Emilia Romagna: il Cammino di San Vicinio

Un percorso di 320 chilometri, che inizia da Sarsina e attraversa l'Emilia Romagna, alla scoperta di santuari e vie di pellegrinaggio

21 maggio 2020 - 13:32

Il Cammino di San Vicinio vuole essere un’insieme di sensazioni, un collegamento fra il passato e il presente, non solo per i moderni pellegrini religiosi, ma anche per gli escursionisti che intendano cimentarsi nel lungo cammino, o solo per alcuni tratti, in luoghi dalle straordinarie testimonianze storiche, naturalistiche e religiose. È un lungo percorso a tappe, con deviazioni e varianti.

Le radici del camminare, in queste zone, vengono da un lontano passato, quando si aveva esigenza di raggiungere Roma, sia nel periodo dell’impero, sia successivamente per pellegrinaggio verso la città della cristianità.

Si transitava, quindi, per Ravenna, Forlì, Cesena e Rimini, per continuare verso Borgo San Sepolcro, Arezzo o Firenze.

Ovviamente sorsero, nei luoghi limitrofi il tragitto, varie strutture, come importanti santuari e chiese, come la Madonna del Monte in Cesena, San Vicinio in Sarsina, La Verna, il “Volto Santo” in Borgo San Sepolcro e il monastero di Camaldoli.

Il Cammino di San Vicinio è suddiviso in 14 tappe per quasi 320 chilometri a piedi, su sentieri segnalati, partendo da Sarsina. Sono più di duemila anni che si cammina sul sistema stradale dell’antica Provincia Alpes Apenninae, che collegava le regioni del nord Europa con quella che fu la città più importante dell’Impero Romano, prima, e poi la capitale della Cristianità.

Un sistema che collegava e permetteva la visita ai più importanti santuari dell’area, come: la Madonna del Monte in Cesena, San Vicinio in Sarsina, La Verna, il “Volto Santo” in Borgo San Sepolcro; o deviando, per il rinomato polo culturale e spirituale fondato da San Romualdo, all’eremo e al monastero di Camaldoli.

Accanto ai luoghi di culto più celebri, sul territorio sono disseminati piccoli santuari dalle origini più remote, posti in luoghi meno accessibili, ma vivi di devozione locale per santi e immagini miracolose, come il santuario della “Madonna degli Occhi” in Pondo di Santa Sofia, il santuario di Sant’Ellero in Galeta, quello di Sant’Alberico, posto presso le scaturigini delle vene del Tevere, oppure l’abbazia camaldolese di Bagno di Romagna, nota per l’immagine della “Madonna del Sangue” e del crocifisso ligneo del “Perdono”.

Un viaggio attraverso le tante testimonianze della storia religiosa e culturale, dove il cammino può anche essere metafora del viaggio, d’iniziazione, di rinnovamento o di arricchimento culturale personale.

 

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

La traversata del Gran Sasso

La Via degli Dei attraverso l’Appennino

L’incanto delle Dolomiti: l’anello delle Tre Cime di Lavaredo