Trento città del trekking
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Rapisce subito, con i suoi palazzi e le sue atmosfere, l’anima di Trento, crocevia di popoli e culture fin dall’origine della nostra storia.
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Sito web: www.cittadeltrekking.it
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Dietro l'austerità dei suoi palazzi, dimore della nobiltà asburgica per due secoli prima dell’annessione all’Italia a seguito della Grande Guerra del 1915/18, e delle atmosfere gotiche tra chiese del Concilio Vaticano e castelli dell’epopea dei Principi Vescovi, che ha segnato gran parte della storia italiana ed europea a cavallo tra il Medioevo e l’epoca moderna, Trento nasconde e conserva preziose memorie storiche, che fanno del capoluogo trentino la vera città ponte fra la cultura italiana e quella mitteleuropea. Alpina per posizione geografica e per un rapporto uomo-montagna intensamente radicato, Trento ha vissuto con anime diverse la sua storia, in una mescolanza che è divenuta caratteristica fondamentale di tutta la cultura trentina.
Un capoluogo tra i monti Dal Calisio alla Marzola, dal Bondone alla Paganella, un’imponente corona di monti domina la sua magnifica conca, circondando la città e rendendo reale, in ogni scorcio e paesaggio, la dimensione alpina che è parte integrante del capoluogo e della sua provincia. Sviluppata ai bordi di un'ansa del fiume Adige sul conoide alluvionale depositato dal Fersina che qui s'immette nel fiume maggiore, Trento è da sempre un importante centro di passaggio per giungere al confine fisico delle Alpi. Un fiume, l'Adige, lungo il quale si intrecciano da tempo immemorabile scambi non solo di merci, ma soprattutto di idee e di forme artistiche, dal nord al sud e viceversa. Già in epoca preistorica la Valle dell'Adige, uno dei principali rami della via dell'ambra, era ampiamente percorsa e frequentata, ma furono gli ingegneri dell’Impero Romano a trasformare un incerto percorso in strada di grande comunicazione, una delle più importanti dell’antichità. Il risultato di questi flussi - commerciali, religiosi, militari e politici - tra il Centroeuropa e la cultura latina è oggi evidente nelle architetture di Trento e nel carattere dei suoi cittadini, concentrato di tradizioni diverse che qui si sono fuse in un'unica cultura, fatta di un legame strettissimo con il territorio circostante e le proprie tradizioni, e di uno spirito stoicamente adattatosi al clima alpino.
Inverni polari e atmosfere mediterranee Evidente è il contrasto nella natura che avvolge la città, dove ambienti diversi convivono a pochi chilometri gli uni dagli altri. Nei pressi di Trento, verso la Vallagarina in direzione sud, l’occhio si perde ammirando orizzonti di vigneti che producono essenze eccellenti di cui il Trentino va fiero, ma appena si alza lo sguardo sulle pendici incombenti delle montagne il paesaggio e caratterizzato da fitti boschi di faggi e abeti che contribuiscono ai rigidi inverni per cui Trento è famosa; per contrasto, a pochi chilometri dal capoluogo gli ulivi e le palme del Garda offrono una goccia di Mediterraneo mentre il capoluogo è spesso coperto da un manto di neve. Ma è un contrasto solo apparente. Lo confermano i monumenti: a Trento convivono, a poca distanza le une dalle altre, le eleganti forme del Castello del Buonconsiglio, chiese gotiche e palazzi rinascimentali dalle magnifiche facciate affrescate da mille colori. E lo ribadisce la storia stessa di queste terre, dove l'uomo si insediò in epoca antichissima e per il cui possesso combattè a lungo: non solo tra la fine del '400 e gli inizi del '500, quando Venezia da un lato e Milano dall'altro cercarono di possederle, strappandole al governo dei principi vescovi e alla tutela degli Asburgo, ma anche nel XIX e XX secolo, al tempo del Risorgimento e soprattutto durante la Grande Guerra.
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Anima multiforme, amalgama di suggestioni del Rinascimento Italiano e della sontuosità essenziale dell’Impero Asburgico, il capoluogo del Trentino è cerniera e punto di incontro tra l’anima latina e il pragmatismo mitteleuropeo
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