La necropoli della Banditaccia

20 maggio 2018 - 13:10

Prima dell’avvento di Roma, gli Etruschi imposero per secoli il loro predominio sulle terre laziali, umbre e della bassa Toscana. Le necropoli di Cerveteri e Tarquinia fanno parte delle più importanti testimonianze archeologiche di questo antico popolo e della loro splendida architettura funeraria.

Per gli Etruschi la morte non costituiva la fine della vita, ma solo un passaggio. Per questo motivo i loro cimiteri erano vere e proprie “città dei morti” (necropoli deriva proprio da nekros “morto” e polis “città”), che ricalcavano spesso la struttura dei centri abitati dei vivi. 

L’itinerario che segue andrà alla scoperta della necroli della Banditaccia. Provenendo dalla costa la campagna ormai abbastanza antropizzata sembra non dare l’idea di trovarsi nei pressi di quella che fu una dodecapoli etrusca. Arrivando da Cerveteri, dopo qualche curva, il paesaggio cambia notevolmente: un lungo viale di pini marittimi segna il percorso e piccole collinette contornano i campi. Alla biglietteria il personale è molto cordiale, passato il cancello l’atmosfera si trasforma, il canto degli uccelli, gli ombrosi alberi, il silenzio dei siti Etruschi prendono il sopravvento.

Grandi tumuli ricoperti d’erba nascondono maestose tombe, alcune scavate direttamente nel suolo, quelle del periodo Villanoviano (sec. IX-VII a.C.). Proseguendo sulle strade scavate nel tufo (la roccia di origine vulcanica formata da ceneri e lapilli solidificati) inizia ad apparire la città, con gli incroci, le vie sacre, una moltitudine di tombe dalle svariate forme che accolgono il visitatore in un’atmosfera surreale: una vera e propria città dei morti, a conferma che per gli etruschi la vita iniziava dopo il breve passaggio terreno. Le palazzine sono identiche alle moderne villette a schiera, identici arredi ad evidenziare lo standard di vita raggiunto dalla popolazione. Proseguendo oltre ci troviamo nella parte meno frequentata della necropoli.

Le tombe sempre monumentali sono coperte da cespugli e alberi e infiniti fiori ci fanno capire che ci troviamo in ambiente dal clima tipicamente mediterraneo; i turisti sono praticamente scomparsi e si respira tutto il misticismo che solo i siti Etruschi riescono a dare. Si ritorna percorrendo la via sacra e concludendo l’anello.

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