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La tenda
Tra tutti gli attrezzi del trekker, la tenda è quello più affascinante. L’immaginario identifica questo sottile telo di nylon come un passaporto per l’avventura. Ma al di là delle suggestioni, la tenda è veramente la “casa” dell’escursionista, attrezzo indispensabile che permette di avere delle sicurezze anche nelle situazioni più impegnative. Molti alpinisti ed esploratori devono la vita alla propria tenda. Resistenza, leggerezza, funzionalità, velocità di montaggio e smontaggio, stabilità e ventilazione sono i requisiti essenziali per questi prodotti, che sono un concentrato di tecnologia, progettati al computer e testati nelle gallerie del vento dei laboratori di aerodinamica, costruiti con materiali sempre più leggeri e resistenti. La prima caratteristica da valutare in una buona tenda è il peso: è inutile comprarsi una “villa” e poi strisciare come vermi stroncati da uno zaino mostruoso, sognando solo il divano di casa! I materiali migliori, impiegati per le tende da alta quota, sono spesso anche i più leggeri. Attenzione anche alle misure: si può rinunciare a un minimo di spazio e comfort in favore del peso, ma non si può vivere in tre in una tenda da due!!! A parità di volume interno, una tenda con absidi permette di avere spazio disponibile anche all'esterno della camera. Un piccolo lusso è anche la doppia apertura, con zanzariera all'interno; nelle notti calde è un piacere farsi accarezzare solo dal vento e non da tutti gli insetti del circondario! Le tende tecniche si distinguono fondamentalmente in due tipi: da alta quota (4 stagioni) con un maggior isolamento termico, e da escursionismo (3 stagioni), più traspiranti e ideali per l’estate. Queste ultime si dividono ulteriormente in single wall (monotelo), molto leggere, e doppio telo, più affidabili, in grado di assicurare una migliore tenuta all’acqua.
Tessuti: devono dare garanzia di impermeabilità, ma consentire lo scambio dell’aria per limitare la condensa interna. I materiali migliori per il telo esterno sono i poliesteri da 80-90 gr/m2 con spalmature poliuretaniche e/o alluminate, con trattamenti al silicone per incrementare la resistenza ai raggi UV. La camera interna è consigliata in nylon ripstop leggero (50/60 gr/m2) per le 4 stagioni e in cotone per le 3 stagioni, però sempre con trattamenti "water repellent". Anche il pavimento dovrebbe essere in robusto poliestere, almeno 90 gr/m2, con spalmatura poliuretanica alluminata.
Cuciture: obbligatoriamente nastrate e termosaldate sul telo esterno e sul pavimento, per aumentare la resistenza all’acqua anche in queste parti delicate.
Paleria: la migliore è in duralluminio, una lega di derivazione aeronautica molto leggera, elastica e resistente; nelle tre stagioni spesso vengono impiegati anche materiali di vetroresina.
Anche i dettagli sono importanti: seguite con le dita lo scivolamento di una cerniera, controllando che non si intoppi, e pensate di dover compiere quell'operazione con una mano sola nella bufera... la scelta vi verrà molto facile; utili, ma non necessarie, tasche, asole e ganci interni per stivare piccoli oggetti (la pila che non si trova mai quando serve). Alcune tende hanno un sistema di tensionamento regolabile del telo esterno e la falda a terra rialzabile per migliorare la circolazione interna dell'aria; tutti plus utili, non necessari.
Il saccoletto.
Anche per questo importante "compagno di viaggio" leggerezza, termicità e minimo ingombro sono le caratteristiche principali. L’evoluzione dei tessuti e la ricerca di imbottiture sempre più performanti e leggere permette di bivaccare in sicurezza anche nelle situazioni e climi più estremi. La costruzione interna a scomparti separati e sovrapposti e cuciture sfalsate impedisce all’imbottitura di “ammucchiarsi” solo in qualche parte del sacco. Importante l'imbottitura che copre la zip, il collare imbotttito tra la testa e le spalle e il cappuccio sagomato, che limitano la dispersione del calore interno. Imbottitura: fondamentale per la tenuta termica. Non esiste, per quanto concerne le imbottiture, un materiale capace di “creare” calore, e il miglior isolante è... l'aria! I prodotti più pregiati sono quelli che creando una sorta di "bolla d'aria" attorno al corpo, riescono a trattenere il calore corporeo impedendone la dispersione all’esterno. La piuma d’oca, se di alta qualità (la migliore é considerata quella con sigla 90/10, dove la prima cifra indica la percentuale di piuma e la seconda quella di piumino), é ancora oggi il termoisolante con il miglior rapporto peso/tenuta termica/comprimibilità. I limiti di questo straordinario prodotto naturale stanno nei tempi di asciugatura, nel caso si bagni, e nelle difficoltà relative al lavaggio: infatti la piuma sottoposta a lavaggi ripetuti perde col tempo le sue qualità, perciò i sacchiletto in questo materiale vanno lavati solo quando questa operazione é veramente…improrogabile, con molta delicatezza e con prodotti specifici. Inoltre sarebbe una buona regola comprimerli negli appositi contenitori soltanto durante l’utilizzo, mantenendoli stesi per il resto del tempo, in modo che i filamenti della piuma non si deteriorino; non tutti hanno però mezzo armadio dove riporre il prezioso saccoletto in piumino. Il mercato propone anche sacchiletto tecnici imbottiti con materiali sintetici a fibra cava, che si avvicinano per prestazioni e leggerezza alla piuma, con l’innegabile vantaggio che non modificano le proprie caratteristiche nel tempo, neppure se sottoposti a ripetuti lavaggi o a compressione prolungata negli appositi contenitori. I più utilizzati sono: Hollofil II-Dupont®, una fibra poliestere a quattro cavità siliconata, che racchiude una grande quantità d'aria e offre un ottimo effetto isolante; Thermolite plus-Dupont®, con ben sette cavità nella fibra, che conserva il potere isolante anche quando è umido; Thermolite extreme-Dupont®, che assicura un'alta resa termica con volumi ridotti; Polarguard 3D, il migliore per durata e impermeabilità. Unico svantaggio dei sacchiletto sintetici sono le dimensioni; riposti negli appositi sacchetti, sono comunque più voluminosi dei “fratelli” in piuma. Quando viene utilizzato, il saccoletto dovrebbe sempre essere arieggiato, e soprattutto non va mai riposto umido. Se per i sacchi in piuma lo stivaggio non compresso é una regola, é buona norma riporre anche quelli sintetici srotolati e in luogo asciutto. Un ampio sacchetto in cotone é l’ideale per appenderli nell’armadio. In commercio esistono prodotti impregnanti, da usare durante il lavaggio, per migliorare l’impermeabilità e la tenuta termica. Un’ultima considerazione: se si prevede un trekking in climi molto umidi, le fibre sintetiche, che asciugano prima, sono preferibili alla piuma.