L’anello del Monte Forato

20 maggio 2018 - 13:07

Michelangelo Buonarroti, il Giambologna, Vincenzo Danti, Niccolò Pericoli detto Il Tribolo, e poi l’Ammannati e il Vasari: non esiste grande artista del marmo che, per le sue opere, non sia passato dalle cave delle Alpi Apuane per scegliere quella pietra immacolata da cui ricavare forme immortali.

Un ecosistema ricco di una rarissima florofauna, un territorio legato alla storia dell’arte italiana, montagne e valli segnate dal lavoro dell’uomo eppure, nello stesso tempo, capaci di conservare la loro intrinseca unicità. Siamo nelle Alpi Apuane, in un lembo di Toscana tutelato dal Parco omonimo. Quello descritto è uno dei percorsi più affascinanti offerti dal comprensorio delle Alpi Apuane, un suggestivo itinerario ad anello che si snoda tra creste montuose e fitti boschi raggiungendo il monte Forato. Inoltre, particolare non da poco per i neofiti del trekking, la sentieristica è ben visibile e sempre curata dal Cai e dall’Ente Parco Apuane.

Il punto di partenza è Fornovolasco, piccola frazione che ricade nel territorio del Comune di Vergemoli, paese del Parco delle Apuane. Fornovolasco è famosa per il piccolo fiume che la divide in due e per una piccola chiesa con antiche pitture. Il nostro cammino inizia proprio da Fornovolasco, si oltrepassa il paese e si procede, grazie alle indicazioni, verso la “Grotta del Vento”, e in seguito si passerà sul ponticello che sovrasta il torrente Turrite di Gallicano.

In questo punto, se non si è già arrivati a piedi, si può posteggiare la macchina e, in seguito, iniziare a percorrere il sentiero n° 6. Questi, si discosta un po’ dal fondovalle costeggiando la “Tana che Urla”, una stupenda grotta, percorsa da un fiume sotterraneo e accessibile solo agli speleologi. Dopo poco, si giunge al bivio tra il sentiero numero 2 e 6: entrambi conducono all’arco del monte, anche se il 2 è adatto solo ai trekkers più allenati. Proseguendo dunque sul sentiero 6, abbastanza pianeggiante, si guadagna il fondovalle, per poi risalire sino a giungere ad una sorgente vicino ai ruderi della Chiesaccia, antica chiesa medioevale.

Arrivati poi ad un nuovo bivio si segue il segnavia bianco-rosso, affrontando la salita verso la Foce di Petrosciana (900 m) da dove partono due sentieri: il primo conduce sino alla “via ferrata” per poi giungere al gigantesco arco naturale passando, in saliscendi, attraverso un bel bosco. Scegliendo invece il sentiero numero 131, si transiterà vicino alle Grotte di Pietramolla e alla località conosciuta come Casa del Monte: da qui si riprende il sentiero numero 2 che, in salita, ci condurrà sino all’arco naturale. Itinerario di ritorno sulla stessa via.

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