Segnaletica sentieri: le diverse tipologie e come leggerla

Frecce, ometti di pietra o segni rosso/bianco disegnati su rocce e cartelli, che informazioni ci danno e cosa ci stanno dicendo? Come sono classificati i sentieri e cosa ci dice la segnaletica dell'itinerario che stiamo percorrendo?

4 marzo 2022 - 16:55

La gestione della rete sentieristica è un momento particolarmente delicato, quindi è bene rivolgersi al CAI per la sua esperienza, competenza e capillare presenza sul territorio.

Per affrontare l’argomento in modo più esaustivo vi consigliamo di leggere il manuale “Sentieri – pianificazione segnaletica e manutenzione“, realizzato dalla Commissione Centrale per l’Escursionismo e giunto nel 2010 alla sua 4° edizione.

I sentieri sono il prodotto di un inestimabile retaggio storico e devono essere segnalati in maniera chiara e comprensibile, ma al tempo stesso essenziale e non eccessiva.

Anche perché l’escursionista di oggi considera i segnavia come un elemento essenziale per le sue camminate che seguono gli itinerari segnati.

Le sigle adottate dal CAI classificano i sentieri in base al tipo di traccia e in relazione alla preparazione tecnica e l’impegno richiesto nel percorrerli.

 

Vediamo cosa indica la segnaletica dei sentieri e quali segnavia sono più comuni

 

_ Gli ITINERARI DI MEDIA E LUNGA PERCORRENZA, adatti ad escursionisti in genere esperti, durano più giorni e quindi devono essere dotati della necessaria ricettività lungo il percorso. Questi percorsi devono essere ben segnalati ed attrezzati.

_ Gli ITINERARI A BREVE PERCORRENZA sono quelli più diffusi e durano generalmente un giorno. Tra questi possiamo annoverare anche percorsi di chiaro scopo didattico formativo, ossia gli itinerari a tema prevalente (naturalistico, glaciologico, geologico, storico, religioso) che di solito si sviluppano in aree limitate e ben servite, come le aree protette.

_ I SENTIERI TURISTICI sono itinerario di ambito locale, su carrarecce, mulattiere o evidenti sentieri. Si sviluppa nelle immediate vicinanze di paesi, località turistiche, vie di comunicazione e rivestono particolare interesse per passeggiate facili di tipo culturale o turistico-ricreativo.

Nella scala di difficoltà CAI è classificato T – itinerario escursionistico-turistico. I percorsi generalmente non sono lunghi, non presentano alcun problema di orientamento e non richiedono un allenamento specifico se non quello tipico della passeggiata.

_ SENTIERO ESCURSIONISTICO SEMPLICE – Sentiero privo di difficoltà tecniche che corrisponde in gran parte a mulattiere realizzate per scopi agro-silvo-pastorali, militari o a sentieri di accesso a rifugi o di collegamento fra valli. Rappresenta il 75% degli itinerari dell’intera rete sentieristica organizzata.

Può avere tratti ripidi, i tratti esposti sono di norma o protetti o attrezzati. Può prevedere facili passaggi su roccia, non esposti e che comunque non richiedono conoscenze alpinistiche specifiche. Nella scala delle difficoltà escursionistiche CAI è classificato “E” – itinerario escursionistico privo di difficoltà tecniche.

_ SENTIERO ESCURSIONISTICO AVANZATO – Itinerario generalmente segnalato, ma che richiede capacità di muoversi su terreni particolari, quali tratti su terreno impervio o infido, tratti rocciosi con lievi difficoltà tecniche (es. tratti attrezzati), tratti non segnalati, ecc. Nella scala delle difficoltà escursionistiche CAI è classificato “EE” – itinerario per escursionisti esperti.

_ SENTIERO ESCURSIONISTICO ATTREZZATO – Percorso attrezzato che richiede l’utilizzo dell’attrezzatura per via ferrata. Nella scala delle difficoltà escursionistiche CAI è classificato “EEA” – itinerario per escursionisti esperti con attrezzatura.

Lungo i sentieri sopra specificati possiamo trovare la segnaletica del CAI con la numerazione a tre cifre: la prima cifra individua il Settore di attribuzione,  le altre due identificano il numero del sentiero all’interno del Settore.

Nel caso di sentieri troppo brevi e varianti rispetto al sentiero principale è preferibile assegnare lo stesso numero del sentiero principale seguito da una lettera.

Inoltre è buona norma riservare i primi dieci numeri di sentiero di ogni Settore a quei percorsi che fanno parte degli itinerari di media e lunga percorrenza.

Una corretta impostazione della rete escursionistica prende avvio già dai centri abitati e i sentieri sono segnalati ad iniziare dalla stazione ferroviaria, dagli impianti di risalita o dalle fermate delle corriere pubbliche.

La segnaletica verticale deve conservare le medesime caratteristiche di quella che poi s’incontra lungo i sentieri.

_ La segnaletica si differenzia in verticale e orizzontale:

SEGNALETICA VERTICALE – È costituita dalle tabelle all’inizio del sentiero e agli incroci più importanti, che contengono informazioni sulle località di posa, con nome e quota del luogo, o sulle località di destinazione (meta ravvicinata, intermedia e di itinerario) con i tempi di percorrenza e il numero del sentiero.

SEGNALETICA ORIZZONTALE – È formata da segnavia a vernice di colore bianco-rosso o rosso-bianco-rosso, posti all’inizio e lungo il sentiero, su sassi o piante, utilizzati per offrire l’informazione di continuità e conferma del percorso.

 

TABELLA SEGNAVIA – Ha la forma di freccia e si usa per indicare la direzione della/e località di destinazione del sentiero e il tempo indicativo necessario ad un medio escursionista per raggiungerla/e a piedi. Va collocata a inizio e fine dell’itinerario, agli incroci con altri itinerari segnalati e con strade. È contraddistinta dalla punta rossa e dalla coda rossa-bianco-rossa.

TABELLA LOCALITÀ – La troviamo agli incroci più significativi di un percorso (passi, forcelle, piccoli centri abitati) che trovino usualmente riscontro sulla cartografia e nelle mete indicate sulle tabelle segnavia; di norma contiene il nome della località e la relativa quota (non aggiungere punti per l’abbreviazione di metri o per le migliaia).

Per la realizzazione delle tabelle è possibile utilizzare differenti TIPI DI MATERIALE.

La scelta fra gli stessi non è sempre facile ed è condizionata dalla continua evoluzione dei materiali.

Il forex o il multistrato in resina fenolica praticamente non richiedono manutenzione, durano a lungo nel tempo ed hanno un rapporto durata-prezzo migliore rispetto agli altri. In alternativa al Forex o multistrato è possibile utilizzare tabelle in metallo o in legno.

Le tabelle in metallo, a fronte di una durata e solidità sicuramente maggiori, sono abbastanza più costose, mentre quelle in legno presentano maggiori problemi di manutenzione.

Le tabelle in larice hanno una buona riuscita e durano nel tempo, il castagno sconsigliato perché contiene una elevata quantità di tannino ed è di colore scuro, il lamellare è sconsigliato perché presenta difficoltà nella fase di incisione, abete e pino sono sconsigliati perché tendono a spaccarsi ed è di minor durata.

 

_ Leggi gli altri nostri articoli con consigli per il trekking e l’outdoor:

 

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