NUOVI ORIZZONTI: in viaggio da Spalato a Dubrovnik | Trekking.it

NUOVI ORIZZONTI: in viaggio da Spalato a Dubrovnik

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Lasciamo a casa le nostre convinzioni, i nostri pregiudizi, mettiamoci in viaggio.

Partenza, direzione est, dove sorge il sole, oltre l’Adriatico, alla scoperta di borghi, monumenti e storie. Attraversiamo luoghi testimonianza di combattimenti tra i più insensati della storia moderna.

Negli anni ’90 gli inviati hanno raccontato la ferocia del conflitto dei Balcani occidentali, i fotoreporter hanno inquadrato il terrore stampato negli occhi di vecchi e bambini durante i violenti bombardamenti, coraggiosi giornalisti hanno mostrato al mondo città gravemente danneggiate come Dubrovnik, alcune rase al suolo come Vukovar in Slavonia, stragi di civili a Sarajevo, scontri violentissimi ed episodi di pulizia etnica in Croazia e in Bosnia-Erzegovina, queste sono le conseguenze di una sanguinosa guerra civile segnata da migliaia di morti.

A distanza di più di vent’anni, a guerra finita, in Croazia è tornata la normalità, i turisti si riversano sulle spiagge e nelle Stari Grad delle città impreziosite da monumenti e opere artistiche, retaggio di tanti dominatori del passato, dall’Impero Romano alla Serenissima, dall’Ungheria all’Impero Ottomano, dalla Francia di Napoleone all’Impero Asburgico.

I turisti visitano la città in modo fuggevole, superficiale, vivendo una realtà mascherata da quella velatura di quotidianità fatta di gesti semplici, normali, senza scavare dentro il cuore di una città rimasta per sempre ferita dalla crudeltà della guerra (Ph Enrico Bottino)

In viaggio da Spalato a Dubrovnik

Il Palazzo di Diocleziano a Spalato, dove convivono storia e vita quotidiana, segna l’inizio del nostro viaggio lungo la spettacolare costa croata, fino a Dubrovnik, perla dell’Adriatico rimasta per sempre ferita dalla crudeltà della guerra. La reggia del grande imperatore romano è una delle opere architettoniche più preziose della tarda antichità e con le sue mura custodisce il nucleo originario del centro storico.

Il Palazzo, costruito fra l’anno 295 e l’anno 305 d.C., vigila sulla Piazza del Peristilio, la Cattedrale di San Doimo, il Tempio di Giove, gli ambienti sotterranei delle cisterne e delle cantine di Diocleziano; insieme alle chiese romaniche, ai palazzi barocchi e rinascimentali, si è creato un insieme armonioso che nel 1979 è valso a Spalato il riconoscimento UNESCO Patrimonio dell’Umanità.

In uno dei punti più belli della costa croata, presso Salona, Diocleziano abdicò e si ritirò a vita privata fino alla sua morte sopravvenuta nel 311 d.C. dopo aver lottato tutta la vita per difendere le istituzioni e le strutture sociali ormai in crisi dell’Impero romano. Diocleziano si rese subito conto che il governo di un dominio così immenso non poteva essere gestito da un uomo solo, quindi nel 293 d.C. inaugurò il nuovo sistema della “tetrarchia”, condividendo il suo potere con un altro augusto e in subordine da due cesari destinati a succedere a lui e a Marco Aurelio Valerio Massimiano.

Il complesso storico di Spalato con il Palazzo di Diocleziano è Patrimonio dell’Umanità UNESCO (Ph Enrico Bottino)

Tornando ai giorni nostri, il Palazzo di Diocleziano custodisce monumenti che sono anche opera d’inevitabili trasformazioni stratificate nel tempo, ad esempio il Tempio di Giove riadattato a Battistero di San Giovanni Battista e la medioevale Cattedrale di San Doimo, la più antica del mondo.

Il Duomo è uno scherzo del destino: il mausoleo ottagonale di Diocleziano, tristemente noto per aver messo in atto la persecuzione più violenta che sia mai stata attuata contro i Cristiani, fu trasformato nel VII secolo in una cattedrale di culto cattolico dedicata a San Doimo, martire di Solona, fatto uccidere dall’Imperatore romano.

Le porte Aurea, Argentea, Ferrea e Aenea, danno accesso alla cinta muraria dove due strade perpendicolari, il cardo e il decumanus, dividono il centro storico in quattro riquadri principali dove ergono monumenti eccezionali: dal magnifico e imperdibile Peristillo, delimitato da archi sorretti da colonne, si accede al Vestibulum, agli ambienti di culto e al maestoso campanile simbolo della città.

 

Da un Patrimonio dell’Umanità a un altro: percorsi quasi 200 chilometri di splendida costa dalmata, giungiamo a Dubrovnik. Passeggiando lungo le vie dove si affacciano le vetrine di negozi, boutique, bar e ristoranti stracolmi di gente, non traspare quasi nulla di quanto successo tra il 1991 e il 1992; eppure 2000 bombe sono cadute sulla città danneggiando il 68% degli 824 edifici del centro storico.

Una finestra sulla città dalmata riconosciuta Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO (Ph Enrico Bottino)

Il fascino di questa meravigliosa città medioevale risiede nel centro storico, lo Stari Grad, grazie alle sue piazze pavimentate in marmo, le ripide vie acciottolate, le case alte, i conventi, le chiese, i palazzi e le fontane. La visita a Ragusa può iniziare da Porta Pile, passando sotto la statua di San Biagio, patrono della città.

Oltre il portale si presenta subito la Placa, la bellissima via pedonale che si allunga verso il porto e dove si affacciano i monumenti più significativi della città: la Fontana di Onofrio, la Chiesa di San Salvatore, il vicino Monastero francescano con il bellissimo chiostro e la terza farmacia più antica d’Europa (anno 1391), la Piazza della Loggia, la Colonna di Orlando, simbolo di libertà e indipendenza, Palazzo Sponza e la Torre dell’Orologio, la Chiesa di San Biagio, il Palazzo del Rettore, la Cattedrale dell’Assunzione della Vergine, il Monastero e la Chiesa dei Domenicani.

Ma nessuna visita di Dubrovnik può definirsi completa senza la passeggiata lungo i bastioni più straordinari al mondo: quasi due chilometri d’imponenti mura che circondano la città vecchia e il porto, alte fino a 25 metri, spesse da 4 a 6 metri sul versante della terraferma. Costruite a partire dal XIII secolo, ampliate in più riprese e rafforzate nei secoli, le mura resistettero anche ai colpi inferti dalle forze federali e montenegrine che avevano lanciato l’attacco nell’ottobre del 1991. Visitate la perla dell’Adriatico, una volta aperto il proprio cuore a Dubrovnik, vi rimarrà per sempre.

Testo e foto di Enrico Bottino

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