Campo Ligure e l’Arte della Filigrana

18 marzo 2020 - 10:28

Le “Bruscelle”, un cannello per saldare, una piastrella dove ricamare fili d’argento, ferme e pazienti mani: ecco l’attrezzatura fondamentale per realizzare i preziosi oggetti in oro ed argento esposti nelle botteghe artigianali di Campo Ligure. Le caravelle (la Superba è a pochi chilometri di distanza!), i modellini di pianoforte, le farfalle, le orchidee bianche o dorate, sono il coronamento di una tecnica dove è soprattutto l’abilità dell’uomo che conta. Infatti il valore economico di queste creazioni non può ripagare, in nessun modo, la pazienza e il tempo dedicato dal filigranista; un mestiere che se non fosse supportato da vera e profonda passione non avrebbe motivo di esistere. A Campo Ligure la lavorazione della filigrana trova le sue origini nel 1884, quando Antonio Oliveri per il timore di essere contagiato dall’epidemia di colera che incombeva su Genova, dove lavorava presso uno dei 4000 maestri orafi, aprì un suo laboratorio di filigrana. Un episodio che non restò isolato: nel borgo medioevale, nell’arco di poco tempo, sorsero più di trenta botteghe di orafi campesi, dediti a questa particolare attività artigianale. Oggi, il Comune della valle Stura vanta un primato invidiabile: è l’unico “Centro Nazionale della Filigrana in Oro ed Argento”. Alla notorietà mondiale della Filigrana di Campo Ligure contribuì anche Pietro Carlo Bosio, il più prestigioso dei filigranisti campesi. Sue realizzazioni d’inestimabile valore come il grande rosario donato nel 1966 a S.S.Paolo e posato dal papa ai piedi della statua della veneratissima Madonna di Fatima, in Portogallo. A Pietro Carlo Bosio, appassionato e grande intenditore nell’arte della filigrana, si deve la maggior parte degli oggetti esposti nel “Civico Museo della Filigrana di Campo Ligure”. La collezione annovera duecento pezzi pregiati, risultato di una attenta ricerca ai quattro angoli della Terra. Attraverso queste creazioni s’intuiscono usi e costumi di popoli diversi: un esempio è il “Tempietto Cinese” (XVIII sec.) dove è raffigurata la nomina di un ufficiale a capo dell’ottava armata, oppure il “Ciondolo della Fertilità”, prezioso oggetto che veniva offerto ad un membro della famiglia imperiale per augurare lunga vita e figli maschi. Nel Museo della Filigrana “Pietro Carlo Bosio”, altre due sale ripropongono un laboratorio artigianale, e grazie adaudiovisi raccontano le dalla fusione alla realizzazione finale dell’oggetto in filigrana. Tutti i fine settimana, dalla fine di agosto a metà settembre, si tiene a campoligure la “Mostra del Gioiello in Filigrana d’Oro e d’Argento”, ospitata nel castello Spinola, fortificazione eretta a controllo delle vie che mettevano in comunicazione il Genovesato con il Monferrato. Dalla torre, alta più di venti metri, si dominano le case a schiera con la tipica copertura a capanna, sorte sulla riva destra del torrente Stura.

Appunti di viaggio
COME ARRIVARE
In auto: autostrada A26 Genova-Gravellona Toce, uscita Masone. Segue Ss. 456 “Passo del Turchino”
In treno: linea ferroviaria Genova Brignole-Aqui Terme-Asti, stazione ferroviaria di Campo Ligure
In corriera: linea AMT (pubblici trasporti di Genova)

INDIRIZZI E NUMERI UTILI
Comune di Campo Ligure: tel. 010.921003 / 920480
Ufficio IAT Valli Stura e Orba: tel. 010.921055
Pro Loco di Campo Ligure: tel. 010.921055
Civico Museo della Filigrana Pietro Carlo Bosio: tel. 010.920099
Ente Parco Regionale del Beigua: tel. 019.84187300 Fax 019.84187305

NOTIZIE ON LINE
www.museo filigrana.org

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