Bivacco all’aperto: un’esperienza magica e impegnativa

Dormire all’aperto, senza un tetto sopra la testa, senza neppure il telo di una tenda a farti schermo dal resto del mondo.

24 luglio 2020 - 12:02

Può essere un’esperienza traumatica quando il bivacco non è previsto e ci si trova ad affrontarlo senza l’attrezzatura e la preparazione adeguate.

Può essere una scelta tattica e di stile: per chi vuole affrontare un’escursione di più giorni in completa autonomia anche i grammi contano e, a volte, fare a meno della tenda diviene una necessità.

Oppure può essere una decisione dettata dal puro piacere, dall’emozione che regala addormentarsi al cospetto della volta stellata… o rimanere svegli, incantati davanti allo spettacolo della notte immensa e ad ogni istante mutevole.

 > Volete sapere come preparare lo zaino? Leggete l’articolo che abbiamo dedicato al peso dello zaino  

Non è detto che sia comodo, non è detto che sia caldo… neppure che sia asciutto, ma è sicuramente magico!

Abbiamo già dedicato un approfondimento alle attrezzature per i trekking plurigiornalieri, ma sicuramente può essere utile qualche consiglio in più su come prepararsi per un escursione con bivacco senza tenda, giusto per poter gustare a pieno questa magia, cercando di evitare il rischio trovarsi in situazioni spiacevoli o pericolose…

Ecco alcuni accorgimenti di cui tenere conto:

Come e più del solito è importante guardare attentamente le previsioni meteo (temperature comprese).

 

Se la tenda non c’è, il materassino non può mancare.

Se non piove, infatti, il sacco svolge egregiamente la sua funzione di isolamento dal freddo e dall’umidità dell’atmosfera, e, anche se al mattino l’esterno è completamente bagnato, all’interno, di solito si rimane caldi e asciutti.

Freddo e umidità penetrano invece abbondantemente dalla parte del sacco a pelo che rimane schiacciata fra il corpo e il terreno: qui le fibre sintetiche o la piuma del sacco sono troppo pressate per svolgere bene la loro funzione termica.

Indispensabile dunque avere un materassino che crei uno strato isolante e anche morbido, per non farci sentire proprio tutte le gobbe e i sassi del terreno nelle ossa!

Va bene la magia dell’hotel “Mille Stelle”, ma un back-up anti pioggia è sempre meglio avercelo: se la tenda non c’è, un minimo di riparo da un malaugurato acquazzone lo si può ottenere portandosi appresso una semplice coperta isotermica, talmente leggera, poco costosa e tanto utile che dovrebbe sempre trovare posto nello zaino dell’escursionista, anche per un escursione di poche ore.

Anche un telo di cellophane, più esistente, anche se più voluminoso e pesante, può fare comodo, magari montato ad arte sopra il bivacco, utilizzando come sostegni i bastoncini da trekking o rami trovati in loco.

Se avete soldi da spendere compratevi un sacco da bivacco (quelli che funzionano, cioè che non fanno passare la pioggia e fanno uscire l’umidità prodotta dal corpo, di soluto non ve li portate a casa a meno di 100 euro…).

Scegliete con particolare cura il luogo dove bivaccare. Senza tenda si è ancora più esposti agli elementi.

Meglio quindi stare alla larga da torrenti e laghi, che assieme all’umidità elargiscono varie specie di insetti, non tutti simpatici! Evitare gli avvallamenti dove è facile trovarsi a sguazzare dopo un paio di gocce di pioggia.

I posti bivacco con erbetta e muschio sono belli e morbidi, ma spesso questo tipo di terreno trasuda umidità, sarebbe preferibile trovare uno spiazzo con terra battuta o sassi, ma ben spianato (cosa che praticamente non esiste in natura, quindi se trovare la piazzola con l’erbetta, mettetevi lì prima che qualcun altro ve la freghi!).

Cercate un posto da bivacco riparato dal vento (anche una brezza leggera sul viso nei primi 30 minuti fa piacere… poi rompe le scatole e non vi lascia dormire per il resto della notte…), se poi vi trovate un bel masso strapiombante che ripara anche dalla rugiada e dalla pioggia avete fatto tombola!

Prendetevi cura del vostro bivacco!

Costruire muretti di pietre per ripararsi dal vento, togliere o aggiungere sassi e zolle per rendere più piana e confortevole la superficie dove ci si sta per sdraiare è una necessità e, allo stesso tempo, uno dei piaceri del bivacco all’aria aperta e un’arte sublime.

In giro ci sono escursionisti così creativi e ingegnosi da saper trasformare in un comodo giaciglio anche una buca dove neppure un fachiro avrebbe accettato di sdraiarsi!

Cordini, lacci e lacciuoli del sacco a pelo non servono solo per complicarvi la vita e rimanervi impigliati: i sacchi tecnici hanno sistemi di chiusura pensati per limitare al massimo la dispersione del calore, cercate di capire (a casa) come si regolano, in modo da gestirli al meglio in base alle temperature che incontrerete durante il bivacco.

Ultimo accorgimento: non siamo mai soli in mezzo alla natura!

Per fortuna assieme agli escursionisti ci sono diversi animali che scorrazzano fra sentieri e montagne, alcuni di loro particolarmente attivi durante la notte.

Non si può dire che questi compagni di viaggio rappresentino un pericolo per la nostra incolumità, ma le nostre riserve di cibo possono essere una preda ambita per le loro scorribande notturne.

Per evitare di farci derubare o di ritrovarci lo zaino rosicchiato da qualche marmotta troppo intraprendente è sempre meglio tenere il sacco dei viveri al di fuori della loro portata, appendendolo ad un albero o su una roccia non facilmente scalabile…

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Ramponi: quali sono i migliori per i trekker

8 consigli per viaggiare zaino in spalla

Camminare d’estate: 9 consigli