Trekking d’inverno, evitare la disidratazione: 7 consigli utili

Anche in inverno il rischio di disidratarsi è in agguato. Anzi, è proprio durante le escursioni sulla neve che occorre prestare particolare attenzione. Vediamo perché e ricordiamo alcuni consigli utili per camminare e ciaspolare in sicurezza.

5 dicembre 2022 - 6:03

Al contrario di quanto si possa comunemente pensare, la disidratazione è un pericolo che esiste anche d’inverno.

Anzi, è addirittura più insidioso di quanto già non lo sia quando il tempo si fa più clemente.

Vediamo di capire quali sono le ragioni fisiologiche che aumentano il rischio di rimanere disidratati durante le escursioni sulla neve e quali espedienti possiamo usare per ridurre questo rischio.

Lo stimolo della sete: il segnale non pervenuto dal cervello

Il primo vero pericolo consiste nel ritenere che possiamo stare tranquilli fino a quando non avremo stimolo a bere. Purtroppo le cose non stanno così.

Anzi, la crisi da disidratazione può ben arrivare senza che prima si sia manifestato alcun desiderio di bere.

Il responsabile di questa “omissione di allerta” è il nostro cervello.

Il nostro cervello, come avviene nel caso di altre attività ad alta intensità, non riesce a misurare la quantità di vapore acqueo che viene espulsa con il respiro o attraverso il sudore.

Per farla breve: non ci accorgiamo che sudiamo – e quindi perdiamo liquidi – per la banale ragione che con le temperature più basse, il sudore c’è ma evapora molto più rapidamente.

Quindi, prima regola: per una volta, non dar retta al tuo cervello. Se anche non ti dice che dovresti bere, bevi lo stesso.

 

Le disidratazione inconsapevole d’inverno: la vasocostrizione

Quando le temperature diminuiscono, il corpo diminuisce a sua volta la quantità di sangue che invia alla circolazione periferica, cercando in questo modo di ridurre la perdita di calore.

Questo fenomeno si chiama vasocostrizione periferica perché, appunto, il calibro dei vasi si riduce.

Per la stessa ragione, la vasocostrizione induce i reni ad aumentare la diuresi e quindi lo stimolo ad urinare.

Insomma, in inverno non è meno facile rispetto all’estate che si perdano più liquidi di quanti se ne immettano in circolo.

Ancora una volta, la vera differenza è che è molto più difficile accorgersi che accade.

In estate ci rendiamo molto presto conto di essere fradici di sudore, in inverno l’interazione tra ambiente esterno a basse temperature – magari ad alta quota – e il complesso sistema di termoregolazione dell’organismo, ci rende più a rischio di incorrere inconsapevolmente nella disidratazione.

 

Suggerimenti per rimanere idratati durante le escursioni invernali

Ecco allora alcuni semplici suggerimenti che ti aiuteranno a scongiurare il rischio disidratazione durante i tuoi trekking invernali.

1) Utilizza contenitori o thermos tecnici

Si tratta di strumenti appositamente progettati per evitare il congelamento dei liquidi a basse temperature. Questo diminuirà il rischio del congelamento dell’acqua.

 

2) Non usare acqua calda “liscia”

Il gusto dell’acqua calda o tiepida non è certo il massimo della vita. Molti possono passarci sopra, tenuto conto di quanto sia importante ai fini della prevenzione.

Tuttavia, se proprio non la sopporti, anziché mettere nel thermos l’acqua che hai bollito “liscia”, puoi ben fare dell’acqua la base per un infuso.

Una tisana o il tè possono andare bene.

Tieni conto però che certi infusi o tisane preconfezionate contengono principi che potrebbero essere controproducenti.

Ad esempio, la liquirizia favorisce un aumento della pressione arteriosa, che non è proprio ideale in inverno e magari ad alta quota.

 

3) Scegli un abbigliamento adeguato

Dal momento che, come abbiamo visto, la ragione per cui la disidratazione può essere un problema anche in inverno va ricercata nel complesso processo di termoregolazione corporea, converrà, molto più che in primavera ed estate, scegliere un abbigliamento adeguato.

Un giusto equilibrio tra protezione e traspirazione, quello che è poi assicurato dall’abbigliamento tecnico più evoluto, è quello a cui dovresti mirare.

 

4) L’acqua è anche nel cibo

Ricorda che gli alimenti contengono grandi quantità d’acqua.

Quindi, oltre a idratarti con regolarità, è una buona idea portare semplici cibi sani, possibilmente senza troppi zuccheri.

 

5) Portati avanti col lavoro

Prima di arrivare al punto di partenza dell’escursione, non perdere tempo.

Comincia già ad idratarti: acqua, soluzioni reidratanti vanno benissimo mentre sei in macchina o in treno.

E goditi l’acqua a temperatura ambiente finché puoi.

 

6) Occhio al giallo

Come abbiamo visto, la fisiologia dell’organismo comporta un aumento della diuresi quando fa più freddo.

Quindi, inevitabilmente, ti capiterà di avere un aumentato stimolo a urinare durante la tua escursione sulla neve.

Prima di tutto, non fare l’autogoal di bere meno per evitarlo.

Semmai, visto il pericolo disidratazione, considera la fermata per urinare un “pit-stop” per verificare lo stato della tua idratazione.

Se il colore delle urine non è così limpido o addirittura scuro, il messaggio è chiaro: stai bevendo troppo poco.

 

7) Quanto devo bere?

Qui i consigli generali non contano molto.

Dipende dal livello di difficoltà dell’escursione, dalla sua durata, dalla temperatura.

In generale, il consiglio è di bere tra mezzo litro e un litro di liquidi ogni due ore.

 

Ed ecco una selezione di 4 thermos che ti potrebbero tornare utili nelle escursioni invernali

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Solida, in acciaio inossidabile e varie taglie, con il tappo push che consente di versare la bevanda con una mano soltanto.

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Laken Futura Thermo

Struttura ad alta resa, doppio strato di acciaio inossidabile in isolamento sottovuoto.

Mantiene fredde le bevande per 24 ore (si consiglia aggiungere cubetti di ghiaccio per una migliore resa), mantiene le bevande calde fino a 12 ore.

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Super Sparrow

Dotata di tecnologia Insu-Shield, isolamento a doppia parete che mantiene le bevande fredde fino a 24 ore o calde fino a 12, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche.

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