Come raccogliere le castagne, cosa fare e non fare: 6 consigli

Trekker appassionati di caldarroste, crema di marroni e marron glacé, è arrivata la vostra stagione. Siete pronti con le ceste? Ecco 6 consigli su cosa fare e non fare quando si va a camminare per raccogliere castagne.

14 ottobre 2021 - 15:03

Ci si può fare una particolarissima marmellata, preparare le caldarroste o i marron glacé, e chi più ne ha più ne metta.

Che le si raccolga per portarle in tavola o semplicemente per il piacere di una camminata nel bosco, le castagne sono uno dei simboli dell’autunno.

Ecco alcuni consigli per trarre il massimo piacere  – e il minimo pericolo – dal trekking autunnale per castagne, più qualche suggerimento su dove trovarle in Italia.

Premessa: cos’è la castagna?

Spesso si rischia di fare confusione, pensando che la castagna sia un grosso seme.

In realtà è il frutto del castagno, che viene racchiuso in una cupola protettiva che chiamiamo comunemente riccio.

Oltre alla componente “avventurosa”, divertente e soddisfacente della ricerca di castagne nei boschi, questi preziosi frutti costituiscono un alimento di ottima qualità, sano e molto nutriente.

Sono infatti ricchi di carboidrati zuccherini e hanno un buon contenuto di fibra, proteine, potassio e altri sali minerali come magnesio, calcio e fosforo.

La quantità di grassi è in percentuali ridotte.

Questo frutto ha ricoperto un ruolo importante per la nutrizione e la stessa economia di alcune realtà territoriali.

Oltre a costituire una fonte insostituibile per l’alimentazione dei locali, la castagna divenne un bene intensamente esportato per compensare le carenze di cereali in tempi di carestia.

Nelle zone di media montagna, dove se ne diffuse la coltura, il frutto marrone divenne una componente fondamentale dell’economia locale.

Ancora oggi si possono trovare essiccatoi costruiti per conservare nel tempo le castagne.

1 – Come, quando e dove cercare le castagne

Il paesaggio italiano, costellato da fitti boschi, si presta perfettamente alla raccolta di castagne da nord a sud.

Che siano Prealpi o Appennini, i castagni si trovano in grande quantità nella fascia che va dai 500 agli 800 metri.

Nonostante le condizioni climatiche influenzino la maturazione del frutto, uno dei periodi più indicati per la raccolta è la seconda metà di ottobre.

Più avanti, al consiglio numero 6, andremo nel dettaglio su dove cercare e trovare le castagne.

2 – Una pessima idea: appendersi ai rami per tirare giù i ricci

Evitate di appendervi ai rami e tirare giù i ricci ancora attaccati all’albero.

Non solo perché rischiereste di pungervi, ruzzolare e farvi molto male.

Ma anche perché il vostro “sprezzo del pericolo” sarebbe del tutto inutile.

Prendereste i frutti ancora acerbi.

Le castagne mature infatti si trovano già per terra, pronte per essere raccolte.

3 – La forma e il colore della castagna contano e attenti a…Gianin

Occhio anche alla forma e al colore: le castagne migliori sono quelle sode, intatte.

I frutti troppo morbidi, rinsecchiti o opachi potrebbero essere bacati.

Stesso discorso se vedete dei forellini sospetti sulla superficie.

Significa che qualcuno – il famoso vermicello Gianin o Giuanin, come chiamano in Piemonte il bruco – ha deciso di impossessarsene prima di voi.

Insomma, siete arrivati troppo tardi.

4 – Dove sono cadute le castagne? Occhio al contadino!

La raccolta di castagne di per sé non è proibita dalla legge, è vietato al contrario appropriarsi dei frutti che cadono su terreni di proprietà privata.

È necessario quindi fare molta attenzione al luogo in cui si sta cercando, onde evitare spiacevoli discussioni.

Se non avete avuto l’autorizzazione del proprietario del fondo, vi consigliamo di seguire i mille e più sentieri sul suolo pubblico.

Non sfidate la sorte e soprattutto…il contadino!

5 – Va bene una scorpacciata ma non esagerate, potreste violare la legge

Tornare a casa dal marito, dalla moglie, dalla fidanzata, fidanzato, mamma o papà, o dai nipoti con 10 ceste piene di castagne può riempire di orgoglio, ma può anche mettervi nei guai.

In alcune regioni d’Italia non si possono superare i 2 kg di raccolto al giorno.

Prima di partire per la vostra ricerca sinceratevi quindi di accertare il peso massimo consentito nella vostra regione.

In ogni caso, una volta a casa, le castagne crude possono rimanere fresche per circa due settimane, o anche di più se le conserverete in frigorifero.

 

6 –  Dove trovare le castagne?

L’Italia vanta diversi riconoscimenti IGP o DOP per i preziosi frutti dell’autunno, dal Marrone del Mugello alla Castagna di Montella, nell’Appennino avellinese.

Nel nord Italia particolarmente pregiate sono le castagne di Cuneo e della Val di Susa, che crescono tra le Alpi occidentali.

Altre zone ottimali per la raccolta sono i boschi del veronese e del trevigiano in Veneto, o le valli delle Prealpi varesine e bergamasche in Lombardia.

In Trentino la Val di Cembra e la Val Isarco sono note per i castagneti, per non parlare di Velturno, il paese delle castagne.

In Friuli i luoghi dove andare a caccia sono, tra gli altri, quelli di Castelmonte.

Scendendo in Appennino, in Romagna menzioniamo l’antico castagneto di Portico.

In Toscana il Monte Amiata è una zona dove perdersi alla ricerca del prezioso frutto marrone

In Abruzzo tutti con la cesta sui Monti della Laga, in Valle Roveto e nella Valle dell’Aterno.

Nelle Marche i castagneti abbondano sul Monte dell’Ascensione e nel castagneto nella località Piagge, a Rotella, in provincia di Ascoli.

Ancora più a sud, in Molise a Bojano, provincia di Campobasso, si trova l’albero di castagne considerato il più antico d’Italia.

In Calabria e Basilicata il Parco nazionale del Pollino è un must per gli appassionati, ma anche il Monte Vulture riserva sorprese ai “castagnofili”.

Le isole custodiscono veri tesori.

In Sicilia nel bosco della Ficuzza vicino Palermo, e in Sardegna soprattutto in Barbagia.

 

Conclusioni: la castagna, simbolo dell’autunno a piedi

Le castagne sono uno dei simboli dell’autunno.

In questa stagione il bosco cambia colore e, con le giornate che si accorciano e la temperatura che scende, sembra voler custodire per sé tutti i suoi segreti.

Tutti, tranne uno: quello del prezioso frutto marrone, che gli alberi gentilmente ci fanno trovare lungo il sentiero non appena sono maturi.

In fondo, andare per castagne è una sintesi ideale delle ragioni che ci spingono a camminare: esplorare la natura a piedi, rispettandone i tempi e raccogliendo i frutti che decide di regalarci.

Buon trekking per castagne!

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