Cappello da trekking: caratteristiche e i modelli consigliati

A parte quelli celeberrimi con la “lunga penna nera”, i cappelli sono una di quelle “attrezzature” che praticamente tutti i camminatori utilizzano, ma sulle cui caratteristiche si è detto e scritto ben poco.

9 giugno 2020 - 13:26

Parliamo dei cappelli estivi, non delle berrette per le escursioni invernali, che godono di maggiore “dignità tecnica” e attorno alle quali non è raro trovare dotte disquisizioni e accesi dibattiti.

Il cappello estivo in sostanza deve fare un po’ di ombra, la tendenza è quindi quella di prendere la prima cosa che capita sottomano e farsela andar bene.

Se andiamo a guardare un po’ più per il sottile, però, ci accorgiamo che qualche accorgimento “tecnico” lo richiede anche questo elemento dell’attrezzatura del trekker .

Cominciamo dalla funzione primaria: riparare dal sole.

Con buona pace degli amanti dei cappellini tipo rapper, la visiera è utile, ma non basta.

Quando si cammina sul sentiero il sole picchia sul viso come sulle orecchie e sul collo e, soprattutto in montagna, queste zone delicate devono essere assolutamente protette dall’azione nociva dei raggi UVA e UVB (leggi l’articolo su come proteggersi dal sole in montagna).

Di fronte a questa necessità le soluzioni sono due:

Cappello a tesa larga

È il più polivalente e lo potete usare efficacemente per un’escursione su sentieri di media montagna, come per una gita al mare.

La tesa crea ombra tutto intorno alla testa, riparando gli occhi dalla luce più abbagliante e la pelle dalle scottature.

Cappello con “tendina” parasole

È uno strumento più specifico.

Usarlo sui sentieri a quote medie è superfluo, se non addirittura fastidioso, ma la protezione offerta dalla “tenda” (che in alcuni modelli è estensibile anche sul viso) si rivela preziosa in ambienti dove i raggi solari non arrivano solo dall’alto, ma riverberano da ogni direzione. È il caso delle escursioni su ghiacciaio o in zone aride e desertiche (dove è utile anche per proteggere da polvere e sabbia).

 

L’importanza dei materiali

Due parole le meritano anche i materiali di cui il cappello del trekker deve essere fatto.

Se il compito fosse quello di riparare dal sole e tenere un po’ di fresco, forse il buon vecchio “Panama” di paglia resterebbe ancora il migliore. Ma a forza di ripiegarlo e schiacciarlo nello zaino o in tasca un cappello così avrebbe di sicuro vita breve!

Quindi meglio rivolgersi ai tessuti, possibilmente leggeri, traspiranti e idrofughi. Questo significa che al cotone (fresco ma che tende a inzupparsi e trattenere acqua e sudore), è meglio preferire materiali in fibra sintetica.

Pochi altri ammennicoli, tipo cordino sottogola, clip per tenere alzate le alette laterali della tesa, e inserti in rete traforata per la traspirazione, completano infine il quadro del perfetto cappello da escursionista.

 

Ecco alcuni modelli consigliati:

 

The North Face Logo Military

Un marchio celebre del mondo dell’outdoor, nato negli Stati Uniti, e diventato celebre tra gli appassionati di tutto il mondo, fondato nel 1966, tra i suoi prodotti propone anche un cappello per l’outdoor ispirato ai modelli militari dell’esercito USA.

Un basco a cupola ribassata e visiera frontale contro i raggi del sole, dalla forma piuttosto tradizionale, con un profilo aderente, interamente realizzato in cotone con maglie aperte, per garantire massima traspirabilità.

Sul retro è presente una fascia per allargarlo o restringerlo a seconda della necessità. Questo prodotto è disponibile in tre colorazioni (nero, beige e verde iguana) e in due taglie (S/M e L/XL).

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Ultra Adventure Sunday Afternoons

Un cappello che ha nella traspirabilità e nella ventilazione i suoi punti di forza, molto confortevole grazie alle forme studiate per aderire bene alla testa.

Il design prende le migliori caratteristiche del modello precedente e le migliora, costruito con tessuti ancora più leggeri (UPF 50+) e una silhouette più sottile.

Alcuni cappelli da montagna sacrificano la visibilità in favore della protezione, questo modello invece è progettato per garantire un buon equilibrio tra visibilità e protezione, infatti il bordo a conchiglia sull’Ultra Adventure si ferma proprio davanti all’orecchio. L’orlo rimane rigido anche al vento, proteggendo il viso dal sole in ogni condizione.

Le dimensioni regolabili permettono di vestire perfettamente questo cappello. Progettato con fori per gli occhiali da sole e nastro riflettente per situazioni di scarsa illuminazione, si ripone facilmente nello zaino.

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Columbia Bora Bora II Booney

I nostri tester hanno apprezzato il Columbia Bora Bora II Booney anzitutto per la qualità dei materiali costruttivi che garantiscono un’ottima  traspirabilità, anche in condizioni di caldo intenso.

La sudorazione è minima, il calore si smaltisce molto velocemente, rispetto agli altri cappelli per proteggersi del sole ha uno stile un po’ diverso, manca un vera e propria frontale.

Però la copertura garantita è comunque buona grazie anche al tessuto UPF 50.

La possibilità di regolarlo e il laccio per legarlo sotto il mento garantiscono stabilità anche in ambienti molti ventosi. Quando arriva il momento di riporlo nello zaino, lo si piega comodamente.

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Salewa Puez

Il cappello “da deserto” di Salewa è progettato come un tradizionale berretto con visiera leggermente convessa, una sua caratteristica è la protezione per il collo molto ampia e su tutti i lati, è possibile in ogni caso rimuoverla.

È un cappello pensato per proteggere dal sole ma anche dagli insetti, lo sporco non è un problema, i materiali costruttivi permettono di lavarlo in lavatrice a 50°. Disponibile in tre taglie: small (56 cm), medium (58 cm) e large (60 cm) e otto colori diversi.

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Tilley LTM6 AirFlo

Un cappello realizzato con tessuto UPF 50+ progettato per proteggere viso e collo, con attenzione anche per il design. Uno dei più belli tra quelli che vi abbiamo consigliato.

Questo cappello è stato progettato in Canada, ed è prodotto con metodo artigianale, infatti le cuciture sono confezionate a mano.

Il bordo solido mantiene la sua forma anche col vento forte oppure quando viene riposto nello zaino, un attrezzo resistente e performante, adatto per chi cerca l’eccellenza.

L’unico inconveniente è che tutte queste qualità hanno un prezzo un po’ più alto della media..

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