimento per informazioni aggiornate
CAI Sarzana – Tel. 0187.625154 CAI La Spezia – Tel. 0187.22873 Pro Loco Arcola – Tel. 0187.986559
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