Cammino di più giorni? Occhio al peso dello zaino

27 aprile 2020 - 13:51

La missione: 10 chili di zaino

Imparare a fare meno del superfluo è essenziale quando si decide di mettersi in cammino per un trekking di più giorni, visto che l’unica nostra casa sarà lo zaino, che dovremo portare sulle spalle per tutto il tempo.

Potrebbero sembrare pochi, per tre giorni di trekking in alta quota che abbiamo deciso di affrontare in totale autosufficienza, senza soste in rifugi, in perfetto stile “trapper”, ma è qui che viene fuori l’esperienza… anche perché qualcuno, una volta, ricordo mi disse: “Se non porti niente, non avrai bisogno di niente!”.

L’idea di uno zaino “leggero” parte dalle sue dimensioni, perciò io opto per un Ferrino Boulder da 38 litri che pesa 1500 grammi, dopodiché la scelta dei materiali da portare è lunga e complessa, con l’obiettivo di ridurre al minimo il carico.

Scartiamo subito la tenda, decidendo che dormiremo all’addiaccio in sacchi da bivacco (tanto è estate!) coperti eventualmente da una mantella impermeabile Todomodo – sempre di Ferrino – che sostituisce anche la giacca impermeabile in caso di maltempo.

La solleveremo con i bastoncini creando un rudimentale riparo, fissato a terra con cordini e sassi. Mantella, materassino gonfiabile ultraleggero, sacco da bivacco e sacco-piuma fanno in tutto 2700 grammi, e siamo già arrivati a 4,25 chili.

Per tre giorni di escursione “pesante” – contiamo di camminare 7/8 ore al giorno – è necessario avere un cambio di abbigliamento, così composto:

  • una T-shirt tecnica.
  • un paio di calze e slip.
  • un asciugamano medio e due salviette da mani.
  • maglie maniche lunghe in fleece leggero.
  • una giacca leggera anti vento.
  • il cappellino per il sole o un paio di bandane.

Peso totale di tutta ‘sta roba? Un chilo, e siamo a 5,25.

Dobbiamo anche attraversare dei ghiacciai, perciò indispensabili le ghette (300 grammi) e uno spezzone di corda da 20 metri diametro 9 per progressione su ghiaccio (800 grammi); ci siamo informati presso i gestori dei rifugi, i plateau glaciali sono ancora ben coperti di neve, sul percorso che vogliamo fare non ci dovrebbero essere crepacci perciò lasciamo a casa piccozza e ramponi, basteranno i bastoncini per camminare.

Avremo ognuno una tazza da mezzo litro in alluminio o titanio, una torcia (la mia è piccolissima, di quelle “eterne” che si caricano con una manovella e non utilizzano batterie) un coltello, un cucchiaio (in tutto 300 grammi) e, per tutti e due, un fornello (Jetboil, iperleggero e molto efficiente) e due bombolette di gas (800 grammi in totale) che insieme alla corda da ghiacciaio costituisce l’attrezzatura comune. A questo punto, ognuno dei nostri zaini pesa circa 6700 grammi.

Ci ricordiamo che dovremo anche mangiare… dotazione personale: 2 pani di segale, una scatola di tonno da 200 grammi e una di carne da 100 (pesano più le scatole di metallo che il contenuto!!!), un etto di cioccolata con le nocciole, 200 grammi di affettati e altrettanti di formaggio duro, due buste di zuppa liofilizzata, 50 grammi di frutta secca e quattro barrette energetiche.

Peso delle cibarie 1500 grammi a cui aggiungiamo due lattine di birra (non si può rinunciare a tutto!!!) e due bottigliette di acqua da mezzo litro, che continueremo a riempire lungo il percorso, ricchissimo di sorgenti e corsi d’acqua buonissima e cristallina.

Siamo a nove chili e ottocento grammi… ma a me piace dormire bene, perciò non dimentico mai il mio “letto”, quella plastica alluminata, a bollicine, che si usa per proteggere dal sole i parabrezza delle auto, in grado però anche di isolare totalmente dall’umidità del terreno, quella che uso è extra-large, per i SUV, e pesa 400 grammi, ma mi fa dormire come un principe su ogni superficie, perciò ci può stare.

Devo aggiungere anche la mia inseparabile fotocamera Nikon 1 V3 con lo zoom 10/100, altri 700 grammi, e così ho “sforato” di quasi un chilo, ma adesso siamo pronti per partire.

Testo e foto:
Michele Dalla Palma / Attila Dalla Palma

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