La psicologia risponde: camminare fa bene all'autostima! | Trekking.it

La psicologia risponde: camminare fa bene all’autostima!

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“Non puoi risolvere un problema con lo stesso tipo di pensiero che hai usato per crearlo” sembra che sia stato Einstein ad affermarlo

Con Alessia Cella, psicologa ed escursionista, scopriamo come l’attività nella natura, in particolare il cammino, possa aiutare a destrutturare i nostri problemi cambiando il punto di vista, iniziare a pensare alle cose in un modo diverso, ottenendo risultati straordinari in termini di potenziamento dell’autostima.

Alessia Cella è psicologa in ambiente clinico. Fornice consulenze psicologiche sia per adolescenti che per adulti e sta ultimando la sua formazione in psicoterapia cognitivo comportamentale. Questo è il suo lavoro, ma la sua passione è il camminare. Dal 2014 è socia di Federtrek nel Gep – Gruppo Escursionistico Provincia di Roma – con cui ha iniziato un percorso di formazione per diventare accompagnatrice escursionista volontaria.

Alessia, perché cammini?

Cammino perché è la cosa più naturale che esista e ho trovato in questa esperienza qualcosa di arricchente da vari punti di vista. In Federtrek (www.federtrek.org – linkare il sito nel nome) ho la possibilità di sperimentare un cammino condiviso e diversificato, attento all’aspetto della cultura del posto, per vivere esperienze che arricchiscano non solo il fisico, ma anche l’animo.

Parlaci del tuo coinvolgimento nella Giornata del Camminare e nel Cammino di San Benedetto.

Per la Giornata del Camminare ho deciso di fare una esperienza fuori Roma, a Città Ducale. L’intento era quello di creare una rete tra le realtà locali e portare non solo i camminatori da Roma, ma aiutare le persone del posto a camminare in un progetto comune, riunendo comunità dello stesso territorio.

Con lo stesso approccio abbiamo pensato alla esperienza “A piedi con Benedetto”, un percorso nuovo che vuole unire Roma al Cammino di Benedetto. Abbiamo voluto promuovere territori a due passi da Roma e far vedere che ci sono realtà vicine tutte da esplorare dal punto di vista storico, architettonico e archeologico.

Come psicologa, pensi che il camminare faccia bene anche per la salute mentale?

Da molti anni ho approfondito questo aspetto scoprendo che la natura ha effetti incredibili sul fisico, ma soprattutto sulla mente. Uno stile di vita sano incide positivamente sul sistema cardio circolatorio, sulla capacità respiratoria e la gestione del peso. Diversi studi testimoniano che l’attività del semplice camminare all’aria aperta ha ricadute positive sulla mente, come un vero antidepressivo.

Ci permette di sperimentarci oltre gli schematismi di quel che crediamo le nostre potenzialità e i nostri limiti e, grazie all’ambiente destrutturato della natura, ci si mette alla prova in maniera nuova, oltre quei limiti. Possiamo riuscire a percepire che siamo in grado di fare cose con minor paura e disagio di quanto pensavamo. Questo ha degli effetti immediati sulla nostra percezione di autostima ed auto efficacia.

Esperienze simili, se protratte nel tempo, possono attivare competenze psico fisiche di carattere sia emotivo che cognitivo e relazionale. La promozione del senso di autostima ed efficacia è ancora più importante per i bambini, che sono persone in formazione.

Per questo è particolarmente indicato organizzare attività nella natura proprio per loro. In tal modo, possiamo intervenire sui disturbi dell’attenzione o sulle problematiche cognitivo comportamentali per ridurre lo stress, gestire emozioni come l’ansia ,e allenare abilità sociali. In Federtrek stiamo lavorando proprio sul binomio cammini e bambini in un progetto che si chiama TrekFamiglie.

Informazioni: www.federtrek.org

Intervista a cura di:
Ilaria Canali

 

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