I fornelli da campeggio

27 aprile 2020 - 13:52

Il fornello è un attrezzo essenziale per chi, motivato dall’etica o costretto dalla logistica, vuole o deve affrontare un trekking di più giorni in autonomia alimentare (cioè senza appoggiarsi a rifugi o altre strutture esterne per il cibo).

La possibilità di cucinare i cibi o di prepararsi una bevanda calda è sicuramente un fattore determinante, se non per la sopravvivenza, almeno per la qualità e il comfort dell’esperienza che si sta affrontando.

Non ce ne vogliano i patiti del trekking selvaggio se, affrontando l’argomento “cucina da campo”, saltiamo a piè pari l’opzione più ovvia, nobile e antica: quella di accendersi un bel fuoco!

Per quanto affascinante questa pratica è poco raccomandabile dal punto di vista del rischio ambientale (la possibilità che la fiamma o le scintille sfuggano al controllo non è certo remota…) e presenta diversi inconvenienti sotto l’aspetto pratico, partendo dalla difficoltà di procurarsi la legna da ardere fino al fastidio di dover pulire le padelle annerite dal fuoco prima di poterle riporre nello zaino.

Scartata l’opzione “campfire” non ci resta che analizzare i pro e i contro delle diverse tipologie di fornello da campeggio.

Fornelli a gas

È probabilmente la tipologia più diffusa. Gli elementi che compongono il kit sono due: il fornello vero e proprio e la bombola contenente il gas (una miscela di butano e propano), che si aggancia al fornello tramite un sistema a baionetta, utilizzato ormai da un’unica azienda produttrice, oppure con una ghiera a vite dalle caratteristiche standard, quindi compatibile con i fornelli di quasi tutte le marche e reperibile con una certa facilità nella maggior parte dei negozi che vendono articoli da campeggio.

Basta connettere questi due elementi, aprire la valvola di erogazione del gas e avvicinare una fiamma al fornello per effettuare l’accensione. La stessa valvola consente una facile regolazione della potenza del fornello.

Questa facilità di utilizzo, assieme alla compattezza e alla versatilità dei fornelli moderni ne fanno un attrezzo adatto alle esigenze di quasi tutti i trekker.

Qualche svantaggio si manifesta per chi ha intenzione di fare un trekking molto lungo. In questi casi, se non si ha la certezza di poter reperire i ricambi lungo il percorso, occorre caricarsi nello zaino le bombole di scorta da usare durante il viaggio.

Le magagne del fornello a gas si presentano anche per chi deve cucinare in ambienti più estremi, ad esempio in alta quota o a temperature sotto lo zero, condizioni in cui questo tipo attrezzi subire dei significativi cali di potenza.

Fornelli multicombustibile

Puzzano, sono complicati da maneggiare (necessitano di preriscaldamento e di pompaggio del combustibile), producono fumi potenzialmente tossici e non garantiscono un perfetto controllo della fiamma (non usateli MAI in tenda!). I “contro” dei fornelli multi combustibile sono tantissimi e i “pro” pochi, ma decisamente “pesanti”.

Il primo è chiaro già dal nome: funzionano con quasi tutti i tipi di carburante, dalla benzina raffinata a quella senza piombo, dal cherosene al gasolio, dalla trielina al diluente.

Questo vuol dire che in qualsiasi posto del mondo vi troviate, potrete trovare qualcosa da versare nel contenitore con cui alimentare il fornello.

L’altro vantaggio fondamentale è la sicurezza delle prestazioni: la potenza di un fornello che brucia benzina non cala neppure se la temperatura va a -40 gradi o se si sale sopra i 7000 metri.

Insomma, se riuscite ad accenderlo e se nel farlo riuscite a non prendere fuoco anche voi, con un attrezzo del genere una minestrina ve la potete cucinare tranquillamente anche sulla cima dell’Everest.

Fornelli ad alcool

Sono un po’ un  oggetto da “amatori”, infatti cercando sul Web scoprirete tutta una sottocultura di appassionati della costruzione fai da te e della modifica del fornello ad alcool…

Il funzionamento è molto semplice e si basa sulla combustione dei vapori di alcool che fuoriescono dal bruciatore, che si può addirittura costruire artigianalmente, con una semplice operazione di “taglio e cucito” di una normale lattina.

La potenza erogata è molto inferiore a quella dei fornelli a gas o a benzina e anche le possibilità di regolazione della fiamma sono molto limitate, ma con un cilindretto del genere nello zaino (assolutamente minimale nel peso e nelle dimensioni) e 80 grammi di alcool rosa (reperibile un po’ ovunque), si fa presto a far bollire un mezzo litro d’acqua…

Certo, se nel vostro trekking prevedete di dover cucinare tutti i giorni, forse è meglio che vi attrezziate diversamente, ma se volete semplicemente premunirvi in caso di qualche mancato appuntamento con il vostro posto tappa, questo potrebbe essere il “kit di sicurezza alimentare” che fa per voi.

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