In bici intorno al lago di Montedoglio

20 maggio 2017 - 12:32

La Val Tiberina nel corso dei secoli è stata terra natale di personaggi importanti e di celebri artisti come Michelangelo Buonarroti e Piero della Francesca.

Borghi antichi e caratteristici come Anghiari, Pieve Santo Stefano, Badia Tedalda, Sansepolcro, si fanno custodi di capolavori architettonici e culturali, narratori di storie curiose, ciceroni di quella semplicità rurale che nasconde il vero amore per la vita. Il percorso panoramico descritto alterna asfalto a strada sterrata; sono presenti alcune ascese impegnative e discese dal fondo dissestato.

Si consiglia comunque di prestare attenzione durante tutta l’escursione e di rispettare il codice della strada e gli eventuali transiti su strada privata o demaniale.

Dal parcheggio di Porta Fiorentina, storico quartiere della cittadina di Sansepolcro, ci si dirige verso Via Tiberina Nord e la si percorre in direzione di Pieve Santo Stefano.

Giunti in località San Pietro in Villa, si iniziano a intravedere i primi scorci del lago Montedoglio; oltrepassando un’azienda che alleva bestiame al chilometro 6,5 circa, si svolta sulla destra e poi si piega ancora a destra.

Inizia una breve salita sterrata dal fondo scorrevole ma realizzato con pietrame incastonato. Terminata l’ascesa, si percorre un tratto in discesa su strada bianca molto scorrevole e di ampie dimensioni. Proseguendo diritti, la via di campagna torna asfaltata e interseca la strada SP77 in direzione Baldignano-Pieve Santo Stefano.

Continuando sulla SP77, s’inizia una discesa di circa 2,50 chilometri che, seppur asfaltata, non manca di un paesaggio di contorno che rispecchia la vita di molti abitanti della valle, i quali dedicano le proprie forze all’agricoltura, coltivando campi ed allevando bestiame.

Dopo un tratto in pianura, nei pressi del chilometro 14, si svolta a sinistra sulla SP48 in direzione Anghiari, passando sotto la superstrada E45, ed arrivando in località Formole. Nei paraggi si può visitare un’antica chiesa, Santa Maria della Pace di Sigliano, bellissima struttura in pietra.

Poco dopo il maneggio di cavalli, oltrepassato il bivio per Conchi-Poggio Rosso, si svolta a destra sul sentiero CAI 22 abbandonando nuovamente l’asfalto: inizia una salita di circa 3 chilometri piuttosto impegnativa, su fondo scorrevole, che porta sulla cima del monte Fungaia.

La zona è interessante sia dal punto di vista geologico, per le varie formazioni presenti, sia da quello forestale: vi si trova infatti una riserva biogenetica con rimboschimenti di conifere e presenza di latifoglie. Si oltrepassa località San Maiano e si prosegue verso la vetta del rilievo montuoso.

Poco dopo l’incrocio con Sigliano Alto, si prende dritto verso Poggio Rosso (tratto di strada non segnata CAI). Intorno al chilometro 17, posta nelle vicinanze della strada, si incontra una polla di acqua fredda dal forte odore sulfureo che borbotta continuamente a causa dei gas in essa presenti.

Si prosegue verso la vetta del Fungaia ed in corrispondenza dell’incrocio si va sempre dritti iniziando a scendere, dove il percorso è segnato CAI 2. Nell’affrontare la discesa si può godere del panorama collinare e montuoso, ma a causa di alcuni tratti di strada dissestata si consiglia di fare molta attenzione.

Terminata la discesa più impegnativa, tenendo la sinistra, s’imbocca il sentiero CAI 14 verso Rocca Cignata, quindi seguono altri 2,5 chilometri, più facili, su larga carreggiata in ghiaia battuta. Al termine dello sterrato ci si immette nuovamente nella SP48 svoltando a destra a fine discesa e proseguendo verso Anghiari.

Oltrepassata un’area di sosta soprastante la diga, si può godere a sinistra della vista sul lago e a destra ammirare la presenza di rocce magmatiche e metamorfiche dal colore verde/blu scuro, le ofioliti. Giunti all’incrocio si scende a sinistra sulla SP47 in direzione Anghiari, su strada asfaltata fino all’abitato di Motina, dove al chilometro 26 circa si svolta ancora a sinistra verso “Le Vignacce”.

A questo punto si può seguire il sentiero CAI 14 parallelo al “Percorso lungo il Fiume Tevere”. Una parte dell’area che comprende il corso del fiume, detta golena, è caratterizzata dalla presenza di alcune specie di uccelli acquatici come la folaga. Infine, oltrepassando località Viaio prima di Santa Croce, si abbandona il sentiero CAI 14 e si incontra la frazione di Santa Fiora. In seguito, arrivando alla strada provinciale della Libbia, e seguendo le indicazioni stradali, si ritorna nei pressi del centro storico di Sansepolcro.

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