Pannelli solari da viaggio e batterie tampone

18 marzo 2020 - 4:14

Anche chi si inoltra negli ambienti outdoor ha sempre più la necessità di rimanere “connesso”. Smartphone, tablet, fotocamere digitali, computer portatili e GPS fanno parte del normale corredo dell’escursionista. Questi utilissimi “aggeggi” necessitano però di una fonte di energia per la ricarica e, quando ci si trova “into the wild”, le prese di corrente non sono sempre a portata di mano…

Domandone: come si fa a ricaricare i vari device tecnologici quando siamo soli con il nostro zaino nel bel mezzo del nulla?

La risposta più ovvia è: batteria tampone. Per pochi euro e con pesi e ingombri minimali è possibile dotarsi di queste riserve portatili di energia (oggi conosciute soprattutto con il termine inglese di “powerbank”), che si possono semplicemente collegare tramite USB per effettuare la ricarica di smartphone, tablet, Gps, ecc. Anche per l’alimentazione dei computer portatili, che richiedono una potenza ben superiore, è possibile fare ricorso alle batterie tampone, in questo caso, però, la scelta è più limitata e i costi decisamente superiori.

Portarsi appresso una “riserva” di energia comunque è una soluzione temporanea, valida se le nostre necessità di approvvigionamento sono limitate a pochi giorni. Prima o poi, infatti, anche le batterie tampone si esauriscono e quindi il problema si ripresenta.

Per poter alimentare le nostre apparecchiature durante un lungo trekking in autonomia dovremo pertanto trovare il modo di approvvigionarci direttamente a una fonte energetica e il solare è quella a cui possiamo attingere più facilmente.

Pannelli e batterie per catturare il sole

Diverse aziende hanno sviluppato negli ultimi anni varie tipologie di pannelli solari, pensati appositamente per le esigenze dei viaggiatori.

Si tratta di pannelli compatti, pieghevoli o addirittura arrotolabili come stuoie e soprattutto estremamente leggeri. Ci sono ovviamente modelli pensati per poter essere comodamente fissati agli zaini, in modo da accumulare energia durante la marcia, e non mancano neppure gli zaini con pannello solare integrato.

Il pannello solare, però, da solo non basta. O meglio: è una soluzione parziale al problema, perché ci consente di produrre energia, ma non di accumularla “da qualche parte” per utilizzarla in un secondo tempo.

Durante un trekking, infatti, non è detto che il momento in cui il pannello può produrre energia corrisponda a quello in cui è possibile connettere le nostre apparecchiature per la ricarica.

Le ore di marcia durante una bella giornata di sole, ad esempio, sono l’ideale per attaccare il pannello solare fuori dallo zaino e ottenere un buon rendimento energetico. Quelle ore, però, sono le stesse nelle quali vorremmo avere sempre a portata di mano la macchina fotografica, per portare a casa le più belle immagini della nostra avventura.

Tenere la fotocamera connessa al pannello e, contemporaneamente, utilizzarla per scattare foto, si presenta come un’operazione decisamente complicata. Lo stesso discorso può valere per gli altri device tecnologici.

Viceversa, nelle ore serali o notturne in cui le nostre apparecchiature potrebbero essere tranquillamente tenute in carica, il pannello sarà praticamente inutilizzabile, vista la scarsità o l’assenza di luce solare.

Tirando le somme: se dobbiamo restare in autonomia energetica per un lungo periodo e se non abbiamo particolari problemi di peso e di spazio nello zaino (e quando mai?…), la soluzione più pratica ed efficace è quella di portarci appresso sia il pannello che una batteria tampone sufficientemente capiente, dove l’energia prodotta durante il giorno possa essere accumulata e utilizzata al momento opportuno per la ricarica delle varie apparecchiature.

Questo genere di esigenze sono state ampiamente recepite dalle aziende del settore elettronico e sul mercato non è difficile trovare vari modelli di powerpack, cioè kit composti da pannello, trasformatore/accumulatore e connettori.

Ovviamente nella scelta del powerpack più adatto alle proprie esigenze non occorre tener conto solo del peso di tutto il marchingegno, ma anche del consumo energetico delle apparecchiature da ricaricare. Tanto maggiore sarà questo consumo, tanto più capiente dovrà essere la batteria tampone del porerpack. Tanto più capiente sarà la batteria tampone, tanto più potente dovrà essere il pannello solare per poterla ricaricare e, ovviamente, tanto più peserà tutto l’ambaradan…

Diciamo che con una zavorra di circa un chilo (fra pannello, batteria tampone e connettori) possiamo già avere a disposizione un sistema di ricarica sufficiente per mantenere in vita smartphone e macchina fotografica.

Pannelli solari: potenza e superficie

La potenza che il pannello solare è in grado si generare dipende innanzitutto dall’ampiezza della sua superficie: più celle fotovoltaiche avremo a disposizione, maggiore sarà la potenza (espressa in Watt) che il pannello è in grado di generare.

Anche la qualità delle celle, però, influisce sulle prestazioni: i pannelli realizzati in silicio monocristallino sono più performanti, a parità di superficie, di quelli in silicio policristallino o amorfo.

Il terzo elemento di cui tenere conto poi è l’irraggiamento solare: il pannello raggiunge il suo rendimento ottimale in giornate limpide e con i raggi del sole che colpiscono le celle quasi perpendicolarmente, situazione ideale che è ovviamente difficile ottenere mentre lo si trasporta agganciato allo zaino durante l’escursione.

Che superficie deve avere mediamente il pannello solare per ricaricare le nostre apparecchiature elettroniche? Pur con metodo abbastanza spannometrico possiamo stabilire i seguenti standard:

  • Pannelli da 600/700 cm2 possono sviluppare una potenza di 5/7 Watt e una corre, sufficiente per ricaricare in 3/4 ore uno smartphone o una macchina fotografica;
  • Pannelli da 1000/1200 cm2 possono erogare una potenza fra i 10 e i 15 Watt, sufficiente per la ricarica in tempi ragionevoli di videocamere, GPS o tablet;
  • Per alimentare direttamente o ricaricare la batteria di un computer portatile serve invece una potenza di almeno 40 Watt e una superficie di almeno 7000/8000 cm2… quasi al limite della portabilità.

Batteria tampone: quante ricariche si fanno?

Come abbiamo già detto il pannello può essere utilizzato sia per caricare direttamente le varie apparecchiature, sia per immagazzinare energia nel “container” rappresentato dalla batteria tampone.

In quest’ultimo caso è lecito domandarsi quanto deve essere capiente il “container” per poter soddisfare adeguatamente le nostre necessità di approvvigionamento energetico.

Il calcolo è presto fatto. La capacità delle batterie si esprime in mAh, ovvero milliAmpereora. Quindi, per sapere quante volte possiamo ricaricare i nostri dispositivi, basta dividere il numero di mAh della batteria tampone per quello della batteria dell’apparecchiatura da ricaricare.

Facciamo un paio di esempi pratici per capirci. Uno smatphone Galaxy S8 ha una batteria da 3000 mAh, quindi, con una batteria tampone da 10000 mAh, lo possiamo ricaricare circa 3 volte. Se invece avessimo un iPhone 8, con la sua batteria da 1821 mAh, le ricariche che potremmo effettuare sono circa 6.

Se poi tutti questi numeri e unità di misura vi stanno dando alla testa… beh, allora lasciate perdere tutta questa tecnologia e portatevi appresso solo un buon vecchio cellulare di una volta, uno di quelli con cui si poteva solo chiamare e mandare sms… vi ricordate?

Forse sarete un po’ meno connessi, ma state tranquilli che, con un po’ di parsimonia, la batteria vi durerà anche una settimana!

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